Archive for Febbraio, 2010
Praticamente, la goiosa macchina da guerra che ambisce a governare il Lazie si è scordata di presentare in tempo il fattapposta all’ufficio competente e mo’ stanno strillando come lontre strafocate ia’ però non si fa così e ià fateci partecipare ià se no siete uomini di merda ce lo dico a Napolitano uffa. Sto aspettando di vedere cosa combinerà questo ferrarino ben oliato una volta al potere: me li immagino nella stanza dei bottoni a cercare ago e filo. Per intanto, sono riusciti a superare perfino questi.
Oggi niente da segnalare. Ah no scusassero, a parte la pubblicità di un libro di Richard Dawkins (Mondadori) a pag. 57.
Ammazza quanto si odiano questi. Meno male che ce lo dicono tutti i giorni, se no col cazzo che ce ne accorgevamo.
Lo so, mi ero preso l’impegno di segnalarvi come Repubblica e Berlusconi si abboffino di reciproci pompini, ma. Prima di tutto, mi scasso il cazzo. Poi è troppo deprimente (solo oggi Mondadori compra spazi pubblicitari per gli Oscar, Panorama e Sorrisi e canzoni), e la cosa ancora più deprimente è che di questa cosa pare che non ne scriva nessuno. Quindi, chi se ne fotte, addio rubrica. Tanto ’sti qua sulle cose veramente importanti per loro, cioè i soldi, vanno d’amore e d’accordo. Fingono di appiccicarsi soltanto per quelle che per loro sono cazzate di nessuna importanza: le questioni di principio.
Per questo, come direbbe Totò, sono solo dei principianti.
3. AL CONGRESSO! Seguite i poster luminosi di Topo Gigio, Anastasi, Ratman, i Fantastici Quattro e Claudio Bisio. Se ne vedete uno di Berlinguer, tornate subito indietro: avete sbagliato Congresso. Girate a destra, doppio salto (premete A, Z, F3) per evitare gli zingari che vi chiedono i soldi (premendo ripetutamente F5, però, potete essere voi a spillargli cinque euri), ed entrate finalmente al congresso. Salutate tutti per nome ed appoggiate tutte le mozioni. Tenendo premuto *, giratevi intorno e scoprite qual’è il candidato che vincerà. Premete °§ e accodatevi subito, sempre correndo in circolo senza fermarvi sennò vi fottono il portafogli. Sotto il palco troverete un DVD di Woody Allen: raccoglietelo in corsa e con quello colpite i candidati sconfitti. Non lasciate che vi tocchino col pass se no vi crescono i baffi come a Polito e va a finire che morite vergini. Fatto questo, avete vinto il Congresso, complimenti!
4. LE SANTE ALLEANZE. Uscite e scoprirete che i vostri avversari si stanno fottendo una smart per precedervi nella corsa alle alleanze. Premete due volte B9, buttatevi a terra, dite che vi ha minacciato la camorra ‘e Napule e fatevi assegnare una scorta. Mettetevi in macchina e ordinate alla scorta di scapezzare in corsa la smart. Fermatevi alla sede di Sinistra e Libertà. Qui dovete saltare sul telone della roulotte del porchettaro: ad ogni zompo il partito alleato cambierà nome: prima Sinistra eccola qua, poi Cesira e Alì Babbà, poi Che brutto tempo che fa. A questo punto doppio salto, si accenderà l’insegna Che mazzo quella là e la porta della sezione si aprirà. Intrufolatevi e offrite due assessorati che non contano un cazzo, tre pacchi di pasta di Gragnano e due Mabboro del tabacchino. Il primo alleato è vostro, complimenti!
Continua.
A Sanremo solo fischi per Lippi e il trio Pupo-Emanuela Filiberta-Canonici. Per forza, con quello che costa la verdura.
Perché umiliare così Bertolaso? Per gravi che siano le sue colpe, nessuno merita di essere difeso da Minzolini al Tg1.
Il presidente del Senato Renato “Fidel Castro” Schifani: “basta ad elargizioni statali se non vengono salvaguardati i posti di lavoro e i presidi industriali”. El pueblo de la libertad unido jamàs serà vencido!
