Archive for Maggio, 2010
Bossi vuole il ministero delle Politiche agricole. Finalmente un politico che restituisce la refurtiva.
Trapianti, svolta nelle donazioni. Da oggi si potrà dare un organo a uno sconosciuto. Sembra quasi una campagna per promuovere i rapporti occasionali.
Marea nera, il governo americano conferma: «ci vorranno tre mesi per tappare le falle». Un po’ di più per insabbiare tutto. C’è un lato positivo: ora Cuba si può raggiungere dalla Louisiana anche in auto.
Scajola ha senso dello Stato. Ne ha talmente tanto che gli fa schifo anche solo guardarlo.
Quello che davvero non capisco è perchè, in un paese in cui i giornali scrivono un altro con l’apostrofo, il ministro della cultura dice distingui, il presidente del consiglio dice Romolo e Remolo, quell’altro non si accorge che la gente gli paga la casa di nascosto, la figura del ciuccio bestia in tv la debba fare giusto Francesco Totti.
L’Euro è sotto attacco. Semplificando: gli speculatori con i soldi delle banche fanno ribassare l’Euro. Ora intervengono le banche centrali che acquisteranno da altre banche dei titoli per far rialzare l’Euro. Stante che l’Euro è una monetina e il vostro culo una gettoniera, indovinate come va a finire?
A me, chi mi conosce lo sa, Bersani non è per niente antipatico. Tiene quell’accento che mi ricorda subito il partigiano che ti rimprovera (oi giovinotto, non siam mica andati sulle montagne a combattere i repubblichini perché tu buttassi le carte in terra, eh), e mi piacciono i suoi modi di dire da zia contadina. Eppure, sul suo partito la penso esattamente come i milioni di persone che si rifutano di votarlo: non mi piace. Non mi piace che sia un partito di gente che passa i bigliettini a Bocchino, non mi piace il suo gruppo dirigente e non mi piacciono neanche i suoi militanti, che si sentono dire che “Moro aveva una visione più laica e occidentale di Berlinguer“ e non corrono a cercare pece e piume. Eppure, l’altra sera da Santoro, Bersani si è incazzato e ha fatto la voce grossa. Io continuo a non essere d’accordo con lui (non mi pare che sia sta gran presa di posizione affermare che sulla Costituzione non la si pensa come i cacciatori di immigrati: volevo pure vedere il contrario), ma non è questo che mi interessa.
E’ che da quando ha alzato la voce, tutti a dire però ’sto Bersani, ma vedi un po’ il Bersani, niente male ’sto Bersani. Cioè: non era cambiato un cazzo nella posizione del PD, ma siccome il segretario aveva alzato la voce, tutti a trovarla più appetibile. Lo so, è l’istinto servile degli italiani: quando qualcuno urla, si precipitano ad accucciarsi. E’ che riconoscono il padrone, non c’è un cazzo da fare. Sono contento che abbia tirato fuori i coglioni, segretario Bersani, e la mia simpatia personale verso di lei resta immutata. Però, se vuole che la voti, i coglioni, invece di tirarli fuori da Santoro, deve usarmi al cortesia di tirarli fuori dal suo partito.
Quando ero giovane, Aldo Moro non mi stava per niente simpatico. Era un democristiano come gli altri ( e ce n’erano di fantastici, a quei tempi: Fanfani, Donat-Cattin, il mitico Misasi), con una marcia in più: quando parlava, per quanto ti sforzassi, non riuscivi mai, e dico mai, a capire un beneamato cazzo. Certo, c’era la vulgata che fosse una specie di genio; noi giovani ultrasinistrati ci eravamo fatta la nostra idea, cioè che fosse un genio sì, ma in qualche materia a noi oscura, come la fisica nucleare o l’ippica azteca. Questo, sempre perché quando parlava lui non si capiva un cazzo, però poi ti trovavi Andreotti ministro. Ed è forse per il suo essere così simpaticamente democristiano che non lo consideravamo uno dei nostri, ma un avversario. Quando lo hanno ucciso ho pensato subito ad Alberto Sordi nella Grande guerra (Che, s’ammazza la gente così?) e insomma, io lo penso ancora, che non s’ammazza la gente così, e che, in generale, non s’ammazza la gente. Quindi, ricordando quando dicevamo di lui, ma questo quando parla non si capisce un cazzo di niente, mi viene pure una puntina di vergogna, ma insomma, l’hanno ammazzato, un po’ di rispetto, che cavolo. E questo ho pensato oggi, quando ho visto un manifesto commemorativo con la sua faccia e ho pensato toh Casini si è ricordato, però pure questi cianno un cuore, non credevo. E invece.
E invece il manifesto era del PD.
