Castel Volturno.

I Casalesi? E mica ci sono più i Casalesi. So’ anni ormai.

Sono in macchina con Raffaele Cortile, di Villaggi Globali di Castel Volturno. Stiamo viaggiando sulla Domiziana, la terribile Domiziana che i media dipingono come un misto tra l’Afghanistan e i western di Sergio Leone. E invece è poco diversa da qualsiasi litoranea che io riesca a ricordarmi. Architettura brutta, brutti locali, insegne squallide. Indistinguibile, che so, dal tratto di strada che collega Ostia a Anzio: come bruttura, intendo, perché almeno qui ci sono le insegne di caseifici, e la mozzarella di qua è un’altra cosa proprio, e avete voglia a dire la Terra dei fuochi.

Puttane nere poche, qualcuna dell’Est, ma insomma puttane: poche.

Il fatto è che che questo non è il posto che mi aspettavo, per niente. Voglio dire, da quello che avevo letto, come minimo mi sarebbe toccato di vedere cecchini appollaiati sui tetti, bande di Tonton Macoutes intente a stuprare bambini bianchi per poi mutilarli. Cose così, insomma. E invece mi ritrovo in una specie di Torvajanica. Qualche nero in bicicletta, qualche raro sacco della munnezza squartato a terra, come se ne trovano in qualsiasi strada di Roma, un venditore di carcioffole arrustute, ‘e mammarelle, che fa più fumo lui di un rogo di rifiuti tossici. Insomma, manco una strage all’orizzonte.

Capiamoci bene, non è che non ci sono più i Casalesi e qua adesso sta tutto a posto. Sono  i neri a controllare il territorio, attento,  nel senso che controllano  la droga e le puttane. Che poi, adesso “Casalese” è diventato una cosa infamante, ma tu lo sai che il sindaco di Casal di Principe viene qua a fare volontariato medico gratuito per i neri? E non è nemmeno il suo, di Comune, questo.

Eh, e me ne sto accorgendo che su questi posti si scrivono una vagonata di palle. E mi rendo conto che le puttanate che ho letto su questi posti hanno attecchito perfino su di me, che non mi fido di quelli che queste puttanate le scrivono; eppure, anni di palle raccontate con tono tragico e compito hanno scalfito pure la mia corazza di diffidenza. Questo non è il west selvaggio. Chi vi vuole far credere il contrario sta facendo il gioco di quelli che una volta si chiamavano professionisti dell’antimafia. Me ne rendo conto poco a poco, parlando con Raffaele che è venuto a prendermi a Napoli, e passando davanti alla libreria delle stazione mi ha redarguito perché ho pronunciato male il nome di Chuck Palahniuk. Inutilmente, perché non è che smetterò mai di chiamarlo Pàlaniuk, ma lui ci ha tenuto a redarguirmi lo stesso, dimostrando così di aver capito con chi aveva a che fare. Insomma, in Raffaele e negli altri che incontrerò più tardi non c’è nemmeno la più pallida ombra di quel vittimismo lamentoso e pagliaccesco che tirano fuori i pezzottatori di Saviano, quando fanno la faccia seria e si acconciano la bocca. E non è nemmeno la solita palla dei ragazzi speciali che lottano per migliorare la loro terra, eroi nell’indifferenza generale, che combattono contro mille difficoltà. Non diciamo cazzate. Questa è gente normale. Cazzuta, ma normale. Che sfugge alla trappola del superomismo antimafia perché ha capito che il mito del superuomo che arriva e sconfigge la camorra funziona in tv, ma nella vita reale proprio no. Che fare la faccetta corrucciata per le strade di Castel Volturno non sconfigge un bel cazzo, se non la tua reputazione di eterosessuale. Così si sono messi e hanno fatto quello che sapevano fare.

I neri sono un problema, certo che sono un problema, ma perché sono tanti. Prendi l’immondizia, per esempio: abbiamo fondi per circa 25.000 persone, i residenti dichiarati, ma loro sono un botto, sicuramente più di diecimila, e i soldi mica bastano. Però vanno a fare le pummarole a due euro l’ora, qui la mattina li vedi a gruppetti che aspettano qualcuno che li carichi per andare a lavorare, e fittano a nero migliaia di seconde case. Si può dire che fanno girare l’economia. Ogni tanto qualche gruppo di balordi neri si attacca con qualche gruppo di balordi bianchi, ma anche questo è normale. Hanno le loro chiese, i loro ritrovi. Sai che qui c’è una nuova razza? I figli dei neri e delle ucraine, che ormai so grandi e parlano il dialetto di qui. Mi chiedi se e dove si integrano? Te lo dico io: al punto Snai. Se vai, trovi neri e bianchi che si giocano ‘a bulletta, tifano il Napoli e si mangiano quei quattro soldi che hanno in perfetta armonia. Qui, vedi quella strada? Qui sta di casa Hamsik. I suoi figli li ha fatto nascere qua, forse gli diamo la cittadinanza onoraria.

