Pamela Tiffin: Come si chiama uno che, nell’intimità, mena alla moglie?
Nino Manfredi: Non so. Nervoso?
Pamela Tiffin: Come si chiama uno che, nell’intimità, mena alla moglie?
Nino Manfredi: Non so. Nervoso?
Dichiarazioni gravi che possono avere conseguenze estreme. Ad esempio, Saviano potrebbe decidere di non arricchire più con i suoi libri le case editrici di proprietà del premier.
Dura presa di posizione della Federcalcio: non cambieremo il designatore, solo il gestore telefonico. D’ora in avanti tutti gli arbitri avranno l’opzione mega autoricarica.
Jovanotti terrà una lezione ad Harvard. Immediata la ritorsione americana: Lady Gaga insegnerà per un semestre alla Bocconi.
Ritrovato il corpo di una donna sgozzata vicino alla villa di George Clooney. Profonda delusione tra le donne italiane: non è Elisabetta Canalis.
Ferilli: se la Roma vince lo scudetto, mi rispoglio. Questa deve essere una vendetta dei laziali.
E’ notte, ai piani alti della potente casa editrice. La stanza, nonostante i divieti, è fumosa, i volti sono tesi e preoccupati. Il grande capo, a un certo punto, sbotta: insomma signori. qui sono in giuoco i destini letterari della nazione! Urge trovare un testo atto alla bisogna, qualcosa che rivoluzioni il mondo della cultura come solo noi sappiamo fare! Silenzio imbarazzato, finché, timido, s’alza un anziano redattore prossimo alla pensione. Lei chi sarebbe, con quella mano alzata? Continue reading ‘E come potevamo noi cantare (ovvero di poesia e di morale congiunte).’
Il succo è questo: gli editori, porelli, non ce la fanno più. Si puzzano dalla santissima famma, e la colpa di chi è? Dell’internet! Per cui nel sottolineare che in Germania si è seguita una strada analoga con la creazione di una «tassa sul computer», la Fieg non immagina una misura di questo tipo ma piuttosto «un prelievo di entità modesta, dal costo di un caffè al mese o giù di lì, per realizzare una dote di risorse che possa essere d’aiuto in questo frangente». In italiano, vorrebbero i soldi da noi, che ne abbiamo a strafottere. E già, perché noi leggiamo i loro giornali a sbafo e magari l’utente si va a cercare l’articolo invece che sul sito della testata su un motore di ricerca, così anche la pubblicità online raccolta dagli editori corre dei rischi. Continue reading ‘I do i do zikitiling bam bum i do. I do.’
Se te li chiavi sei una specie di merda, ma vuoi mettere se ne abusi? Fa così scic che quasi quasi ti dovrebbero ringraziare, eh.
Un premier leghista in Italia nel 2013. Fini possibilista: ma sì, tanto nel 2012 il mondo finisce!
A cura di Pierluigi Bersani.
1 - Non è facile per uno come me, essere come me.
2 - Avete un’idea di quale sia stato quest’anno il tasso di mortalità tra gli elettori del PD?
3 - Se voti guardandoti l’ombelico poi non ti lamentare.
4 - Il vento è cambiato. Adesso me lo fate fare il metereologo o no?
5 - Berlusconi ha avuto il terremoto dalla sua, io D’Alema.
6 - E’ colpa mia se Ricky Martin ha deciso di dichiarare la sua omosessualità proprio adesso?
7 - Al Cern si scontrano i protoni, ma non è che mi vanto per questo.
8 - Non canto vittoria, non parlo di sconfitta, ma ho aggiornato il mio profilo su Facecul.
9 - Ogni voto alla Lega è un voto contro Berlusconi. Questa me l’ha detta Fassino.
10 - Ma mi avete visto bene in faccia?
Prendo spunto da una mail che mi ha scritto Peppe (e al quale ho già risposto, spero esaurientemente, in privato) per chiarire alcune cosarelle. Mi si faceva notare che dal blog traspare una sorta di astio contro Roberto Saviano, quindi facciamo sto post di faq e non ci pensiamo più. Continue reading ‘Le faq incazzose.’
