Archive for the 'il maestro zen' Category

‘A stronzii.

ocazz.jpgCompagni e camerati che vi siete menati alla Sapienza, voi non lo sapete ancora, ma siete stronzi. Anzi stronzissimi. Anzi, più che stronzissimi. Ho capito, siete giovani, non ve lo ricordate, ma cazzo, esistono i libri, esistono i giornali. Bene, voi vi menate, vi accoltellate, e nel frattempo, vi fottete con le mani vostre. Io lo so che siete degli idealisti, tutti, pure i fascisti; lo so e non mi vergogno a dirlo. Però, prima di andare a scassarvi il culo a vicenda, riflettete per una volta da veri rivoluzionari. Mentre voi vi beccate le coltellate, e prima o poi anche un paio di pallottole, i vostri coetanei e vicini ideologici si stanno facendo i cazzi loro. Si piazzano in Rai, si beccano i contributi pubblici per il cinema e l’editoria, scrivono di voi e ci fanno i soldi. Voi vi ammazzate e loro ci guadagnano. E chi se ne fotte, direte, noi non siamo come loro, non vogliamo soldi, non vogliamo potere. Lo so. Vi credo. Ma porca puttana, per una volta, volete capire che il vostro nemico non è quel coglione che vi trovate di fronte, ma il pezzo di merda che, sulla guerra che voi e il coglione state per ingaggiare, ci guadagna? Se volete davvero trovarvi un nemico, seguite i soldi. Dove ci sono loro ci sono gli stronzi. Ammèn.

‘O core ‘e Napuleeeeeeee.

Ora, io questa cosa qua la vado dicendo da anni. Ma tanto sono io che non capisco un cazzo, e che non riesco a vederci dietro l’ombra della camorra ‘e Napule.

A Certain Regard 3.

pacchiera.jpgE torna un altro lunedì, come cantavano gli immortali Pandemonium, e quindi vi beccate la diretta neorealista del grande Fratello 9, in collaboraz con la mitica Lupa de Noantri. Molte cose sono successe, ma io le ignoro tutte, in omaggio alla nostra politica di cronaca non cacante; per merito della Lupa di cui prima, sono però venuto a conoscenza del fatto che il Cane Carlino ha chiavato un bicchiere in faccia a Mimmo Dany e non l’ha colto. Di ciò mi rammarico, come mi spiace che il Dany pezzotto non la abbia schiaffiata fino a mestruarle le recchie. Ma calma, di questo e altro ancora parleremo stasera. Nel frattanto, vi informo che la foto di fianco ritrae il simpatico portamerda di una delle protagoniste delle precedenti edizioni del Gf. Ricchi premi a chi mi dice di chi è. A stasera.

A Certain Regard.

Stasera, in collaborazione con l’ottima Nannina, parte la cronaca in diretta del Grande Fratello. Si tratta di un tentativo diverso di cronaca: invece di fare lo spiritusiello, cercherò di guardare la trasmissione con un approccio scientifico, libero da preconcetti e pregiudizi. E’ questo il motivo per il quale, in questa settimana, mi sono astenuto dal guardare la striscia quotidiana e la diretta sul satellite: questo, e il fatto che la trasmissione fa veramente cacare. A stasera, più o meno le novemmezza.

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A froscioo.

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A me m’ha rovinato er rialiti.

20:26. Stiamo per cominciare, anche stasera in gemellaggio con la Nannina nazionale. La quale Nannina sta seguendo, oltre che X Factor, anche La fattoria. Sono sinceramente preoccupato per lei: meno male per le dosi da cavallo di Dexter che ingurgita per disintossicarsi. Continue reading ‘A me m’ha rovinato er rialiti.’

A pesce ‘a fora.

21:05. Prendiamo a prestito il titolo di una grande canzone di un Elvis per questo post (io currèo a te\tu currèi a me\stammo tutt’eddoie \a pesce ‘a fora).

21:10. A proposito di pesce da fuori, sul concorrente Paolo che è stato scopato fuori, dico due cosarelle preventive: che teneva o depilè sul pesce, e il tatuaggio tribbale sopra al culo. Suspect. Continue reading ‘A pesce ‘a fora.’

A qualcosa servono, ’sti negracci de mmerda.

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A uosemo mai ti sbagli.

Così, a uosemo, Gomorra (il film, eh) mi pare una gran cacata. Ma non lo dirò mai, giusto per non dare ragione a quelli che odiano Saviano per aver venduto tanto.

Accattatevillo!

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 Tra pochi giorni esce in libreria Carognate di Natale. Ora, io so che i miei lettori maschi in libreria ci vanno solo a vedere se possono rimorchiare fuorisede calabresi puzzolenti come provoloni, e le lettrici femmine, anche non calabresi, ci vanno solo per far sentire come puzzano di provolone, ma. Ma il libro è bello, visto che l’idea è di Luca Bertolotti, probabilmente la persona più buona e cara del mondo. Ci sono Minoggio, Bertolotti e De Pirro, Migneco e Amlo, Rebori, Calandi, Biani, Allegra, Giox, Maramotti, Mora. Battutacce e articoli di Carolina Cutolo aka Pornoromantica, Enzo Costa, Emma Metrillo, Amleto de Silva e Francesco Signor. La prefazione è di Massimo Bucchi, l’editore è Gremese. Dal venti novembre, per un pugno di euri. Poi vi faccio sapere per le presentaz in libreria.

Addio Elvis.

Prima o poi capita a tutti. Ragazzi, il Re è morto. Sparito, andato. Mai più draghi spaziali ne’ gallinielli, addio sburro, non più fidanzati maschio e maschio.

Adesso, Marziano ha preso il posto, la mattina si sveglia e va a faticare.

Sono cazzi, mica no.

Age e Scarpelli.

Pamela Tiffin: Come si chiama uno che, nell’intimità, mena alla moglie?

Nino Manfredi: Non so. Nervoso?

Aiccànn!

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Parte oggi la serie delle strip di Squillino, scritta da me e da Gianfranco e disegnata dall’accidioso Perrotto. In questa prima viene anche introdotto il Nubiano per eccellenza: Guido. Godete, bestiole.

All’ombra dei cipressi e dentro ai mazzi.

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 Stasera, col favore delle tenebre e in collaboration col famoso blog di Nannina, la riggina de Katawebb, doppia diretta del Grande Fratello e X Factor, tanto per mostrare al mondo le umane miserie. Resta inteso che la cronaca di questo blog seguirà la linea ormai nota come A certain regard, che significa praticamente che non so una mazza di quello che è successo dentro la casa. Però ho buttato un occhio a una cosa che si chiama Processo a X Factor, un pogamma overamente bello dove praticamente vince chi si veste e si comporta più da pirla di diggei Francesco, e la cosa bella è che vincono tutti, e ciò è molto bello. A sessuàr.

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Allarme sicurezza.

E’ che sono sicuro che qualsiasi cosa faccio esce qualcuno che m’adda caca’ ‘o cazz’.

Allegriaaaa!

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Vignetta di Gianfranco Marziano.

Alò alò America me senti.

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 Stasera cronacona del GF, in diretta e in contemporanea con Lupina, alla quale ho vilmente fottuto il titolo del post.

Amlo 4 Elvis.

unelvis.jpgE’ arrivato il momento per le truppe corazzate di disoccupeti organizzeti di far sentire la popa voce sul web che tanto amiamo. Qui trovate un’ intervista esclusiva al fotomodello e\o imprenditore e\o playboy Janfranco, che mette a nudo le magagne di una società troppo materialista per comprendere la poesia di un corpo così ben modellato come quello di un elvis. Andate dunque, votate copiosi Janfranco, poiché un voto a Janfranco è un voto per la vita, per l’amore e per i buoni sentimenti che piacciono tanto a noi giovani di ieri di oggi e domani.

Amo la radio perché arriva dalla gentaglia.

Non è per l’intervista al vs. eroo che dovete sintonizzarvi su Radio Street Messina e La trasmissione di Morelli (che quando farà un figlio probabilmente lo chiamerà il figlio di Morelli), ma per le chicche come gli interventi della sporcostar Roberta Gemma o i siparietti fissi del noto opinionista emozionale Janfranco. Alla grande, raga!

Anch’io a Sanremo!

Qui!

Anche noi mandanti morali.

Dopo l’aggressione a Berlusconi con un souvenir e quella al Papa con una vuttata, da veri fomentatori proponiamo le prossime armi per gli attentati ai personaggi pubblici:

La rascata in faccia (letale, soprattutto se preceduta dal caratteristico craokraaaaakkkr);  la mandata affanculo (o, nel caso la scorta se ne accorga, la mandata affammocca); il rutto (tremendo per lo spostamento d’aria e letale per vittime ottuagenarie); la loffa (o la rumorosa pereta, per creare il panico tra i bodyguard): lo heylà, attenti che vi sta cadendo in testa un brafoldo! (che non significa un cazzo, ma provoca il panico tra i gorilla della scorta che scappano a gambe levate travolgendo a morte la vittima).

Andate così che state andando bene.

Ah che bello. Uno col cappello di Napoleone e la voce di Apicella, al concerto del primo maggio sta stonando Shipbuilding di Costello. Certo, avere un copricesso in testa supplisce egregiamente alla voce di Costello e alla tromba di Chet Baker.

Aò, si tte piace moscio stasera te faccio morìììììì.

La Repubblica definisce, come al solito, proverbiali le battute di Andreotti, che notoriamente fanno schifo al cazzo. Un giorno qualcuno magari gli dirà che le sue battute sembrano scritte da Pino Insegno; il problema è che la gente, alle battute di Pino Insegno, ride.

Ari-rassegna stampa.

