Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alle Regionali in Campania su Marco Travaglio: «Un grandissimo sfessato, spero di incontrarlo di notte al buio». Sarà un’apertura al riconoscimento legale delle coppie gay?
Archive for Marzo, 2010
Annuncio della rivista Science: creato il mantello dell’invisibilità in 3D. Si vede che hanno scoperto Bersani.
Ieri hanno spento Gad Lerner. Dovrò trovare un altro modo per sfracantarmi i coglioni il lunedì.
Ah che bello, tutti in piazza sotto allla Rai. Tutti contro la censura. C’è pure il Popolo Viola, forti quelli aho’. Go-ver-no merd-da! Go-ver-no merd-da! La censura fa schifo! Non censurate. Ah quindi erano lì per far tornare Luttazzi in Tv. Ah no? Ah no? Ammazza, avevo capito tutta un’altra cosa, io.
Bello ieri sera da Santoro. Bello bello bello. Bello Morgan, tirato a lucido come piace a Giovanardi, bello Venditti appena sceso da un palco con Alemanno. E quando Monicelli ha detto che ci vorrebbe una bella rivoluzione, tutti endosiasti! Iamme belle cumpa’, iamme a Napule a fa’ ‘a rivoluzio’ ue’ ue’ ue’ tarante’. Facciamo così: io sono troppo vecchio e bolso, e poi ho già dato. Fatela voi la rivoluzione, e poi mi fate sapere. Ah, una cosa. Portatevi l’iphone, che non si può fare una bella rivoluzione senza controllare quanti accessi fate.
Io c’ero, il giorno che il Partito Democratico fece la rivoluzione. Berlusconi era a puttane, La Russa al Gilda e nessuno si accorse di niente. Nessuno seppe mai come, ma il PD fece la rivoluzione. Cori, feste, cortei, Giovanna Melandri che ballava. Le bandiere rosse sparirono immediatamente: troppo di parte. Siamo rivoluzionari, dissero i nuovi padroni, non comunisti del cazzo. Continue reading ‘Il giorno che il PD fece la rivoluzione (raccontino morale).’
Berlusconi chiamò i carabinieri. Forse voleva costituirsi.
Attori, conduttori, giornalisti. Opinionisti, comici. Presidente e consiglieri della Rai in carica. Tutti fermamente contrari alla decisione di chiudere i talk show. Tutto concordi nel dire che si tratta di un attentato alla libertà di stampa e, più direttamente, alla libertà in genere. Tutti a manifestare, tutti a farsi intervistare e fotografare.
In tutto questo ambaradàn, manca (come al solito) uno stronzo, uno soltanto che dica: vaffanculo, me ne vado, mi dimetto.
Quello, mai.
Era il capo della setta Re Maya, con un migliaio di adepti. Abusava sessualmente di bambine di 10-12 anni e delle loro madri e otteneva denaro con l’inganno. Una classica faccia da guru.
E così il CdA non rimette in onda i talk show in Rai. E così Berlusconi aveva paura della Dandini che intervistava Ezio Mauro che Berlusconi abboffava di soldi inondando di pubblicità Mondadori ed Einaudi il gruppo L’Espresso mentre nel frattempo faceva finta di invitare gli industriali a non dare soldi al gruppo L’Espresso. Forse perché ci teneva a darglieli solo lui, che vi devo dire. Dice ma, aho’, sono soldi eh, sui soldi non si scherza. E io lo so che questa cosa è tutta colpa di Massimo Troisi quando, a proposito del tradimento di Giuda disse vabbè, ha tradito per soldi ma scusa i soldi non sono un motivo? E si scordò di dire che no, i soldi non sono un motivo; o almeno non sono mai un motivo valido per comportarsi da merde. Fatto sta che da allora chi si vendeva il culo, o ti faceva una merdata per soldi, invece di camminare sotto muro come alle zoccole, cominciò ad andare a testa alta, perché, ahò, i soldi sono un motivo.
E mentre son contento che abbiano levato i talk show e in giro vedo meno Belpietri, Politi, Ghedini e Polverini, il cervello si libera, prende ossigeno e mi ripete che sì, sarò anche uno stronzo, quello che volete voi, ma ho ragione io: i soldi non sono un motivo.
Dopo il pasticcio della mancata presentazione delle liste, il comitato della Polverini annuncia che si rivolgerà alle piazze. Così, mentre gli elettori della destra aspettano in piazza del Popolo, la Polverini arringa i passanti e le auto in sosta a piazza Venezia.










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