Diario di bordo in 10 punti n°30.

Sarò fesso io, ma mi pare di aver letto che negli ultimi anni la spesa corrente è aumentata di ben più del 50%. Ora, calcolando che sono diminuiti i servizi e aumentate le tasse, che i maledetti statali che si beccano sempre la colpa di tutto sono sempre di meno e hanno i contratti bloccati da tempo immemorabile, forse, più che lamentarvi delle tasse, è giusto che vi chiediate che fine fanno i soldi. Se è giusto che il vostro sindaco si lamenti che le casse del comune sono vuote e paghi decine di addetti stampa. Se vi fa piacere che le regioni e  le province sponsorizzino corsi di formazione con insegnanti di discutibile provenienza. Se sia giusto avere un infermiere in meno e un cantante emergente in più. Se siete felici di finanziare il cinema con la scusa di aiutare i lavoratori del settore, senza chiedervi, di un milione di euro, quanti vanno al macchinista e quanto all’attorone con villa ar Gianicolo. In sostanza, chiedetevi se non sia il caso di smettere di votare gente che butta i vostri soldi nel cesso. E finalmente, chiedervi quanto potete essere stronzi.

1) Skype fa 10 anni e studia le chiamate in 3D. Uau, chissà come si vede, un cazzo di niente, in 3d.

2) Siria, Obama: non vogliamo un altro Iraq. E’ così bello viaggiare, conoscere gente nuova, ammazzargli i figli.

3) Charlie, nato con metà cuore: peccato, se nasceva con mezzo cervello era pronto per Rai tre.

4) Paura per Massimo Ranieri: operato d’urgenza. La buona notizia è che ora sta bene, la cattiva che presto portà di nuovo recitare.

5) Nessun dubbio sulla costituzionalità della legge Severino, dice Mario Monti. E se lo dice lui, che è riuscito a stare sul cazzo a tutt’Italia, deve essere vero.

6) Renzi appoggiato anche dall’Internazionale socialista. Se per “internazionale socialista” intendiamo i club di Subbuteo.

7) Il Pd: “Google ha più potere dei regimi degli anni ’30″. Apposta sui computer del Pd usano ancora Netscape e Altavista.

8 ) Comincia il festival di Venezia con la tradizionale colletta tra i registi stranieri per dare una cosa di soldi a  quelli italiani che piangono miseria.

9)  Messico, la prima telenovela girata in lingua maya. E capirai, in Italia praticamente tutto quello che viene filmato pare scritto da un maya di tre anni ubriaco.

10) Io conosco a una che se ci offri due ceres ti fa uguale come a Miley Cyrus.

Si vetiame.



8 Commenti

  1. Mi meraviglio come, al punto 3, non ci sia qualcuno che ti abbia fatto la Combo:
    - come ti permetti: non si scherza sui problemi dei criaturiiiyyyjjj!!!111
    - come ti permetti: non si scherza sui problemi della RaiTre, isola feliceeecceterecceteraaa!!!111
    Ah già, è ancora presto…
    Come direbbe un meme “Brace Yourselves”.
    Come direbbe mio nonno “Accort’aret”.

    Zì ‘Ntonio.

  2. anduoglio

    Sugli statali non sono d’accordo. Pesano tantissimo sul budget nazionale facendo lo stesso lavoro che si potrebbe fare con il 60% di personale in meno e ottimizzando le risorse.
    Ho un conoscente che lavora in un palazzone pubblico di Roma, il suo compito è quello di curare le paghe della gente che lavora nel palazzone.
    1) Lavora 4 giorni al mese, due giorni per la preparazione delle paghe, due giorni per i pagamenti.
    2) Prende 2.500 € euro netti al mese, avendo entrate sicure finchè Nostro Signore Iddio deciderà di prenderselo a sè.
    3) Il resto del tempo lo trascorre programmando il tempo libero, è un tale malato mentale che sa cosa farà ogni giorno fino al Natale 2016 (non scherzo). Corsi, sport, biglietti per teatro, partite di calcio, tennis, segue le tappe del giro d’Italia. Viaggi. Un vero Rag. Filini.
    4) Una volta, quando lo assegnarono ad un altro ufficio, gli cambiarono il computer e in attesa di ricevere il nuovo computer, stette sei mesi senza fare niente. Si portava in ufficio il computer personale e si faceva i fatti suoi.
    Io odio i dipendenti pubblici. Ogni volta che vado in un ufficio vengo accolto con scortesia e come se mi stessero facendo un favore a servirmi.
    Io, da libero professionista, devo:
    1) Farmi il culo per stare sulla piazza e prendere clienti
    2) Stare attento a collaboratori scorretti, gente che vuole fregarti.
    3) Pagare il 110% di tasse sugli stipendi dei collaboratori
    4) Pagare il 55% di tasse (se si considerano i costi indiretti si arriva il 70%) su quello che guadagno (a fine mese prendo molto meno di 2.500 € ma con lavoro praticamente di 24 ore su 24) su quello che resta a me.
    5) Avere il sistema Italia che rema contro le attività imprenditoriali.
    6) Ricevere i servizi di assistenza alle imprese, pagati con le mie tasse, con dipendenti pubblici che ci godono a vederti in difficoltà e a crearti problemi burocratici di qualsiasi tipo.
    I dipendenti pubblici sono il peggio che ci sia. 

