I 10 Stronzi Che Incontri Prima Delle Dieci Di Mattina.

1) La Signora Del Primo Piano Che Va Trovare Per La Visita Mattutina La Signora Del Secondo Piano. Le due anziane prostitute, quando ti devono fottere il posto nella fila alle Poste, sono scattanti come lepri; quando però sono nel palazzo non muovono UN passo senza cacare il cazzo. Nel caso in questione, giusto nell’ora in cui i disgraziati del palazzo devono portare a scuola i figli afflitti da zaini pesanti dai tre a i cinque quintali, si fanno a far visita reciproca, ma non a casa: sul pianerottolo. Procedura: la vecchia del secondo piano prende l’ascensore per andare a trovare la vecchia del primo piano per quella che lei giudica una vista veloce, dunque mentre bussa alla porta dell’altra mignotta tiene aperta la porta dell’ascensore, e la lascia aperta per tutti i tre quarti d’ora di chiacchiere parrocchiali che scambierà con l’amica, costringendo il resto del palazzo a salire e scendere a piedi, tanto loro che se ne fottono, mica tengono un cazzo da fare.

2) Gli Zingari Che Non Ti Fanno Buttare La Monnezza. Dovete sapere che quando Alemanno è diventato er zinneco de Roma ha dichiarato guerra ai zingari e ai lavavetri. Costoro si sono tanto cacati sotto che lo hanno pesato subito e da diecimila che erano sono diventati sette milioni e la mattina in ogni cassonetto ce ne stanno almeno due dozzine buttati dentro che rovistano nella monnezza, ma proprio che escono solo le gambe, e allora tu siccome non gliela puoi buttare in capa abbozzi e passi al cassonetto successivo dove però stanno altri zingari che ti guardano storto e allora passi avanti e così finisce che da Monteverde la munnezza la vai a buttare a Fiumicino, approfittando che là invece che rovistare nella monnezza i zingari vanno a  rubare dentro ai negozi.

3) Le Mamme Zoccole Puttane Che Accompagnano I Figli A Scuola. Le Mamme Zoccole Puttane Che Accompagnano I Figli A Scuola parcheggiano la maghina davanti al bidone della munnezza e la chiudono pure, non sia mai iddio lo scopatore dovesse venire a faticare, poi trascina il figlio ritardato (la genetica non mente) e vestito come a Fabrizio Corona però più ricchione fino al portone della scuola. Fin qui tutto bene, nessun maschio è mai stato contrario a una Zoccola Puttana di prima mattina, sennonché la disgraziaterrima non solo mattina non si lava, ma si trucca e mi chiava addosso giusto quei due o tre litri di profumo, costringendoti, per respirare un po’, a pregare qualcuno di scorreggiarti in faccia.

4) Quello Colla Moto Che Ha Fatto Tardi. L’imbecille in questione si è fatto lo scooterone così dice la mattina dormo quella mezz’ora in più e me la guadagno di salute. Il problema è che per fare un tragitto di sedici chilometri nel traffico di Roma in sei minuti, come preventivato dal cretino a due ruote, più che la moto serve l’elicottero tipo Black Hawk, e quindi te lo vedi piombare sulle strisce pedonali a seicento all’ora, dove si blocca quartiando e bestemmiando la madonna finché non parcheggi un momento tua figlia sul marciapiede e lo vai a pigliare a calci in culo fin dove deve andare.

5) L’Amico Der Barista. Più che amico del barista è nemico delle persone perbene, perché, mentre tu sei al bancone che aspetti da dieci minuti il tuo turno per pigliarti un fetente di caffè, lui arriva bello e buono, lancia un urlo tipo ‘A Romole’ li mortacci tua me fai ncaffè arvetro? e il barista, che evidentemente non vede l’ora di farsi pigliare sul cazzo da tutti i suoi clienti, gli fa saltare la fila e glielo serve in due secondi netti tra gli sguardi d’odio degli astanti. Dopdicchè il merdone, che l’aveva chiesto bollente marricomanno, sta venti minuti occupando tutto il bancone ad aspettare che si raffreddi parlando delle gesta daa Lanzie o daa Rome, altri dieci minuti a cercare tra i ventisei tipi di zuccheri e dolcificanti a disposizione uno che non esiste, poi vuole un cucchiaino freddo poi una tazzina con l’acqua calda per scioglierci la medicina, finché tutti i clienti non vanno al bar di fronte e il barista amico dello stronzo giustamente fallisce e mette la colpa alla globalizzazione.

