Archivio ‘Il signore di pessima famiglia’


E anche lo shampoo che non vi brucia gli occhietti santi.

Anche nel PD attaccano Vauro.

Egli sorride educatamente.

Ma ci è rimasto molto male quando gli hanno detto che a commissariare il PD in Campania non poteva mandare Tom Mix e neanche Tex Willers.

Sono due ore che aspetta, e meno male che non piove.

L’astuto Ualters comincia a sospettare che l’sms che ha ricevuto ieri e che diceva Riunione del comitato spostata a ponte Milvio. Porta un lucchetto, sia uno scherzo.

Non sempre le rime elevano lo spirito.

L’astuto Ualters ci è rimasto male perché due discolacci da una golf nera gli hanno spiegato esattamente con cosa fa rima Veltroni.

Eppure son vent’anni che vanno lì ogni mattina.

L’astuto Ualters si chiede perché al bar, quando D’Alema chiede il solito gli portano un caffé corretto alla sambuca, e quando lo fa lui lo guardano come se lo vedessero per la prima volta.

Forse è per via dei baffi.

L’astuto Ualters ha smesso di guardare i Simpson perché trova che quel Ned Flanders sia un po’ troppo a sinistra.

Che si sa che tu dici alle sei e mezza e loro arrivano alle otto, otto e un quarto.

 Soltanto dopo mezz’ora di infervorato discorso, l’astuto Ualters si è accorto di stare parlando a una sala vuota.

Anche se non sai giocare vieni lo stesso, che tanto siamo fra amici.

L’astuto Ualters, in occasione dell’Immacolata, è stato messo in mezzo in un poker coi dalemiani che gli hanno pulito duemiladuecento euri.

L’astuto Ualters guarda lontano, verso il futuro.

Ma non sa di aver pestato una cacca di cane.

Lui comprerebbe la Roma, ma però è iuventino.

Ieri l’astuto Ualters ha rilasciato due dichiarazioni di fuoco ai giornali, ma gli hanno detto richiami martedì che domenica e lunedì il giornale è solo sport e noi intervistiamo il presidente del Milan.

Infatti sapevano di strano.

L’astuto Ualters ha appena scoperto, dopo averne fatto scorpacciata, che i torroncini allo Strega che gli ha spedito Mastella sono scaduti nel 1998.

Una forte leadership non s’improvvisa.

 L’astuto Ualters sta cominciando a stufarsi del fatto che, qualsiasi cosa lui decida, gli rispondano sempre aspetta che chiediamo prima a Massimo.

Stanno ancora ridendo, e ciò non è bello.

Durante la riunione della segreteria, tre giorni fa, l’astuto Ualters ha alzato la voce e ha detto qui comando io, e se non vi sta bene me ne vado.

Dubbi da statista.

Mentre è a colloquio col prevosto di San Martino All’Oglio, l’astuto Ualters sta in realtà cercando di ricordare se Flavia gli ha chiesto di comprare la pancetta o il guanciale.

Domani proverà con la tisana della zia Luisa.

Sono tre notti, da quando si è accorto che PD è l’acronimo di una bestemmia, che l’astuto Ualters dorme malissimo.

Da dietro la porta, però, li sentiva respirare.

L’altro giorno l’astuto Ualters ha bussato per tre ore alla sede del suo partito ma nessuno gli ha aperto.

Lui è fatto così.

 Proprio non si capacita del fatto che ogni volta che ordina un toast provola e prosciutto, il barista della buvette gli porta un tramezzino gamberetti e rucola, e poi si mette a ridere.

Chissà mai perché.

L’astuto Ualters ha il tremendo sospetto che, nel caffé che gli offrono nella sezione storica che fu del PCI, ci sputino dentro.

L’astuto Ualters.

 Anche dopo che Latorre si era fatto beccare per la seicentesima volta, l’astuto Ualters non riusciva a capacitarsi del perché tutti lo scherzassero.