Vignetta di Gianfranco Marziano.
Archive for Settembre, 2009
Speciale da Venezia: stanno tutti a cacare il cazzo a Michele Placido perché il suo film è distribuito da Berlusconi. Ovviamente, neanche una parola sul fatto che tutti gli intellettuali di punta che firmano l’appello di Repubblica (la gloriosa testata che ha appena dato per vivo Lucio Fulci, e mi sa che adesso per sapere se Bongiorno è morto davvero mi tocca farmi un giro a Milano, perché di loro mi fido come di un eritema), dicevo questi figherrimi intellettualerrimi sono tutti sotto contratto per Mondadori o Einaudi, di proprietà del Berlusconi suddetto. Morale: per essere nel mazzo di carte non è necessario essere di destra o di sinistra, tanto qua si è capito che il mazzo di carte uno è, ma è fondamentale tenere più pelo sul cuore che sulla fessa delle loro mamme.
ROMA - Continua la sottoscrizione dell’appello contro Berlusconi dei tre giuristi da parte di personalità di primo piano della cultura internazionale. Lo scrittore israeliano David Grossman è l’ultimo di una lista che comprende attori, registi e scrittori di fama internazionale. Secondo voi, chi è l’editore italiano di Grossman?
a) Feltrinelli
b) Guanda
c) Mondadori
Il motivo per il quale mi sto facendo una mala vecchiaia è principalmente vedere i foderi combattere mentre le spade restano appese. Stamattina, per esempio, ero da Feltrinelli co fratemocuggino il grosso e mi è venuto il vuommeco e non mi sono comprato niente. Non mi va di buttare quei due soldi che ho in quattro cacate scritte male. Perché oggi si scrive di merda, ma di merda vera. E perché si vede che lo vogliono fare, come avrebbe detto Squillino. Apposta vi consiglio Quest’estate forse non vado al mare, di Gianfranco Marziano. Perché Marziano, nonostante Drago Spaziale e Terra terra (grandi pezzi, ma che lo tormenteranno per tutta la vita), è un grande scrittore, e questo libro è veramente bellissimo. Dice, tutto qui? E cazzo vuoi dire di più? E’ per recensire i ciuccioni come a loro che i critici si devono imbarcare in disquisizioni stronzerrime. Invece qui è facile: com’è il libro? Bellissimo. Come è scritto? Da grande scrittore. Fine. E’ che Gianfranco ha capito che in questo mondo di mezze pugnette e pugnettari tanto vale che uno bravo faccia quello che sa fare, vale a dire quello bravo, che fingere di essere una mezza pugnetta è possibile solo se sei una mezza pugnetta. Quindi lui adesso scrive. Libri. Bellissimi.
Il resto del mondo, quando Satana scenderà a mangiarci i cuori, starà leggendo la Mazzantini.
E siccome che mi sarei anche sfracantato l’anticamera del cazzo a sentire dire che Berlusconi è nugrandommemmerd, d’ora in poi: embargo. Vale a dire che non comprerò né leggerò libri del gruppo Mondadori (Einaudi compresa). Non guarderò programmi targati Endemol (compreso quello di Fazio). Non leggerò alcun giornale che recensisca autori dei gruppi o trasmissioni tv e nemmeno mi avvicinerò ai film che fanno guadagnare Berlusconi (il che taglia fuori Repubblica e l’Espresso). Ovviamente, se lo facessero un paio di milioni di persone (quelli che dicono che schifo Berlusconi, per esempio), il gruppo del biscione si piglierebbe un bel mazzatone tra capa e noce di collo: perciò, tutti gli elettori del PD e tutti gli intellettuali continueranno uguale a far guadagnare Berlusconi. Non è che sono stronzi: è che la loro cultura affonda le sue radici nel più puro spirito ebraico newyorkese. Per questo, come Woody Allen, opteranno per una protesta più simbolica, tipo rinunciare ai sottaceti per una settimana.
Siccome che ieri sera Berlsuconi ha lanciato l’ennesimo attacco diretto a Repubblica, oggi l’autorevole quotidiano ribatte dedicando l’intera pagina 43 ad intervistare Abraham Yehoshua, notissimo narratore edito in Italia da Silvio Berlusconi tramite Einaudi (e qualcosina pure Mondadori). Un po’ come se allo sbarco in Normandia gli americani avessero mandato contro i nazisti tutte le troie di Las Vegas al grido di forza ragazze, ammazziamoli di pompini, questi bastardi nazisti!
1. Il prestigioso quotidiano La Repubblica dice che il nuovo film di Zampaglione dei Tiromancino (un horror, ma anche il primo film faceva paura da morire) è molto piaciuto, oltre che ai familiari dello stesso Zampaglione, anche a Lucio Fulci. Che, per fortuna del giornalista di Repubblica, non c’è più, sennò sai i calci in culo, altro che giornalista professionista, valà valà che capite solo le mazzate.