    • amlo

      non confondere MAI i lavoratori con gli imboscati raccomandati. se non ci fosse gente che si fa il mazzo a tarallo questo paese se ne cadrebbe a pezzi. quelli che non faticano sono i raccomandati, protetti dai politici e dai sindacati. e io per pricnipio difendo chi lavora, sempre. l’amico tuo andrebbe preso a calci in culo, ma non per questo si può prendersela con l’infermiere che ci cambia la flebo. attento alla propaganda dei padroni: voglionoe sattaemnte quello. prendersi ing estione di servizi dello stato e abbassare i salari aumentando le ore di lavoro e dimniuendo i servizi. quando pensi queste cose chiediti come mai i giornali dei padroni dicono ESATTAMENTE la stessa cosa.

    • il tuo vicino di casa non è un vero professionista del mestiere perché, quando lo hanno tenuto sette mesi senza fare niente, non ne ha approfittato per denunciare l’ente dove lavora per mobbing

  3. anduoglio

    caro Amlo, giornali non ne leggo, non mi faccio influenzare da niente e da nessuno, non vedo telegiornali. La persona che ho citato non è un amico, è un vicino di casa. Ti posso garantire che la gran parte di quelli che lavorano nella pubblica amministrazione (impiegati di uffici, comuni, catasto, equitalia, dogane, ispettorati, enti, regioni, istruzione, ecc) sono dei veri e propri nemici dei cittadini. come ho scritto, lavoro nel privato. vai a fare una documentazione, richiedi una certificazione, vai a richiedere il rimborso del credito d’iva accumulato. si scocciano così tanto di fare le verifiche e i controlli, che se chiedi il rimborso il tuo nominativo viene inserito nella categoria di quelli da controllare come possibili evasori e tanto ti rompono i coglioni finchè non capisci che il credito d’iva non lo devi richiedere più. Pubblico e privato in Italia sono nemici e io vengo spellato di tasse per andare a finanziare il mio nemico, che fa il possibile per spellarmi finchè non fallisco. Ho vissuto in altre nazioni, ho insegnato all’università all’estero, conosco i servizi pubblici di altre nazioni. Mi spiace ma non sono d’accordo, il pubblico ha dichiarato guerra al privato. Per favore, evita di obbligarmi a mettere a paragone il servizio pubblico italiano con quello tedesco perchè il paragone è imbarazzante. lo dico per esperienza diretta. E non mi riferisco agli.infermieri ma a tutti i parassiti che lavorano negli uffici. Non sono d’accordo con De Laurentiis con le sue critiche agli ospedali, non sono di destra e non leggo i giornali. Ogni giorno devo scontrarmi con i servizi pubblici, che sono un ostacolo per lo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane. a suicidarsi sono i piccoli inprenditori che lavorano onestamente e che sono stati massacrati da equitalia e dalla burocrazia elefantiaca (oltre che dalle tasse che gravano fino al 70-75%), non i grandi pescicani e non gli impiegati con le pacche al caldo e il mensile garantito fino alla morte. sarebbe interessante confrontarsi su questo tema. io posso fare decine di esempi di come lavorano le strutture pubblice all’estero e di come lavorano in Italia. Non sono di destra, non ho mai omesso un centesimo dalla dichiarazione dei redditi, disprezzo i giornalisti italiani e di quello che scrivono me ne frego, anzi non lo conosco proprio, perchè da quando ho cominciato a girare il mondo non ho comprato più giornali e la tv in casa non ce l’ho più dal 1999.

