I giovani del PD non vogliono essere chiamati compagni. Vogliono essere chiamati come li chiamano tutti: *********.
Ho censurato questo post. Non perché pensi qualcosa di buono sui giovani del PD, ma perché non voglio neanche che si pensi che penso qualcosa su di loro. La sola idea mi ripugna.
Vabbe’, Bondi. Vabbe’, LaRussa. Vabbe’, la Prestigiacomo. Ma il lato che ancora funziona del mio cervello continua a domandarsi: e allora Mastella?
Il PD sconfigge in aula la maggioranza. Perché le sue proposte erano migliori, più convincenti? No. Perché cento deputati del PDL stavano a mare. Prossima astuta strategia del Loft, organizzare parties durante le votazioni e invitare i colleghi della maggioranza di governo dicendo: essù vieni, il vino lo mettiamo noi e ti prometto che la Madia non la facciamo parlare.
Scrive H.J. Dionne (citato da Robert Hughes):
Il moralismo della sinistra le impediva di vedere le cause legittime della rabbia del ceto medio. La rivolta del ceto medio contro la crescente pressione fiscale non era una manifestazione di egoismo, ma la reazione alla difficoltà di mantenere un tenore di vita da ceto medio. La rabbia per la criminalità in aumento non era una forma velata di razzismo, ma l’espressione di una paura autentica (…)
E se ogni tanto, invece di scrivere tanti capolavori, un libro ve lo leggeste? Eh?
Ciò che sfugge agli arguti analisti e commentatori politici (che va bene non capire mai un cazzo che è uno, però porca troia puttana ogni tanto azzeccarne una, pure per sbaglio, no?), è che se in due differenti governi di seguito ci sono due ministri di Salerno, qualcosa vorrà dire.
un piccolo ps, qui.
Fu guardando Veltroni a Ballarò che comprese, con inaspettata lucidità, che al mondo non c’era più posto per lui; stamattina uno zingaro di otto anni, entrato nel suo appartamento per rubare, ha trovato il corpo. Gli ha preso orologio, cellulare e soldi ed è andato via senza avvisare nessuno. Lui è ancora lì che penzola, e probabilmente Veltroni sta chiedendo ai suoi come sono andato ieri a a Ballarò?
Stabilito che Berlusconi se ne passa per il cazzo di Veltroni ed è invece terrorizzato dalla Troise, mi chiedo cosa aspettino i volpacchiotti del PD a eleggerla segretario.
Per tutti quelli che sono preoccupati per l’idea del ministro Meloni di far cantare l’inno di Mameli nella scuole una volta alla settimana: consolatevi, che se facevano ministra la Madia come minimo ci toccava questo, però nella versione di Fiorella Mannoia.
L’Italia ieri ha giocato talmente di merda che pareva allenata da Veltroni; anzi no, che Veltroni metteva Bettini mediano, la Madia in porta e ne beccava settanta.
Geograficamente, c’è il cretino che si va a prendere l’aperitivo o il rum dopo cena a Campo de’ Fiori; il cretino che va fare la colletta a San Lorenzo e gli chiedono i soldi a lui. Se ultimamente era aumentato il numero dei cretini che attraversavano Roma per andarsi a bere ‘na biretta ar Pigneto, un motivo ci sarà stato.
Improvvisamente, non si parla più dei morti sul lavoro. Forse bisognerebbe far stuprare i cadaveri da immigrati rumeni.
A me, chi mi conosce lo sa, Bersani non è per niente antipatico. Tiene quell’accento che mi ricorda subito il partigiano che ti rimprovera (oi giovinotto, non siam mica andati sulle montagne a combattere i repubblichini perché tu buttassi le carte in terra, eh), e mi piacciono i suoi modi di dire da zia contadina. Eppure, sul suo partito la penso esattamente come i milioni di persone che si rifutano di votarlo: non mi piace. Non mi piace che sia un partito di gente che passa i bigliettini a Bocchino, non mi piace il suo gruppo dirigente e non mi piacciono neanche i suoi militanti, che si sentono dire che “Moro aveva una visione più laica e occidentale di Berlinguer“ e non corrono a cercare pece e piume. Eppure, l’altra sera da Santoro, Bersani si è incazzato e ha fatto la voce grossa. Io continuo a non essere d’accordo con lui (non mi pare che sia sta gran presa di posizione affermare che sulla Costituzione non la si pensa come i cacciatori di immigrati: volevo pure vedere il contrario), ma non è questo che mi interessa.
E’ che da quando ha alzato la voce, tutti a dire però ’sto Bersani, ma vedi un po’ il Bersani, niente male ’sto Bersani. Cioè: non era cambiato un cazzo nella posizione del PD, ma siccome il segretario aveva alzato la voce, tutti a trovarla più appetibile. Lo so, è l’istinto servile degli italiani: quando qualcuno urla, si precipitano ad accucciarsi. E’ che riconoscono il padrone, non c’è un cazzo da fare. Sono contento che abbia tirato fuori i coglioni, segretario Bersani, e la mia simpatia personale verso di lei resta immutata. Però, se vuole che la voti, i coglioni, invece di tirarli fuori da Santoro, deve usarmi al cortesia di tirarli fuori dal suo partito.
Vedo con piacere che il PD ha la stessa capacità di autocritica di Chikatilo. Laonde per cui, per la giuoia dei binbi in ascolto, partirà presto una nuova rubrica di sympatico stimolo ai compagnucci della parrocchietta.