Qui, vicino a dove abita Hamsik e a pochi passi da casa di Raffaele, è Villaggio Coppola, un posto che ha una storia tutta sua, bellissima da raccontare, ma questo non è il posto e non è nemmeno il momento. Mi basta sapere che, come per la Domiziana, pensavo peggio. Villini a uno o due piani si alternano a palazzoni e a ruderi urbani imbarazzanti. Il fatto è che uno viene qua e si immagina cose tremende, gente che vive per terra sui materassi, e invece Raffaele mi porta al Crazy Horse Café, un bar modernissimo e di una pulizia imbarazzante, con una saletta in cui dobbiamo parlare del mio libro. Saluto Daniele, che sta alla cassa, con su la maglietta del bar (che qua tengono la divisa sfaccimmiella) e che mi vede e comincia a parlare di libri. Non di camorra, di libri. Perché questa gente qua, invece di cacare il cazzo al mondo loro e la camorra, si legge i libri, organizza i cineforum. Per divertirsi, per fare una cosa bella. Cercano di vivere una vita di qualità, e ci riescono, per quello che sono riuscito a capire.

Io faccio tre fatiche, il giornale, che poi è Il Mattino di Napoli, è solo la terza. So’ nu padre ‘e famiglia, io.

Vincenzo Ammaliato è molto alto e cammina un po’ gobbo, con la testa in basso, come fanno quelli alti abituati a cercare di non mettere in imbarazzo il resto del mondo. Conosce tutto di Castel Volturno, ne ha scritto, e si è battuto palmo per palmo tutta la zona, che è poi a macchia di leopardo, difficilissima da decifrare, in tutti i suoi angoli, come i i cronisti di una volta. Però ha modi gentili, come, appunto, a cercare di farsi perdonare l’ingombro fisico, e questo significa che è persona garbata e attenta agli altri. Infatti vengo subito a sapere, non da lui, ci mancherebbe, che ogni tanto qualcuno cala su Castel Volturno, chiede la sua collaborazione giornalistica, e il suo lavoro, infinito e paziente, e poi se lo va a rivendere sulla platea nazionale. E non t’incazzi? Chiedo io, e lui, mah, un po’, ma sai Amle’, per me l’importante è che si parli della mia terra. Io rispondo io a uno che mi sfutta lo intommassi di palate, e lui ride, ma tanto lo so io e lo sa lui che la prossima volta che gli chiederanno di mettersi a disposizione lo farà uguale, perché l’importante è che si parli della mia terra, e io mi ci incazzerò perché la gente lo depreda per proprio tornaconto, e chi ruba se ne strafotte di Castel Volturno. Che poi restano tutti un po’ stupiti quando dico cazzo ma è bello qua, non è come me lo immaginavo, che si vede che non ci credono davvero, però un po’ sì, come a dire bah insomma, però alla fine restano a Castel Volturno, come Michele, che lavora a Salerno, in Confindustria, e si fa mille chilometri alla settimana, e sua moglie Rossella, la mia amica che mi prende per il culo su Facebook e che mi fa schiattare di risate, è una specie di Ionesco che gioca a fare l’incazzosa; questi qua stanno e qua rimangono, e hanno fatto una lista, e hanno vinto le elezioni, e adesso la mia amica Rossella è consigliere comunale, intimeno. E mi presentano il sindaco, che però, tengono a sottolineare tutti, è nu guaglione, che ti credi, e in effetti pare nu guaglione, non un politico. E questa cosa del guaglione funziona, perché questi stanno lavorando veramente. Appena posso riqualificano, come si dice adesso, acconciano, come dico io.