Narrano le voci che un giorno Tony Wilson, fondatore della Factory Records, portò un gruppo di persone a vedere il suo nuovo club. Era presente anche il leggendario produttore (tra gli altri, dei Joy Division e dei Basement Five) Martin Hannett che, visto che si trattava un club di fighetti e che il suo socio e amico Wilson ne era entusiasta, gli diede del cialtrone e se ne andò: non voleva avere niente a che fare con la robaccia, lui era Martin Hannett. Da qui quello che chiameremo il Paradigma di Hannett: se vedete che qualcuno che conoscete è diventato un cazzone borioso, probabilmente non è una fase momentanea né è stato posseduto dagli extraterrestri: è soltanto diventato un cazzone borioso. E quindi, è assolutamente inutile star lì a perdere tempo o a farlo perdere a loro. L’unica cosa da fare è andarsene, subito e senza voltarsi. Si dirà, ma così la dai vinta agli stronzi! O anche: la vita è fatta di compromessi, oppure (questa è la mia preferita) le cose non sono solo bianche o nere! Come no, ma intanto lui girò sui tacchi e andò via. Fece una gran cazzata, direte voi, e evidenzierete il fatto che Hannett aveva una passione smodata per l’alcol e la droga pesante.
Sarà, ma lui era Martin Hannett, e voi no, quindi.
Per un attimo ieri sera su Rai 1 mi è sembrato di vedere il Gabibbo ossigenato. Poi, mi sono addormentato. Chissà che trasmissione era?
Heroin. Dopo il cazziatone di Giovanardi, Lou Reed dichiara di averla composta in onore di Anita Garibaldi.
Mr. Tambourine man . Dopo che la Meloni si è presa collera e si è fatta brutta, Dylan si caca sotto e dice che a lui ci piace assai giocare a tamburello al Lido Feroce a Varcaturo.
Brown Sugar. In una puntata di Porta a Porta, Mick Jagger ammette che sì, lui lo preferisce alle zollette perché così il tè delle cinque è più buono.
Now i wanna sniff some glue. I Ramones ammettono che la droga fa male, e di fronte a Gesù, giurano che con la colla ci azzeccano le figurine Panini, pure se sono autoadesive.
Cocaine. Eric Clapton dichiara che a) non l’ha scritta lui, e b) che se l’avesse scritta lui si sarebbe chiamata Coccoine, e che comunque, in forza del fatto che è stato con Lory Del Santo, chiede la parziale infermità mentale, essendo la totale riservata a quelli che sposano Asia Argento.
Gaetano Bresci. L’anarchico regicida, ospite di Annozero, dichiara di essere stato frainteso: gli era apparsa in sogno la Madonna delle Salette e gli aveva detto di uccidere un Savoia, però a Sanremo nel 2010. E che, mò è colpa mia se siamo nel 1900? dichiara l’anarchico, che poi chiede le attenuanti: almeno non mi sono messo un fiocco a mo’ di cravatta: quella è roba da imbecilloni!
Josef Mengele. L’illustre clinico, ospite di Annozero, urla la sua estraneità alle atrocità naziste. Cazzo, parlate proprio voi? Cosa sono i miei esperimenti in confronto agli zigomi di Ornella Muti? Adriano Celentano, nelle sette ore del suo intervento telefonico, dichiara: Almeno i nazisti non hanno mai portato quel fiocchetto da babbalei!
Dracula il vampiro. Ospite di Annozero, l’altolocato extracomunitario viene accusato dalla Santanché di essere musulmano, rugbysta, mangiatore di caciocavalli e ricchione. Travaglio le risponde per le rime in un intervento di trentacinque minuti in cui parla di Berlusconi. Schifato, Dracula abbandona lo studio urlando: berrò anche il sangue, porterò la mantella nera, ma almeno il fiocco da anarchico lo lascio a voi esseri inferiori!
Continua la guerra senza esclusione di soldi tra Berlusconi e l’autorevole La Repubblica. Oggi il battagliero quotidiano attacca a pag. 56 con un articolo a solo sei colonne che anticipa un brano da Il mito di Circe di Maurizio Bettini e Cristiana Franco (Einaudi, pagg. 402, euro28), in uscita in questi giorni. Questo deve aver fatto incazzare come bestie i manager del presidentissimo, che rispondono a pag 58 con una pubblicità del nuovo libro di Monica Guerritore (quella che ad Annozero faceva i docu-drama) per i tipi della Mondadori.
Cosa ci riserva il futuro? Ce la faranno il gruppo L’Espresso-Repubblica e quello Mondadori-Einaudi a smettere di farsi i pompini a vicenda? Seguiteci e lo saprete!