2. E’ morto Mike Bongiorno, e valà, ci può anche stare; preoccupano le seicentoduemila circa interviste che faranno a a Fiorello sulla morte di Maic.
3. Ci si chiede perché gli autori Mondadori ed Einaudi, invece di firmare appelli contro Berlusconi, non gli facciano direttamente un colpo di telefono, visto che è il loro editore.
4. Ignazio Marino, autorevolerrimo candidato alla guida del PD e decisamente antiberlusconiano, pubblica un bel libro nuovo per i tipi della Einaudi, di proprietà di Silvio Berlusconi.
5. Stando così le cose, non vedo perché andare a rompere il cazzo al povero Feltri, che almeno quando va in guerra si mette la sua bella divisa e va a combattere, invece di fingersi della Croce Rossa e sparare dove cazzo gli conviene a lui.
Vorrà dire che ci annoieremo a morte con una settimana di ritardo.
Mi pare di ricordare un’incitazione del presidente del consiglio Berlusconi, rivolta agli inserzionisti pubblicitari, affinché smettessero di acquistare spazi sui media a lui contrari: in particolare l’autorevole Repubblica. Che oggi, però, gli risponde per le rime. Hahaha. Per esempio, l’intera pagina 49 è dedicata a un’ imperdibile recensione del terzo volume delle Metamorfosi di Ovidio. Edita, indovinate un po’, dalla fondazione Lorenzo Valla e da Mondadori. Non contenti di questa infernale mazzata sferrata al colosso arcoriano, gli impavidi Repubblichini replicano, tra le pagine 50 e 51, con un’intervista a sette colonne a Sam Savage, autore di punta della scuderia Einaudi (di proprietà, giova ricordarlo, del Berlusconi stesso), che lancia il suo nuovo, imperdibilerrimo bestseller.
Teneva raggione quella signora che una volta, mentre guardavamo un ragazzo che prendeva a schiaffoni una ragazza, mi trattenne dall’intervenire (e dal prendermi un paliatone pure io), dicendomi ma no, quelli fanno accussì ma se vonno bbene: lassa sta’, che so’ cose ‘e nnammurati.

Sheldon: L’evoluzione non è un’opinione, è un fatto.
Mamma di Sheldon: Beh, questa è la tua opinione.
Stavolta la pagina culturale di Repubblica ce l’ha fatta. Dedica l’intera pagina 43 ad un’intervista a Jonathan Safran Foer che, sorprendentemente, non è un autore né Mondadori né Einaudi. E uno dice cazzo che palle che hanno questi di Repubblica, finalmente hanno smesso di pubblicizzare il gruppo editoriale di Berlusconi, loro sì che sono forti, ahò. Titolone a seimila colonne dell’intervista: Date il Nobel a Grossman. Lo stesso Grossman che in Italia pubblica con Berlusconi, passa in banca e poi, visto che è di strada, va a firmare l’appello contro Berlusconi.
Cazzo, dateglielo ’sto sfaccimma ‘e Nobèl a Grossman, così potrà sputare sull’assegno del premio quando lo ritira, salvo poi pulirlo addosso a un cameriere e infilarselo in tasca.
Continua la guerra senza quartiere di Repubblica a Silvio Berlusconi. Oggi gli ammolla tre sganassoni tre, olè. In prima pagina, articolone di Roberto Saviano, autore di punta di Mondadori. Sempre in prima pagina, pubblicità dell’ultimo libro di Ignazio Marino: medico, parlamentare del PD, candidato alla segreteria del PD, il grande partito della sinistra, fiero antiberlusconiano e autore Einaudi, di proprietà di Silvio Berlusconi. Poi, il nnoccàut finale: la solita paginata intera, la 45, dedicata ai Meridiani, la prestigiosa collana editoriale, indovinate un po’? Esatto, di Mondadori, vale a dire di Silvio Berlusconi. Ora, siccome non è possibile che Repubblica sia tanto balorda da continuare a far pubblicità gratuita ai prodotti di Silvio Berlusconi, né che il prefessor Marino sia così incoerente da pubblicare il suo libro proprio con una delle case editrici del suo principale avversario politico, dobbiamo dedurne che: c’è un piano segreto, dietro tutto questo. Ma così segreto, ma così segreto che manco loro sanno qual’è. Nel frattanto, e nel dubbio, meglio continuare a far vendere i prodotti di Silvio Berlusconi. Hai visto mai che quello, con tutti i soldi che gli fanno guadambiare a gratis, prima o poi ci si strozza?




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