Abbiamo aggiustato e messo in funzione noi da soli il campetto di basket abbandonato qua vicino, senza soldi,l’abbiamo fatto noi, eh. E non lo vandalizzano, gli scimmioni di Castel Volturno, domando io. Ma quando mai, i ragazzi vengono al bar, chiedono il pallone, vanno a giocare e poi lo riportano. E io che pensavo che andassero tutti a farsi sparare nei corpetti antiproiettile dai camorristi, per passare la serata. Questi invece ti parlano di raccolta differenziata, dei debiti che ha il comune, delle cose che stanno facendo e di quello che vogliono fare. E non parlano di camorra. C’è, ma mica ne parlano ogni due e tre. Tanto, per dire, la camorra c’è anche a Roma, a giudicare dall’enorme numero dei locali che ogni anno la magistratura sequestra. Però qua stiamo a Castel Volturno, e quindi resto stupito quando mi si avvicinano dei ragazzi per farmi un’intervista. Certo, un po’ perché uno pensa che cazzo ho da dire io che questi vogliono sentire, ma il fatto non è quello che penso o dico io, è che loro vogliono scrivere, e sono interessati, e non gliene fotte un cazzo della camorra, che poi è il modo migliore per fotterla, questa cazzo di camorra, almeno un poco, farsi la propria vita. Come Ivan, che sta andando alla banca Etica, a vedere se mi danno un prestito per aprire una libreria. Qualcuno mi ha consigliato un franchising Mondadori, ma chist’ so’ sciemi, io voglio vendere libri. Una scimmia che vende libri alle altre scimmie, che cosa strana. O come Francesco, più o meno quindici anni, che mentre parliamo del mio libro alza la mano e fa una domanda che nessuno ha mai fatto, e poi sempre Ivan mi dice che ‘o guaglione è bravo, sta leggendo un sacco, prima questo, poi quest’altro, cazzo è veramente in gamba. Per essere scimmie, questi castellani qua so’ strani. Uno vuole vendere libri, l’altro fa il sindaco, uno studia filosofia, quello fa il giornalista e poi scappa a casa, aggia purta’ ‘o latte, tengo due figli, i miei capolavori, quegli altri a fare i giornalisti ci stanno provando, un altro fa il fotografo, ed è pure bravo, e ha un nome strevezo come il mio: Eliano. Mi fotografa, e poi ci fotografiamo tutti insieme, vicino a una delle cento e qualcosa proprietà sequestrate alla camorra.

Sono per la maggior parte ruderi, ce li hanno ammollati perché non sanno che farsene, mi dice Alessandro Buffardi, giovanissimo consigliere comunale cui è toccato il compito di gestire i tesori conquistati nella lotta contro la camorra. Noi questi li dovremmo solo demolire. Le vedi queste case, questi villini? Quando sale la marea lo vedi, guarda gli scogli vicino alle case, toccali, sono bagnati, e sai perché, perché quando la marea arriva le sommerge completamente. Qualche giornalista di grido mi dice, e tu vendile, ma che vendo io? Un rudere che si allaga sempre, quando sulla Domiziana, duecento metri più in là, con ventimila euro ti compri una casa vera? Questi andrebbero abbattuti, le aree su cui sorgono, bonificate, ma i soldi io assessore, dove li vado a pigliare? Il Comune tiene i debiti, e quindi per ora restano qui a marcire. Mentre Alessandro parla, Ammaliato fa sì con la testa, e si capisce che questi lavorano insieme, si parlano, ci tengono che io capisca, che qualcuno racconti quello con cui lottano loro tutti i giorni, che è pure peggio della camorra. Domando, ma i Casalesi non erano questo clan che investiva con saggezza, quelli che sui stavano comprando proprietà immobiliari di lusso in mezza Europa? Ah certo, come no. Lo vedi quel parco lì, quelle palazzine? Stanno sprofondando, le hanno costruite sulla sabbia, e adesso crollano, e ovviamente le hanno rifilate a noi. Ci hanno provato anche coi Comboniani, i frati, che qui sono quello che si dice un presidio di legalità, è gente che si fa il culo, che aiuta, che come dice Daniele Sepe, magari venisse fare qui una delle sue lezioni di jazz, lo dobbiamo portare, vicino alla gente che soffre ci trovi più spesso loro che i compagni. Beh pagavano 1400 euro per la loro sede e non ce la facevano coi soldi, allora lo Stato gli fa, ve la procuro io una bella sede sequestrata alla Camorra, e invece era un mezzo rudere ricoperto di vegetazione, inabitabile, che rimetterlo anche solo in condizioni decenti costava un botto, e quindi addio Comboniani. Ma le aziende, faccio io, le aziende dei Casalesi, quelle? Quelle rendono, vero? Qualcuna, quando lo Stato capisce che la strada è darla in gestione alle cooperative gestite dagli stessi lavoratori, che hanno tutto l’interesse a continuare il lavoro, ma qua pare che il metodo più gettonato è quella del curatore fallimentare, che arriva da fuori e cerca di liquidarle tirandoci fuori dei soldi subito. Qua la gente si immagina, perché qualcuno gli dice così, che noi abbiamo in mano un patrimonio immobiliare di cento ville come quella di Scarface e ci rifiutiamo di venderle, ma la realtà è questa, mi fa Alessandro, e mi indica una distesa di ruderi puzzolenti. E che vendo, io? A chi?