Berlusconi teme le correnti all’interno del partito. Vista l’età anche un banale colpo d’aria potrebbe essergli fatale.
Forse ve lo siete perso, ma questo articolo qua è una chicca. Spiega dettagliatamente come i ggiovani del PD stiano combattendo la loro battaglia contro Berlusconi e la Lega. Forza ragazzi, continuate così, che magari entro le prossime elezioni riuscite anche a decidere se in sezione vi mettete il PC o il Mac. E soprattutto, a chi lo fregate.
Parte oggi Stronzology, agile manualetto sul come gli stronzi, anche -e soprattutto- lessicalmente, tentano, e spesso ci riescono, di prendere il controllo delle vite altrui.
1. La parte del torto. Innanzitutto facciamo mente locale. Lo stronzo non è un alieno che arriva e ti usa violenza all’improvviso: quelli sono i rapinatori. Continue reading ‘Stronzology: la parte del torto.’
Gianfranco Fini: resto, ma il premier accetti il dissenso. Berlusconi: va bene, basta che stai zitto!
Avrei pure lasciato perdere la querelle Saviano-Berlusconi. Per me si è esaurita appena ho visto la pubblicità di Gomorra su Repubblica, guarda caso partita giusto il giorno dopo le polemiche dell’editore. Calcolando che uno spazio in prima pagina su Repubblica non lo compri in mezz’ora, evidentemente quello spazio era -ma guarda tu i casi della vita- già stato acquistato. Si dirà, l’avevamo già comprato per metterci altro, poi ci abbiamo schiaffato Gomorra per sfruttare la querelle.
Appunto.
La pietra tombale poi, sono state le parole di Marina Berlusconi (non avrei mai e poi mai pensato di citarla in vita mia), che, in risposta a Saviano, parla di collaborazione reciprocamente proficua.
Appunto.
L’avrei chiusa qui, poi ho scoperto la puttanata dell’anno, anzi, del secolo, ma no ma no, del millennio, e l’ha scritta quello che D’Orrico ha definito il più grande scrittore italiano: Faletti, quello del ti regalo un bel giumbotto. Parlando del dilemma pubblicare con Berlusconi sì, pubblicare con Berlusconi no, il genio scrive: «i nemici si combattono da dentro: non credo che gli operai della Fiat fossero troppo d’accordo con gli Agnelli, però in fabbrica ci andavano, per organizzarsi contro i padroni». Appunto. Solo a un genio poteva venire in mente il paragone operaio della pressa=intellettuale miliardario, ma poi scopriamo pure che gli operai, in fabbrica ci andavano per fare gli agit-prop. Mica per dar da mangiare alla famiglia: tzk, che volgarità. Faletti non è minimamente sfiorato dal pensiero che uno combattesse i padroni per difendere il diritto a un lavoro umano, a un salario decente, a un orario dignitoso. No. Secondo lui, l’operaio si alzava alle cinque e diceva: stamattina partita a scopone e aperitivuccio oppure fabbrica? E la moglie: ma vai ben a combattere l’avido capitalista dal di dentro, fannullone! E lui via, armato di randello e bandiera rossa, a combattere il nemico from the inside.
E io ho pensato, che culo che cià il più grande scrittore italiano: pensate se gli operai non li avesserò già licenziati tutti, quanti calci nel culo che gli davano.
Ma torniamo alle reazioni dell’intellettuale alla carbonara alla querelle Saviano vs editore di Saviano. Scrive, per esempio Starnone (ah Starnon, quanto t’amai!): Sarebbe il caso che tutti noi scrittori gli rispondessimo insieme. Ecco bravo, fate così: un bel giro di telefonate tra voi scrittori e poi ci fate sapere. Noi, qui, s’aspetta fiduciosi. Il top però è la mitica Valeria Parrella da Torre del Greco, autrice Einaudi: La parola di Saviano va oltre il mondo editoriale. La classe non è acqua. Mi ricorda un dialogo memorabile con uno che strepita: l’intellettuale è più avanti, è più su, è più giù, egli è irraggiungibile, egli è più oltre! E l’altro: Oooh, a più oltree! Che, sei venuto a Roma pe’ llitiga’?
