I 10 Peggio Giornalisti A Sanremo.

1) Il Competente Del Cazzo Mio.  Questo scemo qua è uno che ha trascorso la gioventù chiuso in camera ascoltando dischi veri, quelli buoni. Poi, a botta di spiate, calci in culo, raccomandazioni, aiutini, è stato assunto in pianta stabile in redazione ed è da allora che passa la vita a rinnegare quanto di buono ha fatto e ascoltato fino ad allora. Però ci tiene a far sapere che lui di musica, ah questo sì, ne capisce, e comincia a giudicare quei quattro scarsoni di sanremo come se recensisse David Crosby negli anni sessanta o i Beatles di Let it be, facendo una figura di merda paragonabile solo a un critico gastronomico che si mettesse a frugare nella munnezza, assaggiasse una coscia di pollo mezza smozzicata dai sorci per poi proclamare, beh, insomma, non c’è male.

2) Il Competente Ciuccio. Almeno il competente di prima, pur se particolarmente merdo, qualcosa di musica ne capiva. Invece questo cretino qua basa la sua competenza sui festival precedenti. Cioè, se arriva un gruppo che scopiazza, che so, Dylan, lui non è che capisce che quelli scopiazzano Dylan, anche perché non ha idea di chi cazzo sia Dylan, sennò non lo assumevano mica. Così, si rifà a quello che conosce lui, poiché tutta la sua cultura si esplica ed esaurisce nell’abisso della sua propria ciuccità, quindi dirà che il gruppo che scopiazza Dylan ha scopiazzato da uno che scopiazzava Dylan dieci anni prima, o venti. Cioè quando ancora il mondo era pieno di musica buona, e lui invece si ascoltava i dischi della sorella zoccola.

3) Lo Snobbone Di Codesta Cippa. Lui, per concerto, ha sempre inteso un posto dove c’è il guardaroba e tutti i presenti, da quello che gli parcheggia la macchina al direttore d’orchestra, sono in abito da sera. Però, da buon cafone, a un certo punto si scoccia di seguire madrigalisti medievali e interminabili quartetti d’archi, e si lascia attirare dallo scintillìo dell’Ariston, l’unico teatro che giustamente ha il nome di un elettrodomestico da cucina. E si aggira tra le genti esaltate dalle luci e ebbre del puzzo di cadavere dei fiori con aria supponente, criticando tutto, ma per i motivi sbagliati, come uno che si muovesse per Auschwitz facendo tsk tsk sconvolto dalla brutta architettura delle baracche.

4) La Giornalista Femmina. E’ l’unica che sta a Sanremo come se stesse a casa sua o in un negozio di Intimissimi o di Tezenis. Siccome Sanremo è un prodotto essenzialmente per femmine, è l’unica probabilmente a prenderlo per quello che realmente è, cioè un ‘infame cacatella a livello di un pettegolezzo dal parrucchiere, e come tale la tratta, divertendosi e magari se ti leggi un pezzo suo capisci pure qualcosa di quello che sta succedendo. Verrebbe anche schifata dai colleghi che si credono più competenti di lei, ma siccome sono degli sfigati interplanetari e pure rattusi, mettono da parte l’arietta condiscendente, ma tanto lei si sta divertendo troppo e col cazzo che li fa chiavare.

5) Il Marchettaro. Non c’è niente da fare, quando uno becca i soldi si vede, hai voglia a fare le giravolte, si vede uguale. Questo fesso è uno che chiaramente becca i soldi (e siccome che è cretino ne becca pure pochi), e lo si capisce subito perché sbraca a livelli inimmaginabili, che vanno ben oltre la sua naturale e conclamata incompetenza. E più è gradito il regaluccio che ha ricevuto dal manager o dalla’etichetta, più grande sarà la scappata di frizione, per cui un qualsiasi cretino con in mano lo stesso modello di chitarra che una volta, per sbaglio, ha usato Hendrix o Clapton, verrà immediatamente paragonato a Hendrix o Clapton, e manco il Clapton di Lory Del Santo, il Clapton quello buono. Per dirvi quanto è cretino, basti sapere che molti dei suoi colleghi lo schifano. E quella è gente che non schiferebbe manco Charlie Manson, se si presentasse con un cabaret di pastarelle.

6) L’Amicone. E’ nel campo da un bel po’, e si vede, purtroppo. Saluta tutti con familiarità e per nome, lasciandosi sfuggire una confidenza che un critico giammai dovrebbe avere e, se nel caso, non mostrare in alcun modo. Fino a pochi anni fa manteneva un minimo di decenza nelle sue recensioni, mostrando sì un occhio di riguardo verso gli artisti coi quali era appena tornato da un amicale weekend o verso la canzonettista con la quale avevano fornicato di recente, solo che con il recente allascamento di costumi si è lasciato andare pure lui, e non è raro sentirlo invocare ad alta voce il Grammy o la presidenza della Repubblica per un qualche cantantucolo di quinta categoria. Spesso i commessi, che lo conoscono, gli portano una calmomilla in terza fila per placare i suoi entusiasmi.