Speciale da Venezia: stanno tutti a cacare il cazzo a Michele Placido perché il suo film è distribuito da Berlusconi. Ovviamente, neanche una parola sul fatto che tutti gli intellettuali di punta che firmano l’appello di Repubblica (la gloriosa testata che ha appena dato per vivo Lucio Fulci, e mi sa che adesso per sapere se Bongiorno è morto davvero mi tocca farmi un giro a Milano, perché di loro mi fido come di un eritema), dicevo questi figherrimi intellettualerrimi sono tutti sotto contratto per Mondadori o Einaudi, di proprietà del Berlusconi suddetto. Morale: per essere nel mazzo di carte non è necessario essere di destra o di sinistra, tanto qua si è capito che il mazzo di carte uno è, ma è fondamentale tenere più pelo sul cuore che sulla fessa delle loro mamme.

Arieccolo.

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Il libro esce domani, e per un pugno di 15 euri potete farlo vostro, coronando così il sogno di una vita. Nel frattanto, anche Fanofunny partecipa allo scoppiettante battage pubblicitario, come non se ne vedevano dai tempi di Caporetto. Altre notizie seguiranno: nel tramente vi informo che la presentazione è fissata il 3 dicembre alle 18,30 presso la libreria Gremese in via Belsiana 22 a Roma. Zona Piazza di Spagna, così gli autori potranno scappare mischiandosi ai barboni che chiedono la carità in centro.

Attaccat’ ‘o cazz’.

Vediamo se ho capito bene. Un imprenditore che testimonia contro i clan casalesi chiede la scorta; non la ottiene e si becca diciotto revolverate. Ora, c’è chi dice (Saviano) che fosse il Salvo Lima campano, chi dice (i familiari, l’avvocato), Salvo Lima stucazz. Fatto sta che lui doveva testimoniare, nessuno lo ha protetto, e ora è morto. Con queste premesse, una giornalista del tg3 va a Casal di Principe a fare la sarcastica sul fatto che nessuno ha visto e sentito niente. Strano, eh?

Attentato e ha pure riuscito.

Attenzio’ pupulazio’!

In genere non segnalo un bel cazzo, ma questa è una cosa come si deve, quindi:

STAGE SULLA COMICITA’.

condotto da
ENRICO MONTESANO

Si tratta di una tre giorni tre per chiacchierare  di comicità e per recitare insieme a Montesano. Astenersi comici involontari (intellettuali vicini al PD, presidenti dell’Inter ecc). Qui trovate il modulo di partecipaz. Venite numerosi, che magari faccio un salto pure io e vi vengo a tirare i pomidori mentre recitate. Continue reading ‘Attenzio’ pupulazio’!’

Banco dieci milioni. BANCO!

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Sono passati più di dieci anni da quando, negli studi del Litruso, Marziano, complice una bottiglia di Ballantine, registrò Cossì. A cantare era il protagonista, vale a dire Mario Cerone, gran signore, viveur, poseur, flaneur e -quando è nella capitale- frequentatore del Luneur. Pochi come lui hanno colto lo spirito dei tempi, e a lui, come una volta, brindiamo. Cammeriere, sciampagn!

Bastava assumere una segretaria.

Praticamente, la goiosa macchina da guerra che ambisce a governare il Lazie si è scordata di presentare in tempo il fattapposta all’ufficio competente e mo’ stanno strillando come lontre strafocate ia’ però non si fa così e ià fateci partecipare ià se no siete uomini di merda ce lo dico a Napolitano uffa. Sto aspettando di vedere cosa combinerà questo ferrarino ben oliato una volta al potere: me li immagino nella stanza dei bottoni a cercare ago e filo. Per intanto, sono riusciti a superare perfino questi.

Brigate Celarde.

Le Brigate Comuniste minacciano Berlusconi tramite Il Riformista. Panico tra tutti e ventisei i lettori del prestigioso quotidiano.

Bye bye Ualters.

Ci mancherai. Per fortuna, a dar prova della tua bravura come leader, restano le tue scelte coraggiose. Chi altri avrebbe portato in parlamento la Madia e Colaninno?

C’è chi può.

Ora, è fantastico il dibattito nel PD mentre le tessere crescono e si negano; sono meravigliosi i candidati che sgomitano come zoccole intorno a nu muortacciso, e però. Mi sa che della vita hanno capito meno del tipo che stamattina al bar, mentre mi pigliavo il caffè, si è bevuto tre sambuche e fumato due malbore seduto al videopoker.

C’era una volta un nerd.

Non so quanti di voi si ricordano Mp, il supernerd. Giovanissimissimo, pazzo a uso pazzo, se ne uscì su Pippol con un capolavoro che si chiamava Salverò il mondo, che se questo fosse stato un paese normale se lo sarebbero litigato, e invece cazzi. Adesso lo trovate qua, ed èancora più pazzo e inquietante che mai. E’ fidanzato con Leslie Winkle e, udite udite, ha scritto qualcosa di nuovo: Continue reading ‘C’era una volta un nerd.’

Cacare sulla croce rossa.

Sempre meno gente compra, legge e crede ai giornali. E all’Unità cambiano direttore e fanno rotta verso lidi veltroniani. Sempre meno gente guarda la televisione e il PD ne fonda ben due.

Qualcosa vorrà dire. Comunque, con ’sti qua è veramente troppo facile, roba da Forattini.

Cacarsi il cazzo di lunedì.

21:10. Incredibile ma vero, il programma che fa da traino al GF fa anche più schifo.

21:15. Il GF arriva subito in ritardo, come i veri cafoni.

Continue reading ‘Cacarsi il cazzo di lunedì.’

Camera, passa lo scudo fiscale. Decisive assenze dell’opposizione.

Aho’ si vede che c’erano i saldi. Ma che, se po’ mette La Rinascente così vicina al Parlamento?

Capire la gente al volo.

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L’astuto Ualters ripensa spesso al Natale scorso, quando, nel ricevere da lui in dono una guantiera di struffoli di Scaturchio, ha pensato ma guarda quant’è simpatico questo Villari.

Casa PD.

Il dibattito interno al PD è appassionante quanto un vecchio in pantofole che scaracchia per strada. Però è molto meno importante.

Casa PD: the questions.

Premessa: questo articolo di Pirani su Repubblica:

Un solo dato: il tesseramento al Pd è stato quasi ovunque trascurato, tranne laddove le tradizioni di clientelismo e le possibilità di infiltrazione di ogni tipo sono più radicate. Così oggi gli iscritti nella provincia di Napoli sono ben 65.000 ed altri 7000 se ne annunciano per il 21 luglio. Quattro volte quelli di Roma, cinque volte quelli della Liguria, otto volte quelli di Milano. Prendendo in considerazione l’ intera Campania la previsione è di 90.000 tessere, il 20% dell’ intera platea nazionale.

Ora. Visto che ce la state menando coi candidati simpatici, quelli vecchi, quelli femmine (a ricchioni stavolta siamo scarsini), e partendo dall’articolo di Pirani, la domanda è una sola: mettersi scuorno, no?

Cazzo, ditelo prima.

Visto che ha vinto Bersani, Rutelli lascia il PD. Se lo diceva prima delle primarie a votare ci andavano in sessanta milioni.

Censura!

Ieri hanno spento Gad Lerner. Dovrò trovare un altro modo per sfracantarmi i coglioni il lunedì.

Che mi hai portato a fare ‘ncoppa ‘o tribbunale ca io te voglio bbeneeeeeeee.

Votta a finire questo mese di Agosto, mi accorgo ollovasadden che il prestigioso Repubblica è in lite con Berlusconi. E mi pare strano, poiché son pirla. Infatti, sui giornali del gruppo L’Espresso leggo regolarmente articoli di autori Mondadori ed Einaudi, di proprietà del suddetto Berlusconi: recensioni e interviste ad autori del gruppo Berlusconi; recensioni di programmi delle tv di Berlusconi realizzate da case di produzione del suddetto Berlusconi: tutte cose che fanno guadagnare un sacco di soldi al suddetto Berlusconi. Così, ora capisco perché Berlusconi porta Repubblica in tribunale: per leggerla e farsi due risate alle spalle di quelli che, mentre dicono che gli fanno la guerra, lo abboffano vieppiù di soldi.

Che quello in fin dei conti Otelma è Amleto scritto al contrario.

Fatti due conti, letti due articoli, vista un po’ di tv,  si può regionevolmente prevedere che il 2009 vedrà sempre più stronzi in giro tra giornali e tv. Mi fa piacere. Mi fa sempre piacere vedere che c’è gente che fa una fine peggiore della mia.

Che?

Potrei sbagliarmi, ma ieri, mentre guardavo La ragazza del lago (che ha abbondantemente surclassato perfino Un amore, del mitico Tavarelli), mi è sembrato di assistere alla seguente scena: il commissario (indovinate chi era) che interrogava un sospetto a proposito di certi cd, dicendo: Cosa voleva farne di quei dischi? CANCELLARLI?. Ora, io lo so che magari erano cd riscrivibili ecc. Però, che goduria. Che film! Che attori! Che! Che!

Chi vuoi eliminare?

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21:17. Sciacallo anch’io. Lasciatemi dedicare questo direttone all’anima dei meglio mortacci loro, senza specificare, così ognuno si può far rodere il culo a plaisir. Continue reading ‘Chi vuoi eliminare?’

Ci sarà un motivo

se facendo zapping fra l’assemblea del PD alla fiera di Roma e la conferenza stampa di Sanremo dopo due minuti non distingui più chi è chi. Anzi no, quando senti un abbozzo di discorso sensato ti accorgi che stanno parlando di Iva Zanicchi.

Ci si vede stasera.

 in diretta con Nannina.

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Ciai un savianello attaccato.