    • amlo

      anduo’, mi ci devo scontrare pure io. conosco parecchi lavativi e li ammazzerei di botte. come sai bene non sono uno statale, e non ho motivi per difernderli a priori. so però che la colpa di questo sistema non dello scansafatiuche, ma chi chi l’ha messo lì a forza, facendo fare il suo lavoro a un altro. uno stato, una società, se è delegata ai privati fallisce in dieci minuti. in USA hanno affidato i carceri minorili alle società private, e in due mesi le società che gestivano i carceri si sono comprati i giudici che ahnno mandato in galera minorenni per cose ridicole, tipo il furto di una banana. il pubblico va sietemato, non messo in condizioni di fallire per farlo comprare a Marchionne o Della valle. e te lo dcie uno che ha sempre pagato fino all’ultima lira di tasse come te e che come te, da piccolo imprenditore, ha dovuto scontrasi con fannulloni e corrotti. ma si aprte sempre dai diritti dei lavoratori. Sempre e solo da quello. Quando Boccia dice che bisogna abolire il diritto e favorire il merito, omette di dire che SARANNOI LORO a stabilire il merito. E io a Boccia voglio far decidere il meno possibile.

      • anduoglio

        vatti a vedere i film di totò o di aldo fabrizi degli anni e le tante parodie sugli statali. la situazione come era, così è rimasta, anzi è peggiorata perchè in passato in un modo o in un altro si riusciva ad andare avanti, oggi non più, anzi oggi si pigliano tutti e poi ti abboffano pure di mazzate. Io non darei il servizio pubblico in mano ai privati (si è visto cosa è successo alla sanità da quando hanno inserito i primari sono diventati “manager”) ma ragionare su un ridimensionamento dei posti del pubblico impiego e di un sistema di valutazione delle prestazioni sui servizi forniti (sistema di valutazione che esiste nelle migliori nazioni, dove ci sono corsi universitari dedicazi al miglioramento dell’efficienza dei servizi pubblici all’interno dei servizi pubblici stessi) non mi sembra chiedere l’impossibile. Ripeto: non parlo di infermieri o dottori, so bene che fanno spesso doppi e tripli turni ricevendo gli stipendi con ritardi di mesi perchè i manager si zucano tutto. Lo so bene, ma il problema dell’inefficienza dei servizi pubblici c’è e costituisce un freno per chi vuole lavorare onestamente, investendo soldi propri e le proprie idee all’interno di un sistema che si vuole zucare pure il midollo delle ossa. Il fatto che ci sia chi vuole speculare su tutto ciò, creando strutture private che vadano a sostituire le pubbliche, non può impedirci di dire che il sistema pubblico sia inefficiente, sia monopolizzato dai sindacati, che chi ci entra a lavorare sia spesso un raccomandato arrivato lì o perchè parente di qualcuno o per voto di scambio, e una volta entrato per lui comincia la pacchia, tra lavoro nullo da svolgere, mazzette da prendere per fare uscire qualche pezzo di carta entro le tempistiche richieste e tante altre porcherie su cui mangiano un pò tutti. Il sistema pubblico va cambiato dall’interno e se non può nulla il senso civico (assente) degli impiegati pubblici, allora bisogna inserire deterrenti più forti (multe più salate, controlli di ispettori esterni più frequenti e trasparenti, semmai in diretta via web, sai come si cacherebbero sotto i parassiti?). Ne vuoi sentire una bella? Mi trovavo qualche giorno fa a Napoli, entro in un museo con la mia figlia piccola, in una stanza ci sono due donne di 50 anni che dovrebbero dare informazioni ai visitatori e invece nella stanza chiusa fumano e parlano dei cazzi loro. Chiedo se non dovrebbe essere vietato fumare in un museo, soprattutto perchè c’è una bambina piccola. Sai cosa hanno risposto? “Non vi preoccupate, tanto se capita, la cazziata ce la fanno a noi”. Che vuoi dire ancora? Questi sono gli impiegati pubblici italiani, al di là delle retoriche e dei diritti del lavoro. Per un’infermiera che muore perchè decide di non mangiare più per protesta per gli stipendi non ricevuti, ci sono decine di migliaia di zencare che se ne fotto di tutti e si fumano le sigarette e se protesti ti abboffano pure di mazzate. questo è lo stato dell’arte in Italia. per far lavorare questq gente, bisogna minacciarli di licenziarli.

  4. ah, la Confartigianato di Mestre ha realizzato uno studio secondo il quale, pensa un po’, a subire maggiormente l’effetto dell’aumento dell’IVA sarebbero nientepopodimeno che le famiglie meno abbienti