(ricchi premi e cottillons per chi riconosce la citazione).
Ogni tanto Repubblica giustifica la sua esistenza. Gianni Mura:
Indifendibili, fra pochi anni, saranno i valori della Resistenza: molti di quelli che l’hanno fatta sono morti, i più giovani che l’hanno vista da vicino hanno passato gli 80. E così è tutta una celebrazione a rovescio: chi non ci va, chi nega le piazze, chi impone la colonna sonora, chi va di qui ma anche di là perché i morti sono tutti uguali (ma le idee e le azioni no), chi irride, chi sminuisce, chi scolora, chi fa manifesti. Mi ha colpito quello di Edmondo Cirielli, presidente della provincia di Salerno, che Repubblica definisce “ex carabiniere”. Complimenti per la rapidità della carriera, avrà doti che mi sfuggono. La sostanza del manifesto è che siamo liberi solo grazie agli Usa, che hanno salvato l’Italia dalla dittatura comunista. Non è una novità, di nuovo c’è la giustificazione del Cirielli: «Ho voluto dare un’interpretazione dinamica del 25 aprile, dinamica e futurista». Due aggettivi da meditare col dovuto (cioè nullo) rispetto. Poi, all’ex carabiniere, dico di mio padre: era carabiniere, ha fatto la Resistenza,non era comunista, pensava a liberare l’Italia e non alla faccia di Stalin, e come lui ce n’erano tanti. Al dinamico e futurista ex carabiniere nessun voto, solo i sensi della mia più profonda e totale disistima. Stamattina mi alzo e canto da solo “Pietà l’è morta”: per ricordare mio padre e sforzarmi di dimenticare che esistono quelli come Edmondo Cirielli.
Prima di far morire di fame i bambini che non pagano la retta della mensa, passatevi una mano sulla coscienza e chiedetevi: ma così sciupati, piaceranno ai preti?
Il venerdì compro Repubblica, per gustarmi con calma le pubblicità Mondadori e Einaudi, ma soprattutto per avere qualcosa da leggere al cesso durante la settimana, e figuratevi la mia gioia quando ho visto che la rubrica dell’autorevole critico cinematografico Bignardi era dedicata a Kurosawa. Rispettoso, corretto come si conviene a chiunque scriva dell’Imperatore. Poi, la frase: E guardi il catalogo della Mondo Home Entertainment, che sta pubblicando alcuni film mai usciti in Italia, tra cui “Lo spirito più elevato (1944)”, Una meravigliosa domenica (1947)”, “I bassifondi (1957)”, “I cattivi dormono in pace (1960)” di cui non posso dire niente perché non ho ancora avuto la fortuna di vederli, ma che arrivano come un dono inaspettato di quel mondo parallelo che ama il grande cinema di Kurosawa. Ah ecco. Meno male che è l’autorevole critica di Repubblica a risvegliarmi dal sonno; pensate che ero convinto di aver visto su raitre, anni fa, alcuni di questi film. E pensate che l’anno scorso ero convinto di aver comprato questi film mai usciti in Italia in edicola. Ma, aho’, io sono un cazzone e Bignardi è un critico autorevole di un giornale autorevole, quindi avrà ragione lei.
Però.
Secondo voi, la frase di cui non posso dire niente perché non ho ancora avuto la fortuna di vederli, si riferisce ai DVD come oggetti o ai film? In parole povere, l’autorevole critico di Repubblica sti film di Kurosawa, passati in Rai nonostante nessuno l’avesse avvertita, e venduti in edicola in barba al suo esserne all’oscuro, secondo voi, li ha visti? A leggere quello che dice, parrebbe di no, ma probabilmente sbaglio io. Aspetto con ansia il giorno in cui il critico letterario di Repubblica scriverà ma fammi andare un po’ a leggere questo Melville di cui tutti dicono un gran bene.
Ultimi commenti
RSS