Ora, condannare il suo assassinio (e magari anche quello dei poveracci morti con lui) mi trova d’accordo. Perfino Almirante andò a rendere omaggio alla salma di Berlinguer. Al limite, anche andare in chiesa, per chi ci crede (e non ha figli piccoli), può trovarmi consenziente. Solo che io penso, e certamente mi sbaglio, che a rendere omaggi esagerati ai morti degli altri, beh, è così che i nostri morti, alla fine, diventano i mortacci nostri.
Nella politica del PD non è cambiato un cazzo, anzi; però adesso fanno tutti la faccia feroce e si incazzano. Dopo Bersani, ieri è toccato a D’Alema che, un po’ ingiustamente, se l’è presa con zio Fester quando invece aveva Renzi giusto di fianco, e avrebbe potuto diventare un idolo delle folle solo dandogli qualche bella scametta ogni tanto.
Per la prossima puntata di Ballarò, aspettiamoci Letta e Franceschini con la benda sull’occhio, gli uncini alle mani e un pappagallo sulla spalla che urlano harrrrrrrr, all’arrembaggio!
A Ballarò D’Alema sbotta contro Sallusti, il vicedirettore del Giornale per un accostamento improprio ad “affittopoli” sua vecchia magagna degli anni ‘90 e lo manda a farsi fottere. Un invito generico, seguito da una precisazione sulla valuta con cui il suddetto Sallusti verrebbe pagato dal suo editore, ovvero signorine. Il poveruomo, che messo com’è pagherebbe volentieri lui per delle signorine, strabuzza un po’ e rimanda al mittente la provocazione ricordando, non per esperienza personale, che le signorine le mandavano gli uomini di D’Alema in Puglia. A parte il quadretto da condono tombale che ben riassume la sostanza di questo Paese, la verità è che sono rimasto deluso. Visto che Sallusti è sputato Lord Voldemort di Harry Potter mi sarei aspettato che tramutasse D’Alema in una vena varicosa della giunzione anorettale di Vendola. Sì, insomma, un’emorroide.
Intercettazioni, monito di Schifani: “Evitare che la legge sia bavaglio”. Molto meglio un bel cappio!
Carla Bruni ha fatto sesso in sette lingue. Berlusconi chiama Sarkozy e si offre come interprete.
6 mila presunti evasori. Uno su due è imprenditore, ma non mancano professionisti, pensionati e casalinghe. Nessun operaio. E’ la dimostrazione di come le classi lavoratrici sperperino il proprio denaro in cose futili, come i beni di prima necessità e non investano nel loro futuro. Allo studio nuove misure per contrastare il fenomeno, come ad esempio l’abolizione dello stipendio.
«Moro aveva una visione più laica e occidentale di Berlinguer». Lo ha detto D’Alema. In esclusiva per i lettori di questo esimio blog, le prossime appassionanti riflessioni del nostro simpatico lider Massimo.
«Coppi aveva una pedalata più laica e occidentale di Bartali»
«Franco Franchi aveva una smorfia più laica e occidentale di Ciccio Ingrassia»
«Adamo aveva una mela più laica e occidentale di Eva»
«John Lennon aveva una poesia più laica e occidentale di Paul Mc Cartney»
«Fred Astaire aveva un tip-tap più laico e occidentale di Ginger Rogers»
«Smith aveva un grilletto più laico e occidentale di Wesson»
«Fred aveva una clava più laica e occidentale di Wilma»
«Penelope aveva una tela più laica e occidentale di Ulisse»
«Tarzan aveva una liana più laica e occidentale di Jane»
«Homer Simpson aveva una ciambella più laica e occidentale di Marge»
Secondo il Time, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è meno influente di Lady Gaga. Se è per questo anche meno di Topo Gigio.
Al Salone del Libro di Torino c’era più gente che alla festa per lo scudetto dell’Inter. Scrittori, cantanti, politici, magistrati e varia umanità. C’era anche la Clerici che al Festival di Sanremo avevo scambiato per il Gabibbo, ma non gliel’ho detto. Sono finito in mezzo a due assalti degli squatter e uno di Greenpeace (si sono barricati dentro lo stand Feltrinelli). Ai punti ristoro dell’Autogrill davano panini di porchetta fredda e birra calda. Marco Travaglio è arrivato con un seguito di settanta persone. Saviano aveva solo la scorta. Ho incrociato Walter Veltroni che mi ha salutato educatamente. Invece, una bambina di una scolaresca a momenti mi vomitava sulle scarpe. Non so che libro aveva provato a leggere. Ieri sera, alle 22, è finito tutto. I padiglioni si sono svuotati, mentre un po’ di gente si dava appuntamento da qualche parte. Sono uscito nel piazzale del parcheggio. Non c’era quasi nessuno, giusto la popolazione della Basilicata. Ho guardato quella mastodontica cattedrale del libro che un tempo ospitava la Fabbrica Italiana Automobili Torino, ho tirato un profondo sospiro e la porchetta ha fatto una capriola nello stomaco.