6) La Mamma Der Tabbacchino. La mattina fino alle nove il titolare del Sali e Tabacchi tiene che fare, però non è che può tenere chiuso che si perde le vendite di sigherette ai minorenni del liceo e allora ci manda la mamma. La Signora in questione non sarebbe neanche tanto anziana, tanto che un paio di persone che conoscete se la chiaverebbero pure, ma evidente era già rincoglionita ai limiti del ricovero fin dal compimento del tredicesimo anno d’età: capirete dunque che comprarsi un fetente di pacchetto di sigarette diventa un problema enorme, tenendo conto che l’arzilla vecchietta ignora l’esistenza delle sottrazioni, quindi se per pagare una cosa da cinque euro le porgete una banconota da dieci, ella inforca gli occhiali (sei minuti per cercarli, tre per metterli), cerca la calcolatrice (dieci minuti per cercarla, due per accenderla), e ti vuole dare UN euro di resto. C’è di buono che molti smettono di fumare non per la salute ma per lo scassamento di palle.

7) Quello Che Lo Hanno Bloccato Con La Maghina. In teoria avrebbe pure ragione, ma. Il problema è che è da un’ora che suona il clacson nelle recchie a tutto il quartiere, ferma con occhi iniettati di sangue chiunque gli si avvicini chiedendogli se la macchina che gli impedisce di uscire è sua, comincia a urlare a tutti cose tipo giovane, mi aiuti a spostare questo Hummer di sette tonnellate?, e quando gli fai presente che giovane, semmai, è tuo figlio, che hai due ernie e che comunque due vecchi da soli non spostano manco il cazzo, figuriamoci un Hummer, si offende. Dopo altre due ore arriva un delinquente, se ne va con l’Hummer senza che il cretino dica una parola: tu gli chiedi, visto che la macchina ora può uscire perché non ci monta sopra e non se ne va affanculo e lui ti risponde che mica gli serve adesso adesso, però metti caso che gli serve?

8 ) La Signora Mongoloide Col Caniello Cacacazzi. Una volta una Signora Mongoloide Col Cane, per cacare veramente il cazzo doveva tenere un cane feroce tipo dobermann o appiccicatario tipo cocker (non pare, ma i cocker so tipo i grillini della razza canina). Invece adesso il progresso è riuscito nell’impresa di farvi cacare il cazzo pure da quei cani a uso criceto nano, basta che la Signora Mongoloide in questione sia provvista di telefono cellulare col quale cercare inutilmente di rintracciare l’amante (che invece sta rovistando nella munnezza tre cassonetti più avanti) e di uno quei simpaticissimi guinzagli  retrattili con cavo in titanio lungo tre chilometri perché un singolo caniello isterico possa legare insieme dalle novanta alle seicento persone, in un tale burdello di arravogliamento che spesso la gente fa amicizia e decide di andare a mangiare la pizza insieme, tanto prima di dodici ore mica ci si libera eh.

9) La Vecchia Di Merda Al Banco Carne Del Supermercato. E’ alta non più di cinquanta centimetri e larga sei metri, è vedova ma ha qualcosa come seicento figli che tutti i giorni vanno a mangiare da lei. Se te la trovi davanti al banco carne è meglio che te ne vai, perché anche se sta solo lei prima di te in fila riesce a far durare la cosa dalle nove fino alla mezza. Comincia con un aho’, ‘a Spartaco, che me dai dodisci chili de abbacchio?, poi si esalta con un famme un po’ vede’ ‘ste fettine, bone, fammene tre tonnelatine e si esalta quando può esaminare la carne macinata grammo per grammo. Alla fine se ne va con un quantitativo di carne da sfamare i paesi bassi lamentandosi che la pensione che piglia non le basta.