La realtà dei guaglioni di Castel Volturno è questa, lontana che più non si può dai libri e dai film che di queste zone parlano. Scrivono, leggono, dipingono, sceneggiano e girano documentari, parlano un italiano perfetto e usano il dialetto per arricchire un vocabolario di una vastità sconvolgente. Il fatto strano è che non c’è niente di anormale, in questo. Tu vieni qua e capisci che la mostruosità, il crimine, è il racconto peloso che i media fanno di questi posti, di questa gente, che non solo è meglio della camorra: è meglio di quelli che sulla camorra ci mangiano.

La sera andiamo tutti a cena, tranne il Dimitri il sindaco che tiene che fare e manda un sms per scusarsi, che questa è pure gente educata, e Vincenzo che deve tornare a casa dai suoi capolavori. E insomma ogni tanto andiamo fuori a farci una sigaretta e io comincio ad attaccare il mio solito pippone contro i platonici, giusto per cacare il cazzo a Raffaele che di filosofia ne capisce, e insomma litighiamo pure tra amici, mezzi mbriachi, addirittura, per la filosofia, finché non si affaccia la cuoca, serena, con la sigaretta tra le dita, ci guarda come a tanti sciemi e ci fa:

Noi, ai tempi nostri, con la scusa di Reich chiavavamo assai.

Ci crediate o no, Castel Volturno è questa.



44 Commenti

  1. Boris

    Grazie.

    Grazie, grazie, grazie.

    (mò non rispondete tutti “grazie o caaaaaazz!” che mi prendo collera)

  2. Cicciograna

    Sono profondamente deluso. Visto il titolo, “Castel Volturno”, mi aspettavo una bella tirata d’orecchie a Benitez, i suoi metodi di allenamento, Hamsik eccetera eccetera. Quelle sì che sono cose importanti.
    E invece mi sono dovuto leggere un pistolotto educato, perbenista, sui ccciovani che ffaticano e sulle belle realtà che ci stanno in Campania. AMLE’! Lo sanno tutti che in Campania ci sta solo la monnezza! Solo le scignie! Solo ‘AAAA CAMOOOOOORRRRAAAAAA!!! L’HA DETTO RETE QUACCHIO! E ‘a Terra d’e Fuochi, i Casalesi, Sandokan, ‘a munnezz’, ‘e muzzarell’ avariate, ‘o chitammuort’, c’amma fà cu ‘sti ccciovani che ffaticano?!?

    Pezzo a mostro, Amlè. Applaudo lentamente e soddisfatto.

    (precisazione pleonastica, giusto per gli elettori de sinistra: la prima parte si chiama “sarcasmo”)

  3. s0cRaTe

    impeccabile :)

  4. antonio cortile

    Perfetto.Giusta fotografia del territorio.

  5. purtroppo ce ne son pochi come te…ora è castel volturno, prima era palermo, e domani ce ne sarà un’altra. tanti giornalisti “seri” prendono notizie a caso, ci fanno su un articolo e tanti minchioni ci credono ancora, e li leggono come fossero la bibbia. per fortuna di noi tuoi lettori, ci sei tu!

    danke!

  6. Francesco

    A facc ro cazz c’hai azzeccato! Non pensavo che uno che parla male.di psichiatri e psicologi possa arrivare a tanto! ;-)

  7. Max

    Emil Zola non cercava di interpretare la realtà, ma semplicemente di raccontarla.
    Dopo questo pezzo abbiamo un degno erede: Amli Zola.

    A proposito dopo aver messo a letto solo alle 23 le simpatiche canaglie un pezzo sui mariti abbandonati dalle moglie che vanno a cena a divertirsi lo vogliamo scrivere …

    AD MALORA

  8. Bruno

    Complimenti ! Hai scoperto l’acqua calda che c’è nella nostra martoriata terra. La differenza tra te e Saviano ? Tu sei onesto dentro, lui ha cazzimma, ed usa ed abusa dell’immagine stereotipa della Camorra per fare i soldi alla faccia di noi tutti.

  9. tommaso morlando

    Azz. sei un fenomeno… in poche ore sei riuscito a fare una sintesi abbastanza realistica e corretta del nostro territorio.
    Bravissimo…  e ciao

  10. Mi è piaciuto. Un poco lungo e tu mi insegni che , in questo caso, la gente non legge fino in fondo. Ciao

    • amlo

      hai ragione, è un po’ lungo per gli standard di adesso. ma ho deciso che non voglio essere letto da chi si fa impressionare da un paio di cartelle. me ne fotto, di loro, andassero a guardarsi raitre

  11. Percolato

    ..uwà, Amlè, che cazz si riuscito a scrivere: na cosa facile!

  12. percolato

    …facile, come sinonimo di “semplice”, “normale” …insomma: na roba che non sera mai vista in questa striscia d’Italia dai tempi di….bò, chissà da quanto tempo, sicuramente, da tanto!!!!