O.T. Stamattina, a Omnibus su LA7 , grazioso collage delle frasi celebri di Bersani, che ricorderete in passato su questo blog. Peccato, a me sembrava una buona idea. Evidentemente era una cacata pazzesca.
Come tutti sapete, c’è una guerra in corso tra l’autorevole quotidiano La Repubblica e il nostro presidente del consiglio. Questa agile rubrichetta, utile come una cera per baffi, vi terrà aggiornati quasi quotidianamente. Hai detto cotica.
24 febbraio 2010. La Mondadori, di proprietà di Silvio Berlusconi (che, come è noto, aveva invitato tutti gli imprenditori italiani a boicottare Repubblica non comprando spazi pubblicitari), che ti fa? Ti compra, spiazzando il nemico, uno spazio pubblicitario in prima pagina per pubblicizzare l’ultimo capolavoro di Madeleine Wickham, nota alle genti con il nome di Sophie Kinsella (autrice di I love shopping for the baby, cazzo questa sì è letteratura porco d’un porco). Ma Repubblica, che col premier e le sue imprese è in guerra, non si fa cogliere di sorpresa e ribatte nella prima di cultura con un bell’intervento di Antonio Franchini, il responsabile della narrativa italiana Mondadori che ha scoperto Giordano e ora D’Avenia, e che ragiona sui motivi più culturali del boom: in omaggio una foto dell’autore D’Avenia (bel giovane) che, guarda caso, con Mondadori ha venduto ben 56mila copie. Resta da capire a chi.
Come finirà questa guerra all’ultima marchetta? Restate con noi e lo saprete!
Tra quelli che qualche anno fa cazzo sto Minzolini lo chiamano lo squalo è forte eh che grande giornalista; tra quelli che mamma mia che risate con Capezzone da Chiambretti quant’è sympa; tra quelli che finalmente Marchionne un vero manager alla Fiat, uno che fa il suo mestiere pensa che in America quando parla lo stanno a sentire eh.
No dico, tra questi, uno che è uno che si fosse alzato a dire scusate ho capito mazzi per cazzi perché sono una merdina. No eh?
Oggi recensione del nuovissimo Fight to lose, il gioco nel quale il Partito Democratico tenta la scalata alla conquista del potere. Si tratta di un mix tra sparatutto e sparacazzate che piacerà tanto ai giovani del popolo viola. Per espresso volere dell’assemblea dei giovani del Pd, il gioco gira solo sulle piattaforme a loro note: il calcio balilla e il Sinclair zx spectrum.
1. TRA LA GENTE. Schivate gli sputi e cercate di confondervi nella fila alle Poste centrali: per mimetizzarvi potete solidarizzare con le vecchie pronunciando i famosi slogans del Pd, tipo la legalità non è nè di destra nè di sinistra, poverini i ragazzi di Salò e signora mia, io non sono razzista ma sti negri hanno bello e che rotto er cazzo. Saltata così la coda, entrate alle Poste. Sulla sinistra noterete una porticina: entrateci, colpite la guardia giurata che dorme e appropriatevi della sua sedia. Non serve a un cazzo, ma ricordatevi che siete del Pd, e che tutte le cose che fate non servono mai a un cazzo.
2. IN SEZIONE. Con la sedia rubata entrate in sezione, mettetela nell’angolo destro della stanza (dove c’è la lampadina da 20 watt) e poggiateci sopra tutte le copie di Chi che riuscite a raccogliere. Arrivati a tre quintali, il peso della sedia farà scattare un interruttore e la tv si accenderà su un qualsiasi programma di satira di Rai tre: mettevi subito le mani sulle orecchie o vi addormenterete di botto e i rutelliani della sezione vi piomberanno addosso e ve lo metteranno in culo senza sputazza recitando il mea culpa. Prendete la cassetta del discorso di Bersani e infilatela nel cesso. Tirate lo sciacquone, guardate in alto e vi accorgere che dal controsoffitto pende adesso un pacco. Prendetelo e apritelo. Dentro troverete le tessere pezzotte. Con le tessere pezzotte tornate in sezione, annunciate di avere la maggioranza e proclamatevi segretario della locale sezione. Tutti sapranno che le che tessere sono false, voi però mostratele premendo il tasto F3 e tutti vi leccheranno il culo.
Continua.








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