Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alle Regionali in Campania su Marco Travaglio: «Un grandissimo sfessato, spero di incontrarlo di notte al buio». Sarà un’apertura al riconoscimento legale delle coppie gay?
Ah che bello, tutti in piazza sotto allla Rai. Tutti contro la censura. C’è pure il Popolo Viola, forti quelli aho’. Go-ver-no merd-da! Go-ver-no merd-da! La censura fa schifo! Non censurate. Ah quindi erano lì per far tornare Luttazzi in Tv. Ah no? Ah no? Ammazza, avevo capito tutta un’altra cosa, io.
Attori, conduttori, giornalisti. Opinionisti, comici. Presidente e consiglieri della Rai in carica. Tutti fermamente contrari alla decisione di chiudere i talk show. Tutto concordi nel dire che si tratta di un attentato alla libertà di stampa e, più direttamente, alla libertà in genere. Tutti a manifestare, tutti a farsi intervistare e fotografare.
In tutto questo ambaradàn, manca (come al solito) uno stronzo, uno soltanto che dica: vaffanculo, me ne vado, mi dimetto.
Quello, mai.
Ieri hanno spento Gad Lerner. Dovrò trovare un altro modo per sfracantarmi i coglioni il lunedì.
Dopo il pasticcio della mancata presentazione delle liste, il comitato della Polverini annuncia che si rivolgerà alle piazze. Così, mentre gli elettori della destra aspettano in piazza del Popolo, la Polverini arringa i passanti e le auto in sosta a piazza Venezia.
Praticamente, la goiosa macchina da guerra che ambisce a governare il Lazie si è scordata di presentare in tempo il fattapposta all’ufficio competente e mo’ stanno strillando come lontre strafocate ia’ però non si fa così e ià fateci partecipare ià se no siete uomini di merda ce lo dico a Napolitano uffa. Sto aspettando di vedere cosa combinerà questo ferrarino ben oliato una volta al potere: me li immagino nella stanza dei bottoni a cercare ago e filo. Per intanto, sono riusciti a superare perfino questi.
Lo so, mi ero preso l’impegno di segnalarvi come Repubblica e Berlusconi si abboffino di reciproci pompini, ma. Prima di tutto, mi scasso il cazzo. Poi è troppo deprimente (solo oggi Mondadori compra spazi pubblicitari per gli Oscar, Panorama e Sorrisi e canzoni), e la cosa ancora più deprimente è che di questa cosa pare che non ne scriva nessuno. Quindi, chi se ne fotte, addio rubrica. Tanto ’sti qua sulle cose veramente importanti per loro, cioè i soldi, vanno d’amore e d’accordo. Fingono di appiccicarsi soltanto per quelle che per loro sono cazzate di nessuna importanza: le questioni di principio.
Per questo, come direbbe Totò, sono solo dei principianti.
Gaetano Bresci. L’anarchico regicida, ospite di Annozero, dichiara di essere stato frainteso: gli era apparsa in sogno la Madonna delle Salette e gli aveva detto di uccidere un Savoia, però a Sanremo nel 2010. E che, mò è colpa mia se siamo nel 1900? dichiara l’anarchico, che poi chiede le attenuanti: almeno non mi sono messo un fiocco a mo’ di cravatta: quella è roba da imbecilloni!
Josef Mengele. L’illustre clinico, ospite di Annozero, urla la sua estraneità alle atrocità naziste. Cazzo, parlate proprio voi? Cosa sono i miei esperimenti in confronto agli zigomi di Ornella Muti? Adriano Celentano, nelle sette ore del suo intervento telefonico, dichiara: Almeno i nazisti non hanno mai portato quel fiocchetto da babbalei!
Dracula il vampiro. Ospite di Annozero, l’altolocato extracomunitario viene accusato dalla Santanché di essere musulmano, rugbysta, mangiatore di caciocavalli e ricchione. Travaglio le risponde per le rime in un intervento di trentacinque minuti in cui parla di Berlusconi. Schifato, Dracula abbandona lo studio urlando: berrò anche il sangue, porterò la mantella nera, ma almeno il fiocco da anarchico lo lascio a voi esseri inferiori!
Oggi niente da segnalare. Ah no scusassero, a parte la pubblicità di un libro di Richard Dawkins (Mondadori) a pag. 57.
Ammazza quanto si odiano questi. Meno male che ce lo dicono tutti i giorni, se no col cazzo che ce ne accorgevamo.
Continua la guerra senza esclusione di soldi tra Berlusconi e l’autorevole La Repubblica. Oggi il battagliero quotidiano attacca a pag. 56 con un articolo a solo sei colonne che anticipa un brano da Il mito di Circe di Maurizio Bettini e Cristiana Franco (Einaudi, pagg. 402, euro28), in uscita in questi giorni. Questo deve aver fatto incazzare come bestie i manager del presidentissimo, che rispondono a pag 58 con una pubblicità del nuovo libro di Monica Guerritore (quella che ad Annozero faceva i docu-drama) per i tipi della Mondadori.
Cosa ci riserva il futuro? Ce la faranno il gruppo L’Espresso-Repubblica e quello Mondadori-Einaudi a smettere di farsi i pompini a vicenda? Seguiteci e lo saprete!
O.T. Stamattina, a Omnibus su LA7 , grazioso collage delle frasi celebri di Bersani, che ricorderete in passato su questo blog. Peccato, a me sembrava una buona idea. Evidentemente era una cacata pazzesca.
Come tutti sapete, c’è una guerra in corso tra l’autorevole quotidiano La Repubblica e il nostro presidente del consiglio. Questa agile rubrichetta, utile come una cera per baffi, vi terrà aggiornati quasi quotidianamente. Hai detto cotica.
24 febbraio 2010. La Mondadori, di proprietà di Silvio Berlusconi (che, come è noto, aveva invitato tutti gli imprenditori italiani a boicottare Repubblica non comprando spazi pubblicitari), che ti fa? Ti compra, spiazzando il nemico, uno spazio pubblicitario in prima pagina per pubblicizzare l’ultimo capolavoro di Madeleine Wickham, nota alle genti con il nome di Sophie Kinsella (autrice di I love shopping for the baby, cazzo questa sì è letteratura porco d’un porco). Ma Repubblica, che col premier e le sue imprese è in guerra, non si fa cogliere di sorpresa e ribatte nella prima di cultura con un bell’intervento di Antonio Franchini, il responsabile della narrativa italiana Mondadori che ha scoperto Giordano e ora D’Avenia, e che ragiona sui motivi più culturali del boom: in omaggio una foto dell’autore D’Avenia (bel giovane) che, guarda caso, con Mondadori ha venduto ben 56mila copie. Resta da capire a chi.
Come finirà questa guerra all’ultima marchetta? Restate con noi e lo saprete!





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