  13. pat

    Bello Amleto. Non ridermi in faccia. Ma una parte di me ha avuto voglia di cercarsi casa li. Sono forestiera ovunque. Ciao 

    • amlo

      non che i problemi non ci siano, eh. ci sono eccome. quello che mi ha fatto incazzare è che la realtà è proprio diversa da come viene raccontata. ma diversa ASSAI

  14. fabiana marasca

    Ho vissuto circa due anni e posso dire che hai colto il succo della questione io che ho girato tanto l Italia tra nord e centro posso dire che castel Volturno e un luogo bellissimo fatto di gente speciale che  ha voglia di vivere una vita sana e sincera spero di ritornarci presto.

  15. dex

    Caro bidibom bom bom

    Quello che dici è sicuramente vero, ma permettimi di spezzare una langia in favore del Saviano.
    Lo scrivo pure con la maiuscola perchè a finale è stato lui la scintilla mediatica, per quanto perverse sono le scintille mediatiche. Lui stesso, come anche tu hai recentemente ammesso, è vittima del suo personaggio e io questa cosa la vedo più come uno scotto da pagare (dovuta alla cattiva gestione dei mass media) che una colpa per cui accusarlo.
    L’anticamorra non esiste senza camorra, e nemmeno tu esisti senza anticamorra, quindi è una catena che si richiude su se stessa. Per spezzarla bisogna solo prendere quello che di buono c’è da ogni anello, e forgiarne una nuova.

    Te lo scrivo io che abito a Casandrino, che non è Castel Volturno ma comunque non sono gli Champs-Élysées (si, ho fatto cobiaingolla da wikipedia che non sapevo come si scriveva).

    Comunque permettermi di dirti che tra i tuoi fan ci sono una marea di coglioni, gente che se (per esperimento) scrivi un articolo che va contro i tuoi ideali, continuerebbe a tifare per quello che hai scritto, e in tal caso mi daresti ragione, cosa che intimamente già sai esser vera.
    Coglionazzi buoni solo a scimmiottare il tuo modo di favellare (che tu stesso hai “ripreso” dal marziano, luca auanasgheps fiorentino, e altri suppongo – giusto per tornare al discorso della catena).

    • amlo

      due cose: io non ho MAI nominato Saviano. non parlo di lui, non intendo parlare di lui e non ho neanche pensato alui. quindi, per cortesia, non lo fare tu. altra cosa: che io abbia ripreso qualcosa da gianfranco lo dici tu, che non conosci me e non conosci gianfranco, che è mio amico da più di trent’anni. ed è una puttanata mostruosa. luca mi paice molto, ma lo conosco sì e no da un anno, e mi pare difficile che possa ver preso qualcosa da lui.

      • ok… hai ragione non l’hai nominato, sorry. è vero quello che dici tu ci sono i pezzottatori di saviano che marciano e spacciano un’immagine non veritiera. condivido pienamente il tuo penziero.

        cmq ti invito a riflettere sull’esperimento.
        :D

        Salutaci il marziano allora e dicci che non se la prendesse per il fatto del fan club di facebook, quelli so teste de cazzo e come tali vanno trattate… noi speriamo sempre che, mediante qualche nuova registrazione a notte fonda, possa rendere partecipi ancora delle sue magie anche noi che non abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo di persona e di poter essere invitati ad una delle sue serate birra & cazzeggio.

  16. percolato

    tutta propaganda su Saviano. I casalesi, quelli con la “c” minuscola, lo cercano da otto anni. Ed è mai possibile che un clan camorristico tanto potente sia dal punto di vista crimunale, sia economico, non sia mai riuscito a capire che si trovi vicino Nola!?!?!??!?!?!

  17. anduoglio

    Non raccontarla mai la storia di villaggio coppola, che l’ha già raccontata Saviano.
    http://vimeo.com/7577140

  18. claudia

    Ciao, molto bello il tuo articolo e condivido in pieno quello che scrivi..ho vissuto la mia infanzia e adolescenza al villaggio coppola ed ho tanti bellissimi ricordi..ma anche ricordi brutti legati alla camorra tipo bar ed altri esercizi fatti saltare in aria perché non pagavano o pizzo, amici che giravano con le pistole e altre piccole cose..
    Spero che adesso le cose siano migliorate e sicuro lo sono, anche se ormai vivo al nord e seguo sempre con affetto e ammirazione il lavoro e l’impegno dei miei amici che stanno facendo tanto per la loro terra e per il futuro dei loro figli.
    Per questo ne approfitto per salutarli e fargli sapere che soni con loro..e un salutone speciale a Daniele del crazy horse
    Continuate così guaglio’