Cappotto di legno prima delle botte in petto / Cappotto di legno prima delle botte in petto
“è nu pagliacc,è nu buffon,pcchè a 167 è a chiù zon fetent,so gent i fognatur,a Casal stann i buon…Vulev sentì a stu Robett Savian,pchhè Robett Savian è nu pagliacc…è nu buffon…I camurrist sono loro…”

Oh dunque. Questi sono i versi di Cappotto di legno, che gli spettatori di Amlozero sanno essere l’eccellente rap del prodigioso Lucariello in onore di Saviano. Fossi stato in lui, mi sarei consumato i coglioni a forza di grattarmeli, invece la ascoltava compunto. Ora, qualcuno dei savianelli mi spiega perché questa canzone è bella e la cretinissima foto di Saviano all’obitorio su Max invece è una speculazione cinica? Non sarebbe il caso di darci delle regole? Tipo che solo i negri si possono dare del negro, solo gli ebrei possono raccontare le barzellette sui rabbini avari, e solo i savianelli doc possono parlare di Saviano? E, nel caso, come si fa a diventare un savianello? Basta penzolare?

Come il puorco: puzza di merda.

Ormai il PD è la mia stele di Rosetta per leggere le cose del mondo. Mi è venuto in mente guardando Cristiano “Celardo” Ronaldo. Bello, giovane, ricchissimo, e va a finire che si ammocca con una che pesa sette chili e sta su emule mentre lo piglia -male- dappertutto. Come quelli che vogliono fare la gente di sinistra e poi vanno a votare il partito di Rutelli.

Comunisti ricchioni #10.

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Comunisti ricchioni #11.

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Comunisti ricchioni #12.

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Comunisti ricchioni #13.

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Comunisti ricchioni #14.

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Comunisti ricchioni #15.

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Comunisti ricchioni #2.

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Comunisti ricchioni #3.

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Comunisti ricchioni #4.

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Comunisti ricchioni #5.

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Comunisti ricchioni #6.

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Comunisti ricchioni #7.

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Comunisti ricchioni #8.

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Comunisti ricchioni #9.

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Comunisti ricchioni.

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Comunque vada sarà una cacata.

21:15. Non vedo l’ora che si faccia una certa così mi vado a vedere I trasgressori di Walter Hill. Il bello, infatti, è che molto probabilmente mi sarò scassato la minchia molto prima della proclamaz del vincitore. Per quello, ci sarà la puntualerrima Nannina, che saluto con un gande abbaccio. Continue reading ‘Comunque vada sarà una cacata.’

Coooore de sta cittàààààààààààààààààààà.

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Cos’è il genio?

E’ Gianfranco che,  parlando dei palazzi di Salierne, li ha definiti architettura tardo-battipagliese.

Cose che la gente tende a dimenticare.

Se uno stronzo ti chiama e ti dice bravo, molto probabilmente sei diventato stronzo pure tu.

Così non sentite la mancanza

Dare a Silvio quel che gli negano.

Ci pensavo proprio oggi che l’autorevole quotidiano La Repubblica mette su un pezzo di circa seicento milioni di parole di Nicolai Lilin, definito grande scrittore. E poi Ammaniti. E Saviano, e la Littizzetto, la Mazzantini, e Lucarelli, e De Cataldo, che sono, delle mezze pippe? Mi sa che cazzi non ce ne sono: se non sono delle mezze pippe tutti quanti, allora diciamo la verità completa.

Che Silvio Berlusconi è un grande editore.

Del dove sei stato che fine hai fatto e del che te ne fotte a te.

Cinema. Come sapete, c’è stato Cannès: quanto me ne fotte a me è davvero vergognoso. In compenso ho visto un bel film, che parla di lavoro non contrattualizzato e di un sindacalista che è costretto ad introdursi quasi clandestinamente in questo posto, prende contatto con una, organizza un mezzo sindacato, denuncia la situazione e finisce per fare più male che bene. In mezzo alla storia c’è pure una che fa la puttana. Dice che cazzo, ti vedi i vecchi film di Ken Loach? No, è l’ultimo di Virzì.

Televisione. Sky si mette a fare concorrenza alla Rai a a Mediaset col varietà, secondo la massima aurea che dice che gli abbonati alla paytv dovrebbero pagare caro per guardare cose che gratis non guardavano e che per questo si sono fatti l’abbonamento alla paytv. Come uno che va a puttane per non andare con la moglie e da domani comincia a pagare per andare con la moglie. Bòn.

Libri. C’è stata la Fiera del libro di Torino. Molta gente ha mangiato salatini e bevuto prosecchini. Qualcuno ha pure chiavato. Nessun animale è stato maltrattato, nonostante molti abbiano pubblicato con case editrici di un scerto livello.

Politica. Il compagno Franceschini ha candidato un sacco di bella gente. Ora, io a quelli di Roma non li conosco, ma a parecchi candidati delle parti mie sì, e vi posso garantire che la camorra ‘e Napule con loro non ci ha proprio niente a che fare, anche perché si mette paura che gli fottono la macchina.

Dieci domande per te, o Serracchiani.

Siccome che pare che sia lei a dover salvare la sinistra italiana, il potentissimo gruppo editoriale che manipola questo blog le pone le seguenti dieci domande:

1. Come fai a stare nello stesso partito di Rutelli?

2. Come fai a stare nello stesso partito di Binetti?

3. Come fai a stare nello stesso partito di Gentiloni?

4. Come fai a stare nello stesso partito di Bassolino?

5. Come fai a stare nello stesso partito di R.R. Iervolino?

6. Come fai a stare nello stesso partito di Del Turco?

7. Come fai a stare nello stesso partito di Giuliano Amato?

8. Come fai a stare nello stesso partito di Renzi?

9. Come fai a stare nello stesso partito di Minniti?

10. No, davvero, come cazzo fai?

Digest.

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Diggei Amlo, the payback.

Sono molto tentato di accettare l’invito di questo signore qua. Non mi dispiacerebbe un bel diggei set very bucchiniell; sappiate però che nel caso malaugurato decidessi per il sì, il pezzo d’apertura sarebbe questo. Immaginatevi cosa succedeva quando lo mettevamo al Bacchanalia, con i pirla babbei che chiedevano che lingua è?, e poi si mettevano a cantarla in inglese. Potenza di Vener e cheschì, pota.

Dite che no.

Un uomo che non è disposto a morire per le sue idee ha capito che c’è già un intellettuale di sinistra pronto a fregargliele.

Domani smetto. Anzi oggi, va’.

Lo so, mi ero preso l’impegno di segnalarvi come Repubblica  e Berlusconi si abboffino di reciproci pompini, ma. Prima di tutto, mi scasso il cazzo. Poi è troppo deprimente (solo oggi Mondadori compra spazi pubblicitari per gli Oscar, Panorama e Sorrisi e canzoni), e la cosa ancora più deprimente è che di questa cosa pare che non ne scriva nessuno. Quindi, chi se ne fotte, addio rubrica. Tanto ’sti qua sulle cose veramente importanti per loro, cioè i soldi, vanno d’amore e d’accordo. Fingono di appiccicarsi soltanto per quelle che per loro sono cazzate di nessuna importanza: le questioni di principio.

Per questo, come direbbe Totò, sono solo dei principianti.

E che sarà mai.

Scalcia, urla, protesta, sputa, ricorre, sacramenta, latra, mena la servitù, sbraita, piagnucola, strepita, frigna, minaccia, geme, mugola, recrimina, intimidisce, insulta, intimorisce, accusa, reclama, sbatte i piedi, trattiene il fiato fino a diventare blu, impreca, oltraggia, fa la vittima, caca il cazzo a uso pittima, inveisce, guaisce, oltraggia, schernisce, denigra, irride, insolentisce, vitupera.

Cazzo, l’ha presa meglio del previsto.

E come potevamo noi cantare (ovvero di poesia e di morale congiunte).

E’ notte, ai piani alti della potente casa editrice. La stanza, nonostante i divieti, è fumosa, i volti sono tesi e preoccupati. Il grande capo, a un certo punto, sbotta: insomma signori. qui sono in giuoco i destini letterari della nazione! Urge trovare un testo atto alla bisogna, qualcosa che rivoluzioni il mondo della cultura come solo noi sappiamo fare! Silenzio imbarazzato, finché, timido, s’alza un anziano redattore prossimo alla pensione. Lei chi sarebbe, con quella mano alzata? Continue reading ‘E come potevamo noi cantare (ovvero di poesia e di morale congiunte).’

E io tifo Napoli, eh.

Quello che davvero non capisco è perchè, in un paese in cui i giornali scrivono un altro con l’apostrofo, il ministro della cultura dice distingui, il presidente del consiglio dice Romolo e Remolo, quell’altro non si accorge che la gente gli paga la casa di nascosto, la figura del ciuccio bestia in tv la debba fare giusto Francesco Totti.

E Marco Biagi lo sa.

Il segreto per avere una scorta è uguale a quello per chiavare: non chiederla mai.

E pure tiene raggione.

Questa settimana, l’autorevole Repubblica ha dedicato due paginoni a recensire i nuovi libri di Cormack Mc Carthy (Einaudi, di proprietà di Silvio Berlusconi) e di Niccolò Ammaniti (Mondadori, di proprietà di Silvio Berlusconi). Avrà ragione il povero Berlusconi quando invita a non pagare la pubblicità su Repubblica? Che cazzo la paga a fare, una cosa che comunque gli danno aggratis?

E’ morto un Paul Newman

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Che poi se uno si deve ridurre a questa maniera, è meglio che muore.

E’ tornato.

Ma secondo me si caca il cazzo presto.

Ecque quà.

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Et de hoc satis.

Stasera finisce questo sperpetuo del Gf. Due previsioni ve le faccio ora: saremo in contemporanea con l’illustre contemporanea, e di sicuro vincerà un analfabeta. A stasera.

Exit.

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Fac(ecazz)book.

Che Gianfranco si cachi il cazzo spesso e volentieri non è una novità. Però ha ragione lui.