Nella politica del PD non è cambiato un cazzo, anzi; però adesso fanno tutti la faccia feroce e si incazzano. Dopo Bersani, ieri è toccato a D’Alema che, un po’ ingiustamente, se l’è presa con zio Fester quando invece aveva Renzi giusto di fianco, e avrebbe potuto diventare un idolo delle folle solo dandogli qualche bella scametta ogni tanto.
Per la prossima puntata di Ballarò, aspettiamoci Letta e Franceschini con la benda sull’occhio, gli uncini alle mani e un pappagallo sulla spalla che urlano harrrrrrrr, all’arrembaggio!
Ieri ho visto un corteo della mia vecchia università contro la Gelmini. E’ stato bello vedere sfilare gli studenti con i miei ex professori. E le loro mogli, i loro figli, le fidanzate dei figli, gli amici loro e dei figli, alcuni figliastri e amanti varie. Tutti professori associati.
Solo una cosa, giusto per chiarire. Il caso Travaglio, naturalmente, non esiste. Già hanno scassato le palle da anni, loro e Travaglio. Per loro, naturalmente, non intendo i fascisti, che fanno il dovere loro, ma la nostra brillantissima sinistra, che non gli perdona di far vedere, bene o male, come si prova a contrastare un avversario politico senza fare la figura del cicisbeo castrato. Ma non è nemmeno di loro che ti devi preoccupare, Travaglio. E’ dal popolo della cosiddetta sinistra che ti devi parare il culo, prima che ti ci infilino di tutto. Questa è gente pronta a condonare qualsiasi cosa a chiunque, dall’associazione mafiosa allo stupro, purché faccia un comodo a loro, ma incapace di perdonare il tuo giustamente pingue setteeqquaranta e, soprattutto, il fatto che tu vada in tv più spesso, e con più successo di loro. Non è dalle squadracce che arriverà la mazzata, Travaglio, ma dalla gente che vota PD e che mangerebbe il cuore della madre per stare al posto tuo. Sarà una velina che ti ucciderà.
La mia personale opinione è Veltroni altri cinque anni così non li regge. E, più che dei coglioni che ha intorno, sono molto preoccupato dello stato dei miei, di coglioni.
Il disco di Scarlett Johansson fa talmente cacare, ma talmente cacare, ma talmente cacare che entro dieci giorni il PD la chiamerà per nominarla consulente musicale.
A questo punto, stare con il Partito Democratico non è più un fatto di destra-sinistra, riformisti-rivoluzionari, onesti-disonesti: no. E’ questione di quanta voglia tieni di fare un paio di figure di merda al giorno.
Sono sinceramente pentito; mi pento, mi pento, mi pento. Sono un idiota, un cretino di proporzioni epiche. Pensavo bastasse non andare più a votare, e invece no. Mi auguro di tutto cuore che questo governo cada, per andare alle elezioni. E votare per i fascisti.
Il venerdì compro Repubblica, per gustarmi con calma le pubblicità Mondadori e Einaudi, ma soprattutto per avere qualcosa da leggere al cesso durante la settimana, e figuratevi la mia gioia quando ho visto che la rubrica dell’autorevole critico cinematografico Bignardi era dedicata a Kurosawa. Rispettoso, corretto come si conviene a chiunque scriva dell’Imperatore. Poi, la frase: E guardi il catalogo della Mondo Home Entertainment, che sta pubblicando alcuni film mai usciti in Italia, tra cui “Lo spirito più elevato (1944)”, Una meravigliosa domenica (1947)”, “I bassifondi (1957)”, “I cattivi dormono in pace (1960)” di cui non posso dire niente perché non ho ancora avuto la fortuna di vederli, ma che arrivano come un dono inaspettato di quel mondo parallelo che ama il grande cinema di Kurosawa. Ah ecco. Meno male che è l’autorevole critica di Repubblica a risvegliarmi dal sonno; pensate che ero convinto di aver visto su raitre, anni fa, alcuni di questi film. E pensate che l’anno scorso ero convinto di aver comprato questi film mai usciti in Italia in edicola. Ma, aho’, io sono un cazzone e Bignardi è un critico autorevole di un giornale autorevole, quindi avrà ragione lei.
Però.
Secondo voi, la frase di cui non posso dire niente perché non ho ancora avuto la fortuna di vederli, si riferisce ai DVD come oggetti o ai film? In parole povere, l’autorevole critico di Repubblica sti film di Kurosawa, passati in Rai nonostante nessuno l’avesse avvertita, e venduti in edicola in barba al suo esserne all’oscuro, secondo voi, li ha visti? A leggere quello che dice, parrebbe di no, ma probabilmente sbaglio io. Aspetto con ansia il giorno in cui il critico letterario di Repubblica scriverà ma fammi andare un po’ a leggere questo Melville di cui tutti dicono un gran bene.
Sabato: Veltroni scopre che Berlusconi si comporta esattamente come si è sempre comportato, si stupisce ed esclama: il dialogo è compromesso. Domenica: Veltroni, in gita al mare con Rutelli e Bettini, scopre che facendosi il bagno con la borsa dei panini al tonno, essi si bagnano, ed esclama: la merenda è compromessa.
Vediamo un po’. Io me ne sto casa mia a sentirmi Folsom Prison Blues. Nel frattempo qualcuno lancia Youdem, la tv del PD. Mai vinto tanto facilmente la gara a chi è meno strunzo.
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