  19. mirko

    Si si, bell’articolo. Qua’ pero’ la gente muore di fame, e’ povera e fortemente indebitata; il degrado e’ altissimo. Perche’ non ci si impegna su cose piu serie, tipo un piano regolatore che funga da volano per il rilancio dell’economia locale, una nuova gestione delle municipalizzate per evitare sprechi??? Pensiamo solo a farci i complimenti, “come scrivi bene, hai detto giusto, complimenti c’hai azzeccato, che belle parole, tien e qualità” e basta, e non si guarda alle cose che servono veramente. Ci vogliono progetti seri, ci vogliono fatti e “non pugnette” come direbbe un comico di zelig di qualche anno fa. Perche’ all’amministrazione non si fanno domande relative alla realizzazione del porto, del puc, del piano spiagge????? No forse e’ impegnativo domandare queste cose. E allora pensiamo sempre alle cazzate.

  20. dura lex

    C’è chi mangia sulla camorra, e chi sulla gente che mangia sulla camorra. Una gara a chi è più perucchiuso. Mettere due stronzi in un babà non fa un babà al cioccolato e viceversa. Non si può essere ciechi in un ambiente devastato e guardare i fiori che crescono e stupirsi, no vagliu, è il continuo della banana che va solo e sempre nel posto di molti. Non mi fotti, un fiore nel deserto da speranza ma non cambia la situazione. L’ennesimo articolo cuccù. Bah

  21. Giordamas

    Non è tanto male Castel Volturno, ti pare “una specie di Tor Vaianica”. Guarda, a parte che negli ultimi 3/4 anni hanno pulito assai le spiagge ché facevano schifo alle rive del Gange presso Benares o forse più, non è che hai fatto ‘sto paragone lusinghiero.
    Premesso che, senza voler essere “campanofobi”, le città italiane sono piene di postacci depressi e rovinosi (Quarto Oggiaro e Vialba a Milano, Borgoratti a Genova, Le Piagge di Firenze, i tremendi quartieri realizzati a Roma negli anni Sessanta intorno al Grande Raccordo Anulare, Marghera a Venezia, dove ci sono più bar che non fanno lo scontrino rispetto a Napoli), la zona che va da Aversa al mare continua a rappresentare un problema assai serio, dal punto di vista economico, sociale, urbanistico. E anche se non lo ammetti, lo lasci intendere anche tu.

    Con un’ingenuità che farebbe commozione, ci vieni a raccontare che non ci sono solo “scimmie” a Castel Volturno, ma anche “ggenti lauriata epe’ bbene” perché si può essere delle persone decenti anche qua (dai! e magari non sono tutte bestie nemmeno nell’Africa nera o dalle favelas di Rio o i programmatori che vengono dalle baraccopoli di Bombay) e che ti aspettavi le sparatorie dei cecchini in mezzo alle strade (perché? chi controlla stabilmente il territorio non ne ha mica bisogno e questo lo sai benissimo anche tu). Ma si può dire che questi validi “resistenti”, perché sono tali, che queste eccellenze che capiscono di film e di filosofia, siano delle persone che vivendo dove vivono abbiano potuto realizzare al meglio il loro potenziale professionale?

    Io ti domando se questo racconto sia davvero imparziale oppure non sia soltanto un pretesto per fare un attacco ai “professionisti dell’Antimafia”? No, perché su quelle categorie si potrebbe essere d’accordo, ma con tanti distinguo (ricordandoci che pure un certo Giovanni Falcone, prima che lo facessero eroe e cadavere, era chiamato “professionista dell’Antimafia”, rompiscatole e mestatore nel torbido e gli è stato impedito più volte che diventasse Procuratore Capo di Palermo), ma facciamo attenzione a non dare alibi a tanti napoletani (napoletani e non meridionali), che non sono poi tanto per bene, sono assai autoindulgenti, ma poi va a finire che vanno a vivere e a lavorare a Milano e là diventano elettori di Salvini. Tutti.

    • dura lex

      Grande!!
      Io vorrei aggiungere un piccolo particolare, che a fare l’anti dell’anti, ormai non solo son buoni tutti, ma è come spararsi sulle palle mentre si è in procinto di copulare.

