Ah che bello. Uno col cappello di Napoleone e la voce di Apicella, al concerto del primo maggio sta stonando Shipbuilding di Costello. Certo, avere un copricesso in testa supplisce egregiamente alla voce di Costello e alla tromba di Chet Baker.
Archive for Maggio, 2009
Cinema. Come sapete, c’è stato Cannès: quanto me ne fotte a me è davvero vergognoso. In compenso ho visto un bel film, che parla di lavoro non contrattualizzato e di un sindacalista che è costretto ad introdursi quasi clandestinamente in questo posto, prende contatto con una, organizza un mezzo sindacato, denuncia la situazione e finisce per fare più male che bene. In mezzo alla storia c’è pure una che fa la puttana. Dice che cazzo, ti vedi i vecchi film di Ken Loach? No, è l’ultimo di Virzì.
Televisione. Sky si mette a fare concorrenza alla Rai a a Mediaset col varietà, secondo la massima aurea che dice che gli abbonati alla paytv dovrebbero pagare caro per guardare cose che gratis non guardavano e che per questo si sono fatti l’abbonamento alla paytv. Come uno che va a puttane per non andare con la moglie e da domani comincia a pagare per andare con la moglie. Bòn.
Libri. C’è stata la Fiera del libro di Torino. Molta gente ha mangiato salatini e bevuto prosecchini. Qualcuno ha pure chiavato. Nessun animale è stato maltrattato, nonostante molti abbiano pubblicato con case editrici di un scerto livello.
Politica. Il compagno Franceschini ha candidato un sacco di bella gente. Ora, io a quelli di Roma non li conosco, ma a parecchi candidati delle parti mie sì, e vi posso garantire che la camorra ‘e Napule con loro non ci ha proprio niente a che fare, anche perché si mette paura che gli fottono la macchina.
Io ci credo fermamente a quello che ha detto Emilio Fede, e cioè che in gioventù andava a ballare il liscio (si sa, Casoria è sempre stata piena di balere di lissio); ma soprattutto è tenerissimo il fatto che la chiamasse yoyò. Che, a Casoria, significa quello che a Leeds si chiama blowjob, a Parigi turlutte, a Berlino mundfick e a Barcellona, simpaticamente, chupada.
L’editoria è in crisi? I libri non si vendono nonostante ormai si recensiscano endosiasticamende anche le tastiere QWERTY, purché candidate al Grinzene? Nessuna paura. Stampiamo il primo capitolo dei nostri capovalori e mettiamolo all’interno dei rotocalchi, così che i lettori possano averne un gustoso assaggio. L’effetto è lo stesso di uno che esca per la prima volta con una tipa e si metta a scorreggiare a tavola e contemporaneamente a sputare a terra e bestemmiare S. Anna in tre dialetti diversi. Non sempre conviene farti vedere per quello che sei, se vuoi ottenere qualcosa da qualcuno.
Voi non ci crederete, anzi ci credete ma non ve ne fotte un cazzo, ma c’è chi si mette in tasca Berlusconi e Veronica.
si trovasse per caso nei pressi di Galassia Gutenberg e si sentisse tentata di pagare un biglietto d’ingresso esagerato, potrebbe anche imbattersi in un concerto gratuito di Gianfranco Marziano. Questo è quello che raccontano i boatos.
Ps: se vi trovate a passare per lo stand della Einaudi, editore di riferimento degli intellettuali di sinistra, per amore di Dio fate finta che siete berlusconiani sennò sono capaci che vi mordono.
Sono ammirato dai giornali italiani che parlano del brutto anatroccolo inglese: tale Susan Boyle, che in un reality dove si canta ha dimostrato di saper cantare. Ora, è chiaro che i giornalisti abbiano pensato siccome è un cesso scommettiamo che non sa neanche fare un cazzo. Sono requisiti con i quali in Italia puoi diventare qualcuno, eh.


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