Facce ride e facce ‘e cazz’.

21:13. La Marcuzzi entra in scena vestita Pirelli, nel senso dei copertoni, e fa un lungo riassunto di ciò che verrà, riuscendo a scassarci il cazzo in anteprima.

21:18. Lea è in studio, e la Marcuzzi dice che non sa come definirla. Ma chiamala vecchio cesso e levati il pensiero.

21:22.Non so come si chiami in gergo tecnico, ma Lea ha la pappagorgia sul collo: nei puorci si chiama vuccularo.

Continue reading ‘Facce ride e facce ‘e cazz’.’

Facciamoci del male.

20081119-carognate.gifCi siamo. La presentazione di Carognate di Natale è per oggi alle ore 18,30 in via Belsiana 22. Libreria Gremese, Roma. Saranno presenti una mappata di autori; oltre a quelli di stanza nella capitale, ci saranno: da Torino l’avvenente Francesco Signor; da Milano è confermata la volubile Sara Migneco; in forse, per farsi desiderare dalle groupies, il fanaticissimo Michele De Pirro. Naturalmente, è un mese che, quando ci si sente al telefono, ci si dice ah poi dobbiamo parlare, ci dobbiamo organizzare per fare qualcosa di divertente per la presentaziòn e poi invece non ci siamo organizzati manco per l’anticamera del sasiccio. Quindi è molto probabile che qualcuno di noi venga colto da attacchi di panico, qualcuno si cachi seriamente il cazzo e qualcun altro, con la scusa che io sono solo un disegnatore, vedete di non rompere il cazzo giusto a me, si dia. Finirà come al solito, che chi tira la paglia più corta gli tocca di fare il mastro di festa con gli altri che lo sfottono, gli toccano il culo e lo sputano per fargli fare una figura di niente davanti a tutti e poi dirgli ma se non sei capace a parlare in pubblico statti a casa tua. Probabilmente ci esibiremo anche in vignette in diretta, e questo tanto per darvi un altro motivo per non venire. Basta che vi comprate il libro.

Facciamoci del male.

Mi ero completamente dimenticato del blog. Succede. Però stasera si torna in pista, a commentare susamen il Grande Fratello, del quale da una settimana a questa parte non so veramòn un cazzo, anche perché, ci crediate o no, in questi giorni ho visto qualcosa di molto peggio di tutti i Gf messi insieme. Consoliamoci con le avventure della mia compagna di diretta. Se vedemio dopo.

Fammi nu bello mundfick.

Io ci credo fermamente a quello che ha detto Emilio Fede, e cioè che in gioventù andava a ballare il liscio (si sa, Casoria è sempre stata piena di balere di lissio); ma soprattutto è tenerissimo il fatto che la chiamasse yoyò. Che, a Casoria, significa quello che a Leeds si chiama blowjob, a Parigi turlutte, a Berlino mundfick e a Barcellona, simpaticamente, chupada.

Fatece ride.

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Cliccando sul tenero annuncio andate alla pagina de L’Espresso con il testo che i compagnoni di Lisbona non hanno voluto pubblicare tra battaglie, litigate e serate portoghesi. Quanto sono teneri.

Fenomenologia del nubiano, 2.

squlillina.jpgAlcuni chiarimenti sul nubiano. Esso non è in alcun modo il cavalier servente della squillina. Ne è, per oscuri motivi (che solo lui, la stella del mattino, potrebbe spiegare, se volesse), lo schiavo. Il nubiano non aspira a nulla, sa che non potrà mai ottenere mancocazz dalla sua squillina, eppure continua imperterrito ad accompagnarla in giro, ad andare a prendere con la macchina amici, amiche, fidanzati occasionali e portarli in giro per la provincia di Napule in cerca di pub, pizzerie, tarallari e forni che fanno i cornetti con la nutella toppabbelli alle quattro di mattina. Continue reading ‘Fenomenologia del nubiano, 2.’

Fenomenologia del nubiano: definizione e prima legge.

popoDicesi nubiano l’accompagnatore della squillina. Dicesi squillina una femmina giovane e debosciatissima. Caratteristiche principali della squillina sono, appunto, la deboscia estrema (anche e soprattutto nei riguardi del sesso) e la propensione, sempre estrema, a combinare guai, soprattutto al suddetto nubiano. Il termine squillina deriva dall’insana abitudine a farti il cosiddetto squillino sul cellulare, che può significare di tutto, da ti penso tanto a sei veramente popo ‘o cess a uaaaaa ‘o mostr’ o, in alternativa, uaaaa pariantissimo. Il termine nubiano, invece, deriva da una frase che Peter Ustinov, nei panni del mercante di schiavi, dice a Laurence Olivier che interpreta Crasso; in senso lato significa schiavo (e, in effetti, il nubiano è lo schiavo naturale della squillina), ma, a differenza dello schiavo d’amore o del cicisbeo, esso sa di non avere la più pallida possibilità di fidanzarsi con la sua padrona, e nemmeno di farci bella figura del campatore. Continue reading ‘Fenomenologia del nubiano: definizione e prima legge.’

Fenomenologia di Lando Buzzanca.

lando.JPGSe c’è una cosa che non sopporto di Lando Buzzanca, è proprio una di numero, e cioè la pippa che attacca ogni tanto col fatto che lui sarebbe stato discriminato nel suo lavoro perché di destra. Questa cosa mi fa incazzare veramente, perché, per noi fan, è un suo modo di sminuire la sua carriera e i registi coi quali ha lavorato e i film che ha fatto. Cioè, stiamo parlando di uno che riuscito, tra gli altri, a lavorare con De Sica, Pietrangeli, Festa Campanile, Germi, Fulci, Steno, Corbucci, Zampa, Vicario, Salce, Capitani, Lattuada, Petri, senza diventare un cazzone gonfiato. Che Buzzanca sia di destra, a guardare i suoi film, te lo deve dire lui in persona, e ci deve anche aggiungere due caffé; ci vuole veramente l’occhio di uno stronzo o di frequentatore di cineclub per non appassionarsi al suo sindacalista ingenuo che urla Di Vittorio in Vittorio mentre tutti, intorno a lui, glielo mettono in culo; o al suo servo ne Il Domestico, un altro che lo prende in culo da Badoglio fino allo sbarco sulla luna. Oppure al povero maschio de La schiava io ce l’ho e tu no, che non è né castrato né castrante, ma solo uno che ha capito subito che le femministe scassacazzi avrebbero partorito delle veline scassacazzi. E non so quanti attori de sinistra sabbero mai stati capaci di ballare un tango con Franco Nebbia mentre indossa mutande capriccio cubano, oppure di litigare, sempre ballando, con Delia Scala. Quanti altri attori avrebbero sopportato di diventare con classe protagonisti di fumetti spuorchi (Lando o Il Montatore), e nel frattempo recitare sprazzi di democristianità spudorata ne L’arbitro o All’onorevole piacciono le donne? Caro Buzzanca, Lei ha spalle larghe e coglioni grossi: non ha avuto bisogno degli intellettualini allora, saprà resistere alla marea di ipocrisia che prima o poi investirà anche Lei. Perché è matematico che prima o poi scrittorucoli e gentarella cercheranno di appropriarsi della sua carriera, di dire che loro l’avevano detto. Lei dirà mi vien da ridere, al massimo, perché, tra l’altro, è anche un gran signore.

Nel frattempo, non avrà mancato di notare l’omaggio che le fa Verdone nel suo Italians, vero? Quando viene malmenato da una prostituta; sono sicuro che attore, regista e sceneggiatori avevano in mente questo.

Festa Pascale.

Ogni tanto trasgredisco alla regola di lasciarvi nelle vostre ignoranze; stavolta per segnalarvi questo libro di Antonio Pascale, Scienza e sentimento. Il libro è veramente bello, e anche se in molte cose non sono d’accordo con quello che scrive, quando leggi un saggio di Pascale (come questo, che spiega della camorra molte più cose di Gomorra senza parlare mai della camorra, e che meritava di venderne tre, di milioni di copie) ti rendi conto che ti trovi di fronte a uno che il cervello lo tiene e lo usa pure. Quindi, quando vi trovate da Feltrinelli per comparvi il cd di xfactor fate i bucchinielli e compratevi il libro. Poi potete sempre dire che il libro è per voi e il cd per un vostro cugino andicappato e sordo.

Fetuffatevi nel vortice.

Comunicato n°1 per i lettori del blog che stanno di casa a Salierno: mettiamo che sabato sera la fidanzata vi fa dove mi porti a spassare stasera, paghi tu e guarda che se non mi fai spassare poi ti abboffo i coglioni a sangue, voi pigliate e la portate al Moro. Lei vi dirà ma tu sì pàzz io voglio manciare l’aracosta poi a abballare sui tavoli! Voi fate finta che non capite e diteci con noscialans ma guarda che suonano i dairstreits e lei che è cretina dice u che bell i dairstreits e ci viene. Però scordatevi di dirci che ci suona Fetuffo, eh.

Ps. a chi di dovere: qua sta il video di Leoncino.

Fight to lose tricks #2.

3. AL CONGRESSO! Seguite i poster luminosi di Topo Gigio, Anastasi, Ratman, i Fantastici Quattro e Claudio Bisio. Se ne vedete uno di Berlinguer, tornate subito indietro: avete sbagliato Congresso. Girate a destra, doppio salto (premete A, Z, F3) per evitare gli zingari che vi chiedono i soldi (premendo ripetutamente F5, però, potete essere voi a spillargli cinque euri), ed entrate finalmente al congresso. Salutate tutti per nome ed appoggiate tutte le mozioni. Tenendo premuto *, giratevi intorno e scoprite qual’è il candidato che vincerà. Premete °§ e accodatevi subito, sempre correndo in circolo senza fermarvi sennò vi fottono il portafogli.  Sotto il palco troverete un DVD di Woody Allen: raccoglietelo in corsa e con quello colpite i candidati sconfitti. Non lasciate che vi tocchino col pass se no vi crescono i baffi come a Polito e va a finire che morite vergini. Fatto questo, avete vinto il Congresso, complimenti!