  22. Flavio

    …e quello è il tono che da fastidio Amlè! Fintanto che sei trasgressivo, ironico, strafottente, un po’ pagliaccio e un po’ poeta, vai bene. Poi se ti permetti di mettere la lingua nel pulito, se dici e fai cose “che non ti competono” ti prendi le bacchettate, ti mettono in castigo con le ginocchia sul granone. Le ‘ggenti so’ così, è come le posate nei cassetti: i cucchiai con i cucchiai, le forchette con le forchette, i coltelli con i coltelli.  Non puoi parlare di camorra, di terra dei fuochi, ci sono i depositari delle verità, le persone deputate! Ti fanno le pulci, estrapolano da quello che scrivi decontestualizzando e te lo ritorcono contro. Tu pretendi di spostare il focus sulla gente “normale” che vive qui, vuoi parlare delle cose “normali” che si fanno… e come ti permetti?! Lo sai che Falcone sta piangendo nella tomba per questo tuo scritto? Lo sai che Saviano se stev’ facenno ‘na sciammera e al solo pensiero di quello che hai scritto gli è venuto floscio? Le ‘ggenti vogliono il pezzo a sensazione, vogliono annusare i sangue, vogliono la catastrofe e potersela leggere preferibilmente dalle pagine di Repubblica comodamente per dentro alle case loro.

    • amlo

      io ho preso la decisione di non rispondere a quelli che vogliono litigare e che chiaramente non hanno letto il pezzo. finché sono beneducati li approvo e li pubblico, perché ho la politica di non censurare le opinioni diverse dalle mie, ma se si vuole fare polemica PRIMA bisogna leggere.

      • flavio

        …noi possiamo litigare solo sulla pastiera! E so’ daccordo “Noi, ai tempi nostri, con la scusa di Reich chiavavamo assai.” Tutti, belli e brutti!

  23. Luana Pacia

    Sono colpita.
    Prima di tutto perché è un bellissimo articolo, spontaneo, vero senza sentimentalismo o pretese… è V-E-R-O. Ed era da tanto che non leggevo una cosa vera.
    Secondo, sono di Villa Literno e non sapevo fossi passato così vicino! Cazzo venivo a farmi fare un autografo!!!!

  24. dura lex

    Io l’ho letto tutto, a castel Volturno ci vado spesso per cause mediche, e giordamas ha espresso molto meglio il mio pensiero. Ma perché non ammettere che è una zona ai margini della legalità? Accettare la realtà è per forza parlarne male? Se ne deve per forza parlar bene o il bene non si avvera?? E poi perché per forza paragonarlo al peggio e dire, si ma non è poi così peggio?per farlo apparire migliore? Come dire ” a Scampia ci stanno due famiglie dove vi sono medici infermieri spazzini impiegati e barbieri, nessuno di questi spaccia o si droga” e che ce ne fotte? Basta mettere due stronzi in un babà per farlo al cioccolato?? Se è cosi metticene altri due e apri una pasticceria che fai i miliardi.

  25. Val

    Vabbuò Amlo ma ormai mi sembra che ti scegli bersagli facili facili, o forse immagini i tuoi venticinque (mila, milioni, non so) lettori come dei minus habens che leggono solo la colonna di destra di repubblica.it…

    Dappertutto la maggioranza delle persone è gente normale, non è che se vado a Tijuana mi aspetto di vedere i narcos che giocano a calcio con una testa mozzata e se vado a Treviso di vedere il sindaco che spara ai negri col fucile a pallini. Però: concederai che l’osservatore esterno possa superficialmente soffermarsi su alcune caratteristiche che appaiono peculiari? Anche a Cividale del Friuli o  Viterbo ci sono brave persone che lavorano e mettono a letto i figlioli, ma statisticamente hanno meno possibilità di essere sparati per errore dalla camorra. Vado a memoria, ma solo nella provincia di Caserta i morti ammazzati per camorra sono 600 o 700. In quarant’anni l’ETA, in Spagna, ha fatto più o meno lo stesso numero di vittime. Solo a Castel Volturno credo che il numero di morti ammazzati per camorra veleggi verso il centinaio. E di che si dovrebbe parlare quando si parla di Castel Volturno? Del campo da golf a diciotto buche? Della casa di Hamsik?

  26. divi

    Si vuole abbattere i miti, mistificando tutto in un grande sorriso di gioia. Ci sta la merda ma che fa. Morti i miti che resta? La merda velata che non c’era, ma che poi esce fuori come i rifiuti interrati, fanno il botto dopo 30 anni di sorrisi di persone mitizzate dagli stessi che oggi vogliono smontarla. C’era uno stronzo che cantava “bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà, tu giri adesso con le tette alvento, io ci giravo già vent’anni fa”, detto questo, spero arrivi un regime  di coscienza sano e tolga il vizietto della disinformazione e del rifiuto sottoterra.

    • amlo

      Rispondo a te ma rispondo a tutti: io non sono un giornalista, non faccio inchieste e non ho alcuna pretesa. non mangio con la camorra e nemmeno con l’anticamorra. mi interessava raccontare una storia di gente perbene che lotta a modo suo. mi rendo conto che capire una cosa cosa così è difficile, ma almeno provateci.