10) Il Cassiere Del Supermercato Che Qualsiasi Moneta O Banconota Tu Gli Porgi Ti Dice Non Ce Li Ha Spicci? Ora, io mi rendo conto che non è che fare il cassiere non è un lavoro proprio qualificatissimo, ma che per farlo ti dovresti fornire di adeguati spicci è una cosa che ci arriva pure un giornalista de Repubblica. No scusate, ho esagerato, fate finta che non ho detto niente, che se i giornalisti de Repubblica si mettono a fare i cassieri qua manco il pane in cassetta si può comprare più in grazia di dio.

 



11 Commenti

  1. Amleto

    …very siuperb!

  2. rossella

    FANTASTICO! Dio ti prego, fammi rinascere sua figlia per farmi accompagnare tutti i giorni a scuola da LUI.

  3. Tutto divertentissimo, sono cose che penso anch’io quando esco di casa, solo che l’aggettivo “mongoloide” riferito alla donna che porta a spasso il cane mi pare un po’ fuori luogo, perché una persona affetta da sindrome di Down non si comporterebbe mai così… Vabbe’, buttiamola sul ridere, non è per fare l’apostolo del buonismo o del politically correct, nessuno è perfetto, mi hai fatto fare un sacco di risate, magari la prossima volta sostituisci “mongoloide” con “ritardato/a”, non sono esattamente sinonimi e rendi meglio l’idea.
    Post scriptum: l’undicesimo è il cretino integrale che al distributore ferma il suo SUV (con la trazione idem) alla pompa del self service e aspetta un’ora che arrivi l’addetto a fargli un deca di benza (perché i soldi li ha finiti nel comprare quel cazzo di macchina indispensabile per restare bloccato sulla Colombo alle sette di sera).

    • amlo

      capisco perfettamente, ma il politically correct a un certo punto si deve fermare di fronte al buonsenso, senno’ qua usciamo pazzi tutti. dove sono cresciuto io, “mongoloide” veniva detto a tutti tranne a quelli affetti da sindrome di down e, contestualizzato nel dialetto che uso, suona più o meno come “scemo di guerra”. Io dico anche NEGRO e RICCHIONE, ma non sono razzista e neanche omofobo, tutt’altro. comunque grazie per la critica espressa con cortesia: è rara, perciò l’apprezzo molto.

  4. Marco Sisi

    Certo, capisco perfettamente. Continua pure che mi diverto da matti. Buona giornata.

  5. Carlo

    Ah!Ah!Ah!
    Mi ricorda quando anche io abitavo a Roma…

  6. C’è qualcuno che non ti rompe i coglioni la mattina quando esci di casa?

  7. Barbara

    Pure io odio il politically correct e mi garba che questo blog ne sia esente, però la signora mongoloide mi sfastidia. Sarà per via che i mongoloidi sono tanto carini e buoni che non ce lo vedo come insulto, mi fa tristezza ecco… :-(

  8. Daniele Tosi

    E’ piu’ irritante la “microvecchia di merca al banco salumi”. Pesa mezzo chilo meno della pelliccia anni 20 (1820…) che indossa, lascia il carrello nell’intersezione di tutte le corsie per massimizzare la rottura di palle. Prende il numerino, ma intanto sta gia’ studiando i numeri degli altri per saltare la fila. Quindi inizia la trafila: vorrei 15 grammi di prosciutto, no, non quello, l’altro, ecco, si, me lo faccia vedere, ma non e’ come la scorsa volta che l’altro era meglio, ma no aspetti questo costa mezzo centesimo in meno la tonnellata, ecco, mi dia quello, no ho chiesto 15 grammi, mi smezzi la fetta”. Se ne va dopo 6 ore, ha rovistato il banco salumi pure del supermercato a fianco, con un pacchetto da 22 grammi totali