4. LE SANTE ALLEANZE. Uscite e scoprirete che i vostri avversari si stanno fottendo una smart per precedervi nella corsa alle alleanze. Premete due volte B9, buttatevi a terra, dite che vi ha minacciato la camorra ‘e Napule e fatevi assegnare una scorta. Mettetevi in macchina e ordinate alla scorta di scapezzare in corsa la smart. Fermatevi alla sede di Sinistra e Libertà. Qui dovete saltare sul telone della roulotte del porchettaro: ad ogni zompo il partito alleato cambierà nome: prima Sinistra eccola qua, poi Cesira e Alì Babbà, poi Che brutto tempo che fa. A questo punto doppio salto, si accenderà l’insegna Che mazzo quella là e la porta della sezione si aprirà. Intrufolatevi e offrite due assessorati che non contano un cazzo, tre pacchi di pasta di Gragnano e due Mabboro del tabacchino.  Il primo alleato è vostro, complimenti!

Continua.

Figurine di merda.

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Fiscions.

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Fubbi come voppi.

L’editoria è in crisi? I libri non si vendono nonostante ormai si recensiscano endosiasticamende anche le tastiere QWERTY, purché candidate al Grinzene? Nessuna paura. Stampiamo il primo capitolo dei nostri capovalori e mettiamolo all’interno dei rotocalchi, così che i lettori possano averne un gustoso assaggio. L’effetto è lo stesso di uno che esca per la prima volta con una tipa e si metta a scorreggiare a tavola e contemporaneamente a sputare a terra e bestemmiare S. Anna in tre dialetti diversi. Non sempre conviene farti vedere per quello che sei, se vuoi ottenere qualcosa da qualcuno.

G point.

In pieno svolgimento a Londra il G20, noto anche come il G20 dei record perché nessuno dei capi di stato presenti aveva capito un cazzo della crisi che stava arrivando e non ha la più pallida idea di cosa cazzo fare adesso che è arrivata.

Gadjo dilo.

zingariamlo.jpgUno dei miei soprannomi, gentilmente fornitomi dall’ottimo Carminage (chi ha letto Tropico del capicollo sa chi è, chi non l’ha letto cazzi suoi), è il zingaro; me lo merito, anche perché, come dire, con i zingari ho avuto a che fare, col nome di Amaleto Ciohanò. Potrei star qui a dirvi perché rom e romeni non sono la stessa cosa; potrei spiegarvi dettagliatamente le infami cazzate che i giornali hanno scritto, forti del fatto che i loro lettori sono più ciucci e bestie di loro. Potrei, ma mi caco il cazzo. Solo due cose vi dico, invece: numero a), che i zingari che conosco io hanno avuto accesso diretto al mio portafoglio e non mi hanno mai fottuto (cosa che invece hanno fatto, ripetutamente amici e consulenti vari) e, numero b), che non è un caso che nei resti dei campi appena bruciati ed evacuati i cittadini ‘e Napule (preoccupati per la sicurezza) siano andati a rubare. Mettendosi così, come si dice, ‘acoppa ‘e zingari.

Generatore dei saggi detti di Bersani.

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20. Tremonti può ben dire ciò che vuole, ma il baruffo dovrà ben travasare il debito pubblico: almeno al bar, eh.

Genesèpà.

Non mi sono mai spiegato perché, ma provo una grande simpatia umana verso Adinolfi; davvero, non lo so perché. Forse perché non ha paura a dire di essere sempre stato democristiano ( a differenza dei vari figiciotti che si sono convinti, con gli anni, di aver fatto la rivoluzione, quando al massimo si son fatti due pugnette). Non lo so, ma trovo anche divertente ricordare, il giorno dopo il disegno di legge sulle intercettazioni, questa sua profetica frase:

Angelino Alfano oggi è il Guardasigilli della Repubblica italiana e fatevi dire da chi un po’ lo conosce che sarà un grande ministro di Grazia e Giustizia.

Ovviamente, il fatto che Adinolfi sia membro dell’Assemblea Nazionale del PD spiega molte cose.

Giaaassz

Quando ero giovine, la persona più temibile che potevi incontrare era l’appassionato di gezz, che lui, siccome che era appassionato di gezz, diceva giaassz. Dotato di cultura enciclopedica, chiacchierare di musica con lui era insieme un tormento e un godimento; stavi ore e ore a ripassare date e formazioni. Oddio, ma McCoy Tyner in Olè c’era o no? E Kind of Blue, è stato registrato dove? Per cui ripassavi, che se l’avessi fatto a scuola ti facevano preside. Dice, ma perché lo facevi? Perché da casa dell’appassionato uscivi con una lista di consigli, cassette e ammonimenti che facevano sì che in poco tempo tu fossi in grado di distinguere Bird da Pupo. Insomma, un po’, alla fine, ne capivi pure tu. Tutta sta manfrina per dire che Repubblica, che ormai sta al giornalismo come Ezio Greggio alla comicità, sta lanciando, con grande autorevolezza, un disco. Un disco jazz. Di Fiorello. Aspetto con ansia il lancio di Paola Perego nella filosofia teoretica.

Gnegnegnegnegne.

Assafa’. E’ uscito un disco meraviglioso e io, fedele alla mia nuova linea, non vi dico di che disco sto parlando. Tanto chi lo doveva sapere già lo sa, chi non lo sa se ne torna da Intimissimi a sentire la radio.

Go-ver-no merd-da! Go-ver-no merd-da!

Ah che bello, tutti in piazza sotto allla Rai. Tutti contro la censura. C’è pure il Popolo Viola, forti quelli aho’. Go-ver-no merd-da! Go-ver-no merd-da! La censura fa schifo! Non censurate. Ah quindi erano lì per far tornare Luttazzi in Tv. Ah no? Ah no? Ammazza, avevo capito tutta un’altra cosa, io.

Goodnews.

Recentemente, spulciando in rete, ho sgamato che una persona abbastanza in vista, che passa per uno stinco di santo, molto probabilmente è un furfantello. Ho letto, pesato, analizzato e sono arrivato a una mia conclusione, che non sto qui a dirvi. Il fatto è che ci sono riuscito ignorando i media tradizionali, anzi tappandomi le orecchie e urlando lalalallalalalalalala. Questo, pochi giorni fa: poi ho letto ciò, e tutto è stato chiaro. Si tratta, per chi non ha voglia di leggere l’articolo, della famosa legge antiblogger, che continua il suo iter. Ora, che la maggioranza dei blogger italiani sia una mappata di buffoni leccaculo è cosa nota: ma allora perché cercare di bloccare i blog? C’è una sola risposta, e cioè che quell’uno per cento che non aspira a una rubrica su Vanity Fair stia rompendo i coglioni. Stia effettivamente riuscendo a fornire quella dose di pensiero laterale che vedono come fumo negli occhi. E questa, orsù, è una bella notizia, bella bella bella. Le cose significano, e io resto ancora convinto che se questa gente coopta alcuni e cerca di bloccare altri, il motivo è che alcuni sono servi dentro, e altri no. Per quanto mi riguarda, a breve sostuituisco gli adsense di Google con banner del tipo La pescia di mammeta e Lo sapevi che papà tuo era ricchione?, poi vediamo se  mr. Franco Ricardo Levi trova pace.

Grande Fratello e Grandissime Zoccole.

21:07. Su Sky show la camera inquadra un letto e due piedi; già è meglio della Marcuzzi.

21:10. Su Canale 5 c’è uno con uno sturalavandini in testa. Qualcuno mi sa dire esattamente che ruolo ricopre nel governo?

21:20. Nel frattanto, da Lerner ci si scassa il cazzo.

21:21. La giornalista di La7 dice che alla notizia della morte di Eluana ci sono state delle urla al Senato. Delle urla. Come quando il cane carlino litiga con Mimmo Dany.

21:25. Nell’attesa, pubblicità. AldoGiovanniEGiacomo riescono nell’impresa titanica di far ridere meno della pubblicità del Grand Soleil.

21:28. La Marcuzzi si stringe anche virtualmente alla famiglia Englaro: non l’aiuta esere vestita come Buffon. Continue reading ‘Grande Fratello e Grandissime Zoccole.’

Grande fratello, grandi coglioni.

A stasera?

Grande Fratello, la cronaca vera.

21:14. Il Grande Fratello non è ancora iniziato e io già mi sono cacato il cazzo.

21:17. La Marcuzzi si è messa una tuta fremen.

21:18. Pare che la hostess dovrà scegliere fra fare figure di merda a 12.000 metri di altezza o rasoterra.

21:19. Federica ‘o cane carlino si è fatta le codine; entro mezzanotte qualcuno dovrà portarla in giardino a cacare e pisciare.

21:43. Mentre Nannina ci fa notare l’anglofonia del cane carlino, la regia inquadra un relitto umano: e non è Nicola. Continue reading ‘Grande Fratello, la cronaca vera.’

Grazie siniore grazie.

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Grinzane reality.

Stasera grande diretta in contemporanea con Ella. Si parlerà di attualità? Si parlerà di chi si chiava a chi? E soprattutto, i ns. concorrenti riusciranno a rendersi più ridicoli dei partecipanti ai vari premi Grinzane?

Guidoooo!

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I do i do zikitiling bam bum i do. I do.