  27. Aria Nova

    Caro, Amlo, così come è sbagliato raccontare castel volturno solo dal punto di vista “GOMORRA”, così è sbagliato renderla come hai fatto tu! raccontata così sembra un’oasi felice dove va tutto bene. C’è addirittura gente che parla di filosofia nel Villaggio Coppola??? Addirittura??? detta così fa un pò sorridere detto sinceramente! Cretini quelli che dicono che va tutto male! I ragazzi che hai incontrato (Raffaele,Eliano,Daniele…), li conosco tutti e ti posso dire che sono dei bravissimi ragazzi. Però basta girare un pò nel villaggio coppola e ti ritroverai con una intera generazione di ragazzi che non hanno futuro! Ok quelli che hai incontrato magari sono più intelligenti! Ma il resto, che magari non hanno la stessa capacità, non hanno la stessa famiglia alle spalle, sono veramente senza speranza! E quindi poi ti ritrovi un altro pezzo di integrazione, tutti dallo stesso pusher, bianchi, neri gialli per la stessa dose di polvere bianca da fumare o tirare…

    • amlo

      vedi, la differenza tra me e i professionisti dell’anticamorra è questa: che io non affermo un bel niente, non traggo conclusioni, e, ripeto, soprattutto NON CI MANGIO. e non ho mai detto che la camorra non c’è, che la droga non c’è e che va tutto bene. mai. però, leggerle le cose male non farebbe

      • amlo

        poi, vedi, io sono uno, UNO e basta, contro i tre milioni di articoli, film, libri, fiction che dicono tutti, sempre la stessa cosa. possibile che non si possa raccontare una storia, verissima peraltro, senza venir accusati di voler minimizzare il resto?  Mi auguro che queste cose che dite a me poi le diciate anche a quelli che su queste zone si costruiscono carriere. io certo, no.

        • Aria Nova

          Amlo, non stai minimizzando, ma mi ha lasciato molto perplesso la tua chiosa finale

          Ci crediate o no, Castel Volturno è questa.

          Forse sono un pò troppo pignolo, ma avrei scritto

          Ci crediate o no, Castel Volturno è anche questo.

          e non avresti minimizzato il resto.

          Però ovviamente è una mia opinione e l’articolo mi è piaciuto molto. Sicuramente “alternativo” al pensiero di massa su Castel Volturno e Villaggio Coppola. Se poi ci fosse stato qualcuno in Italia, che veramente pensava che camminare per Castel Volturno è come vivere la scena di Benvenuti al Sud, allora hai fatto bene a ribadirlo e a scriverne.

          Castel Volturno è anche altro.

          Fortunamente aggiungerei.

        • Val

          Però, Amlo: lungi da me fare processi alle intenzioni, ma è ovvio ed evidente che il tuo pezzo ha un bersaglio da colpire, e mi par di intuire che il fatto che questi ci mangino (e tu no) sia un punto rilevante. Io invece dico che lo è molto poco. Il punto è quanto di ciò che raccontano è vero o falso, taciuto o distorto o ingigantito e così via. Ribadisco che di fronte a più di 600 morti ammazzati per camorra in provincia di Caserta è comprensibile e fisiologico che esistano certi luoghi comuni. Così come esistono, in modo altrettanto comprensibile, luoghi comuni sul leghismo becero di certe province del nord. Se poi qualcuno trova il modo di camparci, e vabbè, facciamocene una ragione e vediamo di criticarlo nel merito e in modo circostanziato. Altrimenti ce la prendiamo con bersagli troppo facili: tu fai ironia sulla caricatura di un luogo comune. Una caricatura che tu stesso hai fatto. Io non ho mai conosciuto nessuno che davvero credesse che Castel Volturno fosse come Beirut, e francamente non ricordo di aver mai letto un articolo o visto un documentario in cui lo si dipingesse come tale. 

  28. percolato

    caro Amlo, scrivi di esserti meravigliato per non aver incontrato nel tuo viaggio di Castel Volturno persone che quando parlando di camorra non si aggiustano la bocca; né gente ossessionate dalla camorra, nonstante il degrado in cui versa la propria città. Ragazzi e ragazze che ritengono la propria città possa migliorare anche senza l’intervento di supereroi mantellanti che portano la mutanda sopra le calzamaglie. E contemporaneamente gente frustrata che ce l’ha col mondo e con se stessa legge tutt’altro!?!?!? di che ti meravigli!?!??! il tuo pezzo ha sfondato, e questo rode il fegato agli invidiosi! Amlo, goditi questo commento a una delle oltre mille condivisioni del pezzo sulle pagine facebook di un’insegnante di Pinetamare; è il commento di una persona morigerata, che peraltro non fa parte del gruppo che tu hai descritto: “Complimenti per l’articolo….forse un po’ colorito…ma lo farò leggere a scuola ….grazie!”

  29. Val

    Buon Natale a tutti