Archive for the 'guerra Berlusconi- Repubblica' Category

Carma piatta.

Oggi niente da segnalare. Ah no scusassero, a parte la pubblicità di un libro di Richard Dawkins (Mondadori) a pag. 57.

Ammazza quanto si odiano questi. Meno male che ce lo dicono tutti i giorni, se no col cazzo che ce ne accorgevamo.

Terza pagina #2.

Continua la guerra senza esclusione di soldi tra Berlusconi e l’autorevole La Repubblica. Oggi il battagliero quotidiano attacca a pag. 56 con un articolo a solo sei colonne che anticipa un brano da Il mito di Circe di Maurizio Bettini e Cristiana Franco (Einaudi, pagg. 402, euro28), in uscita in questi giorni. Questo deve aver fatto incazzare come bestie i manager del presidentissimo, che rispondono a pag 58 con una pubblicità del nuovo libro di Monica Guerritore (quella che ad Annozero faceva i docu-drama) per i tipi della Mondadori.

Cosa ci riserva il futuro? Ce la faranno il gruppo L’Espresso-Repubblica e quello Mondadori-Einaudi a smettere di farsi i pompini a vicenda? Seguiteci e lo saprete!

 O.T. Stamattina, a Omnibus su LA7 , grazioso collage delle frasi celebri di Bersani, che ricorderete in passato su questo blog. Peccato, a me sembrava una buona idea. Evidentemente era una cacata pazzesca.

Terza pagina.

Come tutti sapete, c’è una guerra in corso tra l’autorevole quotidiano La Repubblica e il nostro presidente del consiglio. Questa agile rubrichetta, utile come una cera per baffi, vi terrà aggiornati quasi quotidianamente. Hai detto cotica.

24 febbraio 2010. La Mondadori, di proprietà di Silvio Berlusconi (che, come è noto, aveva invitato tutti gli imprenditori italiani a boicottare Repubblica non comprando spazi pubblicitari), che ti fa? Ti compra, spiazzando il nemico, uno spazio pubblicitario in prima pagina per pubblicizzare l’ultimo capolavoro di Madeleine Wickham, nota alle genti con il nome di Sophie Kinsella (autrice di I love shopping for the baby, cazzo questa sì è letteratura porco d’un porco). Ma Repubblica, che col premier e le sue imprese è in guerra, non si fa cogliere di sorpresa e ribatte nella prima di cultura con un bell’intervento di Antonio Franchini, il responsabile della narrativa italiana Mondadori che ha scoperto Giordano e ora D’Avenia, e che ragiona sui motivi più culturali del boom: in omaggio una foto dell’autore D’Avenia (bel giovane) che, guarda caso, con Mondadori ha venduto ben 56mila copie. Resta da capire a chi.

Come finirà questa guerra all’ultima marchetta? Restate con noi e lo saprete!

Vai così che sei sola.

img017.jpgIl venerdì compro Repubblica, per gustarmi con calma le pubblicità Mondadori e Einaudi, ma soprattutto per avere qualcosa da leggere al cesso durante la settimana, e figuratevi la mia gioia quando ho visto che la rubrica dell’autorevole critico cinematografico Bignardi era dedicata a Kurosawa. Rispettoso, corretto come si conviene a chiunque scriva dell’Imperatore. Poi, la frase: E guardi il catalogo della Mondo Home Entertainment, che sta pubblicando alcuni film mai usciti in Italia, tra cui “Lo spirito più elevato (1944)”, Una meravigliosa domenica (1947)”, “I bassifondi (1957)”, “I cattivi dormono in pace (1960)” di cui non posso dire niente perché non ho ancora avuto la fortuna di vederli, ma che arrivano come un dono inaspettato di quel mondo parallelo che ama il grande cinema di Kurosawa.  Ah ecco. Meno male che è l’autorevole critica di Repubblica a risvegliarmi dal sonno; pensate che ero convinto di aver visto su raitre, anni fa, alcuni di questi film. E pensate che l’anno scorso ero convinto di aver comprato questi film mai usciti in Italia in edicola. Ma, aho’, io sono un cazzone e Bignardi è un critico autorevole di un giornale autorevole, quindi avrà ragione lei.

Però.

Secondo voi, la frase di cui non posso dire niente perché non ho ancora avuto la fortuna di  vederli, si riferisce ai DVD come oggetti o ai film? In parole povere, l’autorevole critico di Repubblica sti film di Kurosawa, passati in Rai nonostante nessuno l’avesse avvertita, e venduti in edicola in barba al suo esserne all’oscuro, secondo voi, li ha visti? A leggere quello che dice, parrebbe di no, ma probabilmente sbaglio io. Aspetto con ansia il giorno in cui il critico letterario di Repubblica scriverà ma fammi andare un po’ a leggere questo Melville di cui tutti dicono un gran bene.




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