Il succo è questo: gli editori, porelli, non ce la fanno più. Si puzzano dalla santissima famma, e la colpa di chi è? Dell’internet! Per cui nel sottolineare che in Germania si è seguita una strada analoga con la creazione di una «tassa sul computer»,  la Fieg non immagina una misura di questo tipo ma piuttosto «un prelievo di entità modesta, dal costo di un caffè al mese o giù di lì, per realizzare una dote di risorse che possa essere d’aiuto in questo frangente». In italiano, vorrebbero i soldi da noi, che ne abbiamo a strafottere. E già, perché noi leggiamo i loro giornali a sbafo e magari l’utente si va a cercare l’articolo invece che sul sito della testata su un motore di ricerca, così anche la pubblicità online raccolta dagli editori corre dei rischi. Continue reading ‘I do i do zikitiling bam bum i do. I do.’

I figli so’ piezz’ ‘e coooooooreeeeeeeee.

I rom li rapiscono. I comunisti se li mangiano. I genitori se li chiavano.

Indovinello: quale di questi tre casi è l’unico vero? 

I nostri e i loro.

Quando ero giovane, Aldo Moro non mi stava per niente simpatico. Era un democristiano come gli altri ( e ce n’erano di fantastici, a quei tempi: Fanfani, Donat-Cattin, il mitico Misasi), con una marcia in più: quando parlava, per quanto ti sforzassi, non riuscivi mai, e dico mai, a capire un beneamato cazzo. Certo, c’era la vulgata che fosse una specie di genio; noi giovani ultrasinistrati ci eravamo fatta la nostra idea, cioè che fosse un genio sì, ma in qualche materia a noi oscura, come la fisica nucleare o l’ippica azteca. Questo, sempre perché quando parlava lui non si capiva un cazzo, però poi ti trovavi Andreotti ministro. Ed è forse per il suo essere così simpaticamente democristiano che non lo consideravamo uno dei nostri, ma un avversario. Quando lo hanno ucciso ho pensato subito ad Alberto Sordi nella Grande guerra (Che, s’ammazza la gente così?) e insomma, io lo penso ancora, che non s’ammazza la gente così, e che, in generale, non s’ammazza la gente. Quindi, ricordando  quando dicevamo di lui, ma questo quando parla non si capisce un cazzo di niente, mi viene pure una puntina di vergogna, ma insomma, l’hanno ammazzato, un po’ di rispetto, che cavolo. E questo ho pensato oggi, quando ho visto un manifesto commemorativo con la sua faccia e ho pensato toh Casini si è ricordato, però pure questi cianno un cuore, non credevo. E invece.

E invece il manifesto era del PD.

Ora, condannare il suo assassinio (e magari anche quello dei poveracci morti con lui) mi trova d’accordo. Perfino Almirante andò a rendere omaggio alla salma di Berlinguer. Al limite, anche andare in chiesa, per chi ci crede (e non ha figli piccoli), può trovarmi consenziente. Solo che io penso, e certamente mi sbaglio, che a rendere omaggi esagerati ai morti degli altri, beh, è così che i nostri morti, alla fine, diventano i mortacci nostri.

I ricchi sì che sanno vivere.

Ma dico io: convegno dei giovani industriali. Auto blu, rolex, abiti firmati. Miliardi di euri stipati in una sala. Però, sul palco, quaranta gradi, umidità al novanta per cento. Morale: al piccoletto gli è preso lo sturbo. Un condizionatore cinese da duecento euri, no? E al rinfresco che vi siete mangiati, caviale beluga su pane scaduto e champagne a temperatura brorepullast?

I want to believe.

Ma come sapevano che l’appartamento dei trans era in via Gradoli? Magari nel solito modo: l’avranno detto a Prodi durante una seduta spiritica.

I’m Amlo the sailor man.

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Sia chiaro alle genti: domani tatuaggione old style.

Iamme belle cumpa’, iamme a Napule a fa’ ‘a rivoluzio’ ue’ ue’ ue’ tarante’.

Bello ieri sera da Santoro. Bello bello bello. Bello Morgan, tirato a lucido come piace a Giovanardi, bello Venditti appena sceso da un palco con Alemanno. E quando Monicelli ha detto che ci vorrebbe una bella rivoluzione, tutti endosiasti! Iamme belle cumpa’, iamme a Napule a fa’ ‘a rivoluzio’ ue’ ue’ ue’ tarante’. Facciamo così: io sono troppo vecchio e bolso, e poi ho già dato. Fatela voi la rivoluzione, e poi mi fate sapere. Ah, una cosa. Portatevi l’iphone, che non si può fare una bella rivoluzione senza controllare quanti accessi fate.

Il bello dell’astuto Ualters.

E’ che quando parla non solo hai la consapevolezza di essere migliore di lui, ma anche di tutti i cazzoni che l’hanno votato.

Il dibattito no!

Il fatto che Marrazzo si sia dimesso è un’autentica sciagura. Adesso ci toccheranno mesi di coglioni a fungetielli sulle primarie del PD per le candidature alla Regione.

PS. No, davvero, candidate la Melandri, pigliatevi ’sti trentadue voti e non se ne parli più.

Il giorno che il PD fece la rivoluzione (raccontino morale).

Io c’ero, il giorno che il Partito Democratico fece la rivoluzione. Berlusconi era a puttane, La Russa al Gilda e nessuno si accorse di niente. Nessuno seppe mai come, ma il PD fece la rivoluzione. Cori, feste, cortei, Giovanna Melandri che ballava. Le bandiere rosse sparirono immediatamente: troppo di parte. Siamo rivoluzionari, dissero i nuovi padroni, non comunisti del cazzo. Continue reading ‘Il giorno che il PD fece la rivoluzione (raccontino morale).’

Il Grande Ballarò.

Bòn. Vedo che avete apprezzato la diretta del Grande Fratello, dunque, lunedì sera, si replica. E’ anche possibile che tenti di ripetere l’operazione con altri programmi. Pensavo a Ballarò, ma lì il rischio di pigliare suonno è addirittura superiore a quello di cacarmi il cazzo. Fatemi sapere che ne pensate, tanto poi faccio come mi girano a me.

Il paradigma di Hannett.

portrait-hannett.jpgNarrano le voci che un giorno Tony Wilson, fondatore della Factory Records, portò un gruppo di persone a vedere il suo nuovo club. Era presente anche il leggendario produttore (tra gli altri, dei Joy Division e dei Basement Five) Martin Hannett che, visto che si trattava un club di fighetti e che il suo socio e amico Wilson ne era entusiasta, gli diede del cialtrone e se ne andò: non voleva avere niente a che fare con la robaccia, lui era Martin Hannett. Da qui quello che chiameremo il Paradigma di Hannett: se vedete che qualcuno che conoscete è diventato un cazzone borioso, probabilmente non è una fase momentanea né è stato posseduto dagli extraterrestri: è soltanto diventato un cazzone borioso. E quindi, è assolutamente inutile star lì a perdere tempo o a farlo perdere a loro. L’unica cosa da fare è andarsene, subito e senza voltarsi. Si dirà, ma così la dai vinta agli stronzi! O anche: la vita è fatta di compromessi, oppure (questa è la mia preferita) le cose non sono solo bianche o nere! Come no, ma intanto lui girò sui tacchi e andò via. Fece una gran cazzata, direte voi, e evidenzierete il fatto che Hannett aveva una passione smodata per l’alcol e la droga pesante.

Sarà, ma lui era Martin Hannett, e voi no, quindi.

Ingrati.

Se te li chiavi sei una specie di merda, ma vuoi mettere se ne abusi? Fa così scic che quasi quasi ti dovrebbero ringraziare, eh.

Intercettatevi a codesto.

E’ che se uno vuole essere certo che la moglie non torni a casa carica come un otre pieno di sburro, farla intercettare non basta: bisogna non sposarsi le puttane.

Io l’avevo detto. Voi no.

Sospendiamo momentaneamente la presa per culo dell’A.U. per mettere due righine ai fatti di Napule. Cari amici del Pd. Compagni che mi sfravecate le palle a ogni elezione per convincermi a votare gente di niente, perché sennò vince Berlusconi; intellettuali di sinistra di Napule che stringete mani sporche di merda e ritirate premi, solo una cosa vi devo dire. Può anche essere che sta gente sia tutta innocente: perché no? E’ veramente possibile. Le merde non sono loro: siete voi. Che adesso ve andrete in giro a dire che voi lo sapevate, che seppure a mezza bocca, l’avevate pure detto. Non è vero; lo sapevate benissimo e non l’avete detto. Di tutto avete parlato. Della camorra ‘e napule, dei presebbi di San Gregorio Armeno, del pallone, del tempo, degli scippi, della fessa fetente delle mamme vostre. Di questo, manco una parola: e abbiamo bello e capito il perché.

ps: domani le nuove avventure dell’Astuto Ualters.

Isolati.

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Istruzioni per l’uso.

21:27.  Solo uno cecato poteva dare della gnocca alla Marcuzzi.

21:30.  Il concorrente napoletano somiglia in modo impressionante a Mimmo Dany, però idiota. Continue reading ‘Istruzioni per l’uso.’

Janfranco alla grande!

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 Essere un modello, un tronista, un disoccupato oggi: si può? E come? Scopritelo nell’intervista esclusiva a Janfranco realizzata da DM per La trasmissione di Morelli. Alla grande, ragazzi!

Janfranco is back.

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Joey Division e Negro Wolfe.

L’autorevole settimanale L’Espresso di questa settimana, oltre che chiamare Joey Division il gruppo di Ian Curtis, contiene una chicca niente male, vale a dire un pezzo di Piperno nel quale lo scrittore ammette pubblicamente di non sentirsi un padreterno: in Italia, un paese dove un pirla che vende tremila copie o un cazzone che va un quarto d’ora in tv perde la testa e si crede Cary Grant che paleggia come Maradona. Quindi, è ufficiale: comprerò il libro di Piperno, quando uscirà, senza neanche aspettare lo sconto su Ibs.