Clamoroso annuncio su Science: creata in laboratorio la vita artificiale. Gli scienziati concordi: fa proprio schifo come quella vera.
Bersani: «Sono soddisfatto, il Pd parla un linguaggio comprensibile». Bene, allora speriamo che adesso lo spieghino pure a noi.
Se se move la Cina, diceva Sordi, so’ dolori. E infatti, ’sti cinesi sono tremendi. Pezzottano gli iphone, la salsa di pomodoro, le griffe: tutto. In Italia fanno il cazzo che gli pare (memorabile il ma tu, il funerale di un cinese, l’hai visto mai? No, perché li mettono nei container e poi uno vivo prende documenti e posto di quello morto). Questo, dicevamo, in Italia. In Cina, però, fanno una gran fatica. Pare che si sbattano come dannati per controllare il controllabile; e Google, e le email, e le microspie, e gli spioni, e le condanne, e i telefoni sotto controllo. Tutto per far funzionare la censura. Mah. A me mi sa mi sa che sti cinesi saranno bravi a pezzottare ma poi sotto sotto non ci capiscono un cazzo di niente. Cari cinesi, volete fare una cosa bella? Pezzottatevi pure i nostri giornali e i nostri autorevoli bloggers. Ahò, sarà censura o no, ma dove vai vai trovi sempre, dappertutto, la stessa identica opinione. Per dire, provate a cercare una stroncatura di un libro di successo: col sasiccio che la trovate. Per cui, cinesi, sentite a zio Amlo. Sarete bravissimi a fare i gendarmi, ma se volete la censura che funzioni, provate la nostra. Voi la chiamereste autocensura: da noi si chiama leccare il culo, e in questo, credetemi, non siamo secondi a nessuno.
Un giorno che cercavamo lavoro (quando i fasci ci avevano costretto ad abbandonare il giornalismo) potemmo ottenere di essere ricevuti da un potentissimo industriale che ci accolse nel suo studio, una immensa stanza davanti a un grande tavolo sgombro d’ogni carta, secondo la moda introdotta allora da Mussolini. Ci rivolse alcune domande generiche sulle nostre esperienze di lavoro e sulla nostra istruzione e poi si raccolse in una riflessione che ci parve profonda e, come si dice oggi, sofferta. Trascorse un lungo silenzio, quindi il grand’uomo lentamente disse: “Vede, io ci ho pensato a lungo. Esistono due tipi di clienti. Quelli buoni e quelli cattivi”. E si tacque. Noi pensammo: “Cielo, e cosa aggiungerà ora?”. Invece aveva finito. Capimmo che quel genio degli affari era soltanto un imbecille.
Questo brano Fortebraccio lo ha scritto nel 1982. Ora, uno pensa che il mondo cambi, ogni tanto. Invece vi comunico che negli ultimi due mesi mi è capitato di avere a che fare con almeno tre persone (due del cinemà, una del management) ritenute delle autorità nei loro rispettivi campi che si sono rivelate quasi subito degli inqualificabili cialtroni. Ah, inutile dire che si tratta di gente orgogliosamente di sinistra.
In occasione dei mondiali, e in attesa che qualcuno mi spieghi come si fa un podcast, annunciamo ufficialmente che questo blog seguirà i mondiali di calcio. Anche se francamente non è che un mondiale vero si può giocare in Africa, che metti che incontri un negro e gli urli oi mozambo tornatene a casa tua e quello ti risponde ue’ strunz che ti pare Lambrate questa?, e insomma sono un po’ mondiali di serie C però vabbe’ fa lo stesso. Il titolo della trasmissione, tratto da una poesia dell’immortale bardo Michele Melenzio, sarà Undici azzurri scalpitanti sui terreni verdeggianti gridan forte tutti quanti: forza, Italia! Italia, avanti! Coconduttrice la maggica Anna Saporito, poi vabbe’ si vedrà. Italiani, a me!
Ultimora. Svaligiata la casa del ministro Scajola. I malviventi hanno lasciato in regalo una tv led 50 pollici, due frigoriferi e un prosciutto di venti chili.
Ci sono frasi che sono state inventate apposta per la bocca degli stronzi, che ti pare di vederli, con gli occhietti socchiusi e la faccia soddisfatta del mezzuomo e le labbrucce a buco di culo. La più clamorosa è la stronzerrima la tua libertà finisce dove comincia quella degli altri. Continue reading ‘Stronzology: la libertà ‘e chitemmuòrto.’
Non è che la legalità non è né di destra né di sinistra. Il problema è che la sinistra non è di sinistra.







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