7) Il Nostalgico. Non è necessario che sia anziano: è invece obbligatorio che sua cretino. Questo qui è l’equivalente del vecchio compagno di scuola che organizza pizze e raduni del vecchi liceo, e se provate a ricordargli che al liceo andavate male, non scopavate, non avevate amici, i bulli vi menavano e i fasci pure, vi guarda incredulo sbarrando gli occhi. Per lui, Sanremo è un continuo susseguirsi di madeleine burrose. racconta trasognato delle vecchie sparate di Claudio Villa, delle gustose polemiche di Modugno, delle performance canore di Romina Power, si spinge a declamare orazioni funebri per Nunzio Filogamo, e non è raro vederlo, con sguardo sognate, accarezzare le poltroncine di prima fila dove, una volta, si è seduto Enrico Manca. Probabilmente è il migliore, perché quando vede una vecchia gloria sviene per l’emozione e il pezzo suoi il giornale lo scopiazza dall’Ansa, tanto è uguale.

8 ) L’Esteta. Siccome i ricchioni sono troppo mascolini al giorno d’oggi, questo particolare tipo di deficiente è ovviamente etero, il che significa che arriverà all’Ariston vestito e profumato come Mae West, solo più femminile, e tutta la sua avventura Sanremese sarà un tripudio di critiche scandalizzate per gli orridi vestiti delle femmine e la tremenda sciatteria dei maschi. Non è raro che vanga allontanato dal palcoscenico durante le prove perché tenta di dar fuoco a una tenda o anche buttar giù una quinta che considera particolarmente fuori moda. Spesso si infila nei camerini delle artiste per dar loro consigli sul maquillage a pigliandosi a capelli con le truccatrici femmine.

9) L’Indignato. A volte capita che tra i giornalisti veri si infili anche qualche poveraccio accreditato da un giornale locale, al quale incautamente vengono pagate le spese di soggiorno dall’organizzazione ma il vitto sarebbe a carico del giornale che come diaria gli ha assegnato tipo un euro alla settimana e gli hanno detto pure oh vedi di portare una cosa di resto eh? E insomma questo si comincia a puzzare di fame dal primo giorno e mano mano che la fame aumenta i suoi pezzi diventano talmente incazzosi che molti artisti cercano di farsi assegnare la scorta e lo denunciano per stalking. Ogni tanto qualche collega cattivo lo invita a cena, ma non per compassione: solo per fargli vedere come potrebbe mangiare tutti i giorni se soltanto avesse leccato i culi giusti.

10) Il Giornalista Amo’ Vieni  A Vedere Che Cazzata Che Ha Scritto Questo HA HA HA Ma Come Zappa; FRANK ZAPPA? Aho’ Ma Stanno Mbriachi Ma Come Chi E’ Zappa? Azzo Ma Allora Sei Più Cretina Di Questo Aho’ A Stronzo, Cretino Ce Sarai Te E Tre Quarti Della Palazzina Tua Chiaro? No Amore Scusa Ma Come Si Fa A Nominare Zappa Parlando Di Sanremo Ma Allora Ditelo Che Vi Pagano Amo’ Senti Qua Questo E’ Zappa Ti Piace? Mado’ Senti Come Suonano Che Meravilgia Come E’ Una Cacata? Zappa Sarebbe Una Cacata? Ah Dici Che Cià Raggione Il Giornalista Che Dice Che Elio E’ Meglio? Ma Che Cazzo Dici Amo’? E’ esattamente per questo che Zappa diceva che nella lotta tra te e il mondo è meglio se stai dalla parte del mondo.

 

 



12 Commenti

  1. klaudione

    ma nn vale! sto post qua era fin troppo facile, ammettilo!

  2. Giordamas

    Premesse:
    1- Frank Zappa è un artista superiore, ma i quartetti d’archi classici sono migliori ancora;
    2- San Remo non l’ho mai guardato in vita mia. Sui tg ho sentito parlare di qualcosa, ma l’unica performance cui mi sia interessato è quella di Elio e Le Storie Tese, che a me piacciono. E molto. Tuttavia ciò non mi ha portato a guardarli a San Remo.
    Conclusione:
    Dopo aver ascoltato “La canzone mono-nota” su youtube, ho concluso che è una cosa geniale, una satira molto più efficace di molti post di blog che ci raccontano quanto sono stronzi quelli che fanno San Remo.

  3. Cettica

    E comunque la calmomilla è da premio copy. 

  4. Ti sei dimenticato di noi freelance che vanno lì con un accredito strappato a casa, pochi soldi e mangiamo agli stand Beretta per sparagnare, però spesso ci fregiamo di intendercene di musica, sparando castronerie a casaccio e tifando i Blastema perché sono rock.

  5. a caso non a casa! vabbuò era meglio che mi stavo a casa pure io a sto punto!

    baci

  6. NM

    Anche a me piacciono gli EELST, Frank Zappa e altri gesucristi acclamati  a furor di popolo, ma non è che mi faccio prendere per pazzo o me la prendo se qualcuno li sfotte. Se il pezzo è scritto bene mi faccio una risata e chi se ne frega, se scritto male me ne fotto.
    A niente a niente devo rivalutare pure i cattolici integralisti? Ogni giorno si bestemmia cristo e la madonna, ma nessuno reclama niente. Poi, vai a sfottere una band e saltano fuori i rosiconi.
    Fate l’amore, non fate i rosiconi.