Resta inteso che il mio timore revenziale nei confronti dei libri l’ho perso da un po’, e da allora adotto ufficialmente il metodo di Nero Wolfe.

L’astuto Ualters guarda lontano, verso il futuro.

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Ma non sa di aver pestato una cacca di cane.

L’edipeo enciclopedico.

ROMA - Continua la sottoscrizione dell’appello contro Berlusconi dei tre giuristi da parte di personalità di primo piano della cultura internazionale. Lo scrittore israeliano David Grossman è l’ultimo di una lista che comprende attori, registi e scrittori di fama internazionale. Secondo voi, chi è l’editore italiano di Grossman?

a) Feltrinelli

b) Guanda

c) Mondadori

L’esercito del serf.

Giorgia Meloni, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Angelino Alfano, Roberto Cota, Matteo Salvini, Marianna Madia, Matteo Renzi. Poi dicono perché, quando Franceschini dice apriamo ai giovani, io mi caco sotto?

La censura non esiste.

Almeno non quando lo dico io. Per fortuna non lo dico solo io.

La crisi.

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La dorce euchessina.

Anche stasera, in sympatyca synergy con la Signoramia del web, diretta del Grande Fratello. Stavolta lo sguardo sarà vieppiù disincantato poiché questa settimana non so neanche se qualcuno è vivo o è morto, nella casa. Ci sono cose più importanti del Gf, e sebbene facciano quasi tutte cacare, il GF fa cacare di più.

La fine del mondo è vicina, e ci sta scassando il cazzo.

Qui, Lella Costa legge Sofri. L’equivalente di Rocco Siffredi incontra Jenna Jameson.

Solo che ci si scassa immensamente il cazzo.

La morte in diretta.

Stasera, purtroppo per voi, in diretta col GF e con l’ammericana.

Largo ai giovani.

la-pagina-delle-femmine.jpgDovete sapere che, dopo anni di collaborazioni amichevoli (iamm, ca simm’ cumpaaaaaaagnnn’) , ho deciso che, d’ora in poi, o mi si paga, e pure come si deve, oppure ci attacca a questa capocchia. L’unica eccez. la si fa per Gloryhole; o meglio, prima o poi la farò, lo giulio. Nel frattanto, vi informo che Perrotta, Kurt , Skust e Pepp hanno partorito il nuovo numero, che la signoria mia si pregia segnalare alle gloriose teste di cazzo vs. A questo punto dovete solo scrivere una mail alla cortese attenzione battaglione di gloryholemagazine@hotmail.it , e i giovini ve lo mandano a casetta. Nel frattanto vi mecco pure La pagina delle femmine, a cura di Perrotto ‘o giovinotto. Dovete ammettere che, per gentaglia come voi, è pure troppo.

Le belle famiglie italiane.

Voi non ci crederete, anzi ci credete ma non ve ne fotte un cazzo, ma c’è chi si mette in tasca Berlusconi e Veronica.

Le faq incazzose.

Prendo spunto da una mail che mi ha scritto Peppe (e al quale ho già risposto, spero esaurientemente, in privato) per chiarire alcune cosarelle. Mi si faceva notare che dal blog traspare una sorta di astio contro Roberto Saviano, quindi facciamo sto post di faq e non ci pensiamo più. Continue reading ‘Le faq incazzose.’

Le regole delle primarie.

demokrusty.jpgSiamo entrati finalmente in possesso del regolamento delle primarie per scegliere il segretario del Partito Demokrustyco:

-entro il 23 ottobre può votare Bersani (se non è impegnato a rilasciare seicento interviste contemporaneamente), i cattolici oltranzisti, alcuni carrozzieri (a discrezione dell’assistente di Bersani), sette pizzaioli libanesi e tutti i robot killer provenienti dal futuro purché residenti nella provincia di Modena.

- fino al 24 ottobre possono votare parenti e amici di D’Alema, dodici bidelli di scuole tecniche, tre garagisti e duecento geometri purché si chiamino Arturo.

- dal 25 ottobre in poi tutti quelli che non sanno che comprando il libro di Ignazio Marino (edito, ohibò, da Einaudi) fanno guadagnare soldi a Berlusconi, i protagonisti di Battlestar Galactica, le monache di clausura sopra i sessant’anni, i compilatori di guide gastronomiche, i condannati in primo grado per abigeato, gli organizzatori di eventi, gli ex concorrenti del Grande Fratello purché non laureati, i titolari di erboristerie alternative, non più di otto buoi, tutti gli allenatori dell’Inter dal 1975 ad oggi, Grattachecca ma non Fichetto, i fonici dei film nei quali non recita Toni Servillo, dodici, anzi no famo tredici tramezzini e otto caffé, due in vetro, grazie.

Le storie delle carognate che mia zia fa a Natale.

Di libri, lo sapete, non ne parlo più, perché mi rode il culo che io ve li dico poi voi ve li chiavate su Anobbi e fate i bucchinielli quando in realtà poi di vostro vi leggete solo Coeglio e Camiglieri. Però due eccezioni le fo:  prima, un classico, questo. Poi, uno che dovrebbe vendere sei o sette milioni di copie alla volta, però siccome che i libri li comprate voi e voi vi comprate a Coeglio e Camiglieri, non le vende, però lui se lo meriterebbe. Ugo Cornia.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

1. La storia del karma è una cacata.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

2. Dio ama gli stronzi, e Satana pure.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

3. Quelli che vi vogliono bene a modo loro, è il caso che li abboffate di mazzate a modo vostro.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

4. Non fate mai niente di eroico, sennò vi intitolano un premio e poi lo danno a un cretino.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

5. La cosa bella degli stronzi è che sono talmente tanti che ogni tanto se lo mettono in culo tra di loro.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

6. Voler diventare famoso a tutti i costi non è di per sè un male: solo che è la caratteristica distintiva dei pezzi di merda.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

7.  Se, rivedendola, vi dite ma come cazzo ho fatto a stare fidanzato con una cretina così?, è perché siete cretini voi.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

8. Gli unici che verranno da voi a lamentarsi che guadagnano troppo poco, guadagnano tutti il triplo di voi.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

9. Essere gentili non serve a un cazzo, se non a farvi pigliare per stronzi.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

10. Quando ti dicono la verità sta nel mezzo, stanno cercando di dare la colpa a te.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

11. Quelli che ti dicono eh ma io sono fatto così, in genere sono fatti di merda di cane.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

12. C’è un motivo, se gli inglesi hanno Ricky Gervais e noi Checco Zalone.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

13. Quelli che dicono questa cosa non è né di destra né di sinistra, giocatevi le palle che sono fascisti che stanno organizzando qualche merdata.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

14. Non ci sono più i fascisti di una volta.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

15. Più dicono di essere di sinistra, più ci provano a non pagarti.

Leggi fondamentali della natura che nessuno vi ha mai detto.

16. Quando non lo fanno a te, è sempre cosa da niente.

Liber Celardorum.

th_quest_estate_cover_slow.jpgIl motivo per il quale mi sto facendo una mala vecchiaia è principalmente vedere i foderi combattere mentre le spade restano appese. Stamattina, per esempio, ero da Feltrinelli co fratemocuggino il grosso e mi è venuto il vuommeco e non mi sono comprato niente. Non mi va di buttare quei due soldi che ho in quattro cacate scritte male. Perché oggi si scrive di merda, ma di merda vera. E perché si vede che lo vogliono fare, come avrebbe detto Squillino. Apposta vi consiglio Quest’estate forse non vado al mare, di Gianfranco Marziano. Perché Marziano, nonostante Drago Spaziale e Terra terra (grandi pezzi, ma che lo tormenteranno per tutta la vita), è un grande scrittore, e questo libro è veramente bellissimo. Dice, tutto qui? E cazzo vuoi dire di più? E’ per recensire i ciuccioni come a loro che i critici si devono imbarcare in disquisizioni stronzerrime. Invece qui è facile: com’è il libro? Bellissimo. Come è scritto? Da grande scrittore. Fine. E’ che Gianfranco ha capito che in questo mondo di mezze pugnette e pugnettari tanto vale che uno bravo faccia quello che sa fare, vale a dire quello bravo, che fingere di essere una mezza pugnetta è possibile solo se sei una mezza pugnetta. Quindi lui adesso scrive. Libri. Bellissimi.

Il resto del mondo, quando Satana scenderà a mangiarci i cuori, starà leggendo la Mazzantini.

Lunedì delle ceneri.

Tenetevi pronti, poiché stasera, in collaboraz con la mitologica Lupa, saremo pronti a seguire il Grande Fratello nella remota speranza di non capirci un cazzo e quindi farci du’ risate. Stasera. Roger.

M’imbargo in un embargo.

gpm-correr-embargo.jpgE siccome che mi sarei anche sfracantato l’anticamera del cazzo a sentire dire che Berlusconi è nugrandommemmerd, d’ora in poi: embargo. Vale a dire che non comprerò né leggerò libri del gruppo Mondadori (Einaudi compresa). Non guarderò programmi targati Endemol (compreso quello di Fazio). Non leggerò alcun giornale che recensisca autori dei gruppi o trasmissioni tv e nemmeno mi avvicinerò ai film che fanno guadagnare Berlusconi (il che taglia fuori Repubblica e l’Espresso). Ovviamente, se lo facessero un paio di milioni di persone (quelli che dicono che schifo Berlusconi, per esempio), il gruppo del biscione si piglierebbe un bel mazzatone tra capa e noce di collo: perciò, tutti gli elettori del PD e tutti gli intellettuali continueranno uguale a far guadagnare Berlusconi. Non è che sono stronzi: è che la loro cultura affonda le sue radici nel più puro spirito ebraico newyorkese. Per questo, come Woody Allen, opteranno per una protesta più simbolica, tipo rinunciare ai sottaceti per una settimana.

