Archive for Luglio, 2008

Che?

Potrei sbagliarmi, ma ieri, mentre guardavo La ragazza del lago (che ha abbondantemente surclassato perfino Un amore, del mitico Tavarelli), mi è sembrato di assistere alla seguente scena: il commissario (indovinate chi era) che interrogava un sospetto a proposito di certi cd, dicendo: Cosa voleva farne di quei dischi? CANCELLARLI?. Ora, io lo so che magari erano cd riscrivibili ecc. Però, che goduria. Che film! Che attori! Che! Che!

Digest.

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Domani smetto.

Ci sono decisioni che, quando le prendi, dici e che cazzo stavo aspettando finemmò? Dice, hai smesso di fumare? Nx. Da domani smetto di comprare il giornale: non vi dico quale, ma si capisce. Comprarlo era diventata una questione d’inerzia, tu esci, fai due chiacchiere col giornalaio e ti accatti il giornale: e lì, sbagli. Perché se ti va bene sono trenta euri al mese, trecento sessanta euri l’anno. Solo per sapere le stesse cose che ti dice il tg5, scritte da ciucci aminali; per leggere recensioni di libri, dischi e film degli amici loro, che poi sono tutti (tutti) una merda. Certo, il mio è un problema più complesso, io il giornale lo leggo quando vado al cesso, ne ho bisogno come del caffé e della sigaretta, non è che posso smettere così, di colpo. E allora, da domani, passo al settimanale. Qualcosa di più serio e notevolmente meno costoso del quotidiano, che mi garantisca la stessa qualità e la stessa serietà. Io pensavo a Chi, ma forse è un po’ troppo impegnativo.

M.me Betancourt.

Libera da poche ore

e già

mi sta sul cazzo.

Schadenfreude.

Peppèpeppepeeeeè Peppèpeppepeeeeè Peppèpeppepeeeeè pe pèèèèèèèèèèèèèèèèè.

Scusate, abitualmente frequento i camorristi.

A questo punto, stare con il Partito Democratico non è più un fatto di destra-sinistra, riformisti-rivoluzionari, onesti-disonesti: no. E’ questione di quanta voglia tieni di fare un paio di figure di merda al giorno.

Soccer girl.

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The end.

Fino a ieri non riuscivo a capire perché tanti cazzoni andassero a votare Veltroni e Rutelli; poi ieri ho visto il Divo. E ora so.

*che dirti, Emanue’. Il film è affascinante come Lusetti  e ben scritto come i discorsi di Rutelli.

Un fatto di solidarietà.

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Vi ci sapete mettere, eh?

Sarà perché sono uno stronzo, ma sono convinto che se il padre di Eluana Englaro, invece del gentiluomo garbato che si ritrova ad essere, fosse stato un tipo manesco e propenso ad andare in giro armato di bastone, i parlamentari farebbero molto, ma molto meno i buffoni sulle questioni morali di questa capocchia del cazzo.




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