M.me Betancourt.

Libera da poche ore

e già

mi sta sul cazzo.

Maledetta trumbettera.

20:54. Apprendo da Sky vivo che Vanessa (puozz sta tu comm sta essa) si è ufficialmente fidanzata con Alberto. Signori si nasce, ma cornuti pure.

Continue reading ‘Maledetta trumbettera.’

Matita Rossa.

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Ricchi premi a chi indovina l’autore del temino. Due indizi: guadambia più di voi e lo stipendio lo pagate voi.

Mister Signor.

signor.jpgHo pensato molto a come migliorare questo blog. Cacciar via un po’ di lettori, e quello l’abbiamo fatto. Smettere di scrivere, hahahhaha, che spiritosi che siete. Poi ho optato per la chiamata in correità; da oggi, avremo qui un nuovo autore. Per fortuna vostra, uno bravo. Si tratta del mitico Francesco Signor, vecchia lenza dei tempi di Cuore, scrittore, umorista, commediografo, autore tv, torinista e ipersessuato nonché mio socio di scorribande nel mondo reale. Mi raccomando, fategli tutti il battutone benvenuto, signor Signor. Lui non s’incazza, e capace che per l’originalità vi prendono come autori di Zelig.

Mo’ so’ cazzi.

E’ morto Giampaolo Dossena, uno talmente grande che non lo sminuiva neanche il fatto che io lo considerassi grande. Fatevi il conto che meno libri di Dossena avete letto, più cazzoni siete. E’ così.

Mother Of The Carmine.

Esiste un modo per peggiorare la situazione della discografia italiana: cospargere i dischi di pezzetti di merda fresca di lebbroso e obbligare gli acquirenti a leccarla. Oppure continuate così con Sanremo, che state andando bene.

Movin’on up.

Si trasloca, fondamentalmente, per un solo motivo: per non permettere ai ritardati di commentare come e quando vogliono. Purtroppo, Excite adesso non mostra più neanche l’IP di quelli che commentano. Wordpress invece lo fa. Per cui, chi ha qualcosa da dire me lo viene a dire in faccia.

Ovviamente, ciò non vale per mr. Si può criticare finchè si vuole il PD, resta sempre il fatto che dovrete tenervi Berlusconi che governa fino a 81-82 anni. E non dite che non siete stati avvertiti, che invece può commentare come e quando vuole.

Nasce il partito del blog amlo.it.

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Il nuovo, sympatyco symbolo.

Nella media fino al collo.

Che un pacco, per arrivare, ci mette sei mesi, e poi vedi uno delle Poste che dice ma come, siamo al di sopra della media europea. Che prendi un treno, spendi venti euri, il trano puzza di merda, ci mette sei ore a fare venti chilometri, però esce un boss di Trenitalia che ti spiega che stiamo molto meglio, che so, dei franzosen, e insomma siamo nella media europea.

Può significare solo una cosa: che l’Europa fa veramente cacare.

Nessuno mi avanta, mi avanto io.

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 Giusto per comunicare che il debutto romano di Quantunque io, ovvero etica e cotica al Gran Teatro di Roma, è stato un successone. One one one. Ma veramente.

No thugs in our house.

Rileggevo, via Macchianera, un gran bell’articolo di Genna sul doppiaggio, in particolare quello di The Big Bang Theory, e mi è venuto in mente che, quando ne discutevamo con un tipo di nostra conoscenza, e  gli facevi notare che il tale o il talaltro aveva fatto, detto, scritto o girato una cacata colossale, rispondeva sprezzante: e a chi la dovevano far fare, ’sta cosa? A voi? Ora che le cacate sono sempre di più, in tutti i campi dello scibile umano e klingoniano, posso tranquillamente rispondere che il problema non è affidare una cosa a gente come me: basterebbe tagliar fuori la gente come a lui.

Non c’è più Niente da fare.

Finalmente ci siamo: Janfranco ha deciso di dare alle stampe il suo ultimo libro, Niente da fare, per i tipi della Fetuffo Editore (della quale mi onoro di essere Vice Presidente Junior).  L’autore ha già deciso di non candidarsi allo Strega, per smentire le voci maligne che lo davano già vincitore e perché preferisce lo zabajone confortante all’uovo. A questo punto, d’accordo con l’editore, ha deciso di puntare sul premio lettererio più importante d’Italia, vale a dire il Grinzene. Per di più, la Fetuffo è riuscita ad accaparrarsi, come copertina e controcopertina, due opere inedite realizzate appositamente per Janfranco dal maestro Libero Reo detto “Peggiore da Montensisto”, massimo esponente del neo-espressionismo Gelardico. Che volete di più? Godete, bestie.

Non fa una grinzane.

Io e unElvis ci stiamo dilettando nell’immaginare la trama di un romanzo che potrebbe vincere il premio Strega, e rimescolando un po’ le carte, ci è uscita questa cosa qua.

Lui vive in una piccola città di provincia negli anni 70. Suona in un gruppo ed è fanatico del kung fu. Si vergogna molto, ma gli piacciono i Chicago e Leo Sawyer. Tra varie e ridenti vicissitudini si trova una volta in un’assemblea di femministe nella facoltà di magistero occupata. Le femministe gli danno la corsa e lui scappa. Immaginatevi la sua sorpresa quando, qualche giorno dopo, lui incontra la più carina di loro in bar e lei gli dice: Cosa faresti se ti dicessi che ho voglia di scoparti?   

Per quello che ne sappiamo noi, c’è abbastanza materiale per un paio di trilogie, visto che le trame non sono proprio il forte delle patrie penne, ma siamo aperti ai vostri suggerimenti. Scrivete e contribuite con noi a scrivere il prossimo premio letterario.

Non mi passa manco per l’anticammera do cazz.

A me della legge per mettere il bavaglio ai blogger del grande ministro Alfano non mi passa manco per il cazzo; capirai, poi: mettere il bavaglio ai blogger italiani è utile come chiamare Fede prima del TG4 e dirgli ùei testina, mi raccomando, non parlar male del governo, eh?

Non si fa così.

Ieri, Annozero, erano ospiti Storace e Belpietro. Poi Polito e la Serracchiani. Invitare anche qualcuno di sinistra pareva brutto?

Obamagiàcacatocazz.

Gli Stati Uniti sono il luogo dove tutto può accadere, ha dichiarato il Presidente eletto. Si vede che non ha visto la Gelmini ministro e Polito direttore di un giornale finanziato dallo stato.

Ogni tanto qualcuna buona ne viene.

Tipo questa, per dire.

Oooooooops.

Il capo della Mobile di Napoli dice pubblicamente che, secondo lui, a Saviano andava negata la scorta.

Così adesso la scorta serve a lui.

Ormai è ufficiale.

Voi umani mi date il votastommaco.

Palinsesti e palinculi

amlo-1.jpgRETEQUATTRO: prevista una nuova serie di Vite straordinarie: tutte le puntate saranno dedicate a interviste ai pellegrini a San Giovanni Rotondo che spiegano perché il governo debba cadere immediatamente. CANALE CINQUE: praticamente solo Zelig e Matrix, più una nuova seconda serata di approfondimento, Zetrix, nella quale i comici fanno i giornalisti e non fanno ridere, e i giornalisti fanno i giornalisti e fanno ridere moltissimo. ITALIA UNO: un nuovo, eccitante format: La pupa e il ricchione; praticamente due ore di trasmissione in cui le pupe si infilano cose nel culo in diretta, i ricchioni vorrebbero infilarsele pure loro ma le pupe dicono no voi no perché nella famiglia tradizionale composta da un uomo una donna e dei binbi solo le donne possono infilarsi le cose nel culo in diretta tv, gnegnegne. LA7: propone un nuovo programma di satira, Birboncelli e fetentoni, con Daria Bignardi che redarguisce in diretta i proprietari dei cani che fanno la cacca in strada, intervista sei o sette dei suoi datori di lavoro chiedendo loro che tempo fa a Milano? e le piace l’ossobuco?: sia sincero!, e guarda invidiosa le bocce, le cosce e le chiappe di Ilaria D’Amico. Alla fine della trasmissione Crozza legge uno spiritosissimo e coraggiosissimo comunicato in cui dichiara che a Milano c’è la nebbia e che, a lui, l’ossobuco fa cacare.

Partono i bastimenti.

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Paura, eh?

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Per fortuna che c’è Nannina.

21:12. Il Gf comincia in ritardo. Cazzi suoi, io a na certa levo mano. Per fortuna per voi umani c’è la mitica Nannina.

Continue reading ‘Per fortuna che c’è Nannina.’

Per voi giovani.

Forse ve lo siete perso, ma questo articolo qua è una chicca. Spiega dettagliatamente come i ggiovani del PD stiano combattendo la loro battaglia contro Berlusconi e la Lega. Forza ragazzi, continuate così, che magari entro le prossime elezioni riuscite anche a decidere se in sezione vi mettete il PC o il Mac. E soprattutto, a chi lo fregate.

Perché alimentate false speranze?

Tanto per dire, Registi tra le macerie, la serie di Repubblica, non è quello che sembra.

Perché i cinesi non capiscono un cazzo.

Se se move la Cina, diceva Sordi, so’ dolori. E infatti, ’sti cinesi sono tremendi. Pezzottano gli iphone, la salsa di pomodoro, le griffe: tutto. In Italia fanno il cazzo che gli pare (memorabile il ma tu, il funerale di un cinese, l’hai visto mai? No, perché li mettono nei container e poi uno vivo prende documenti e posto di quello morto). Questo, dicevamo, in Italia. In Cina, però, fanno una gran fatica. Pare che si sbattano come dannati per controllare il controllabile; e Google, e le email, e le microspie, e gli spioni, e le condanne, e i telefoni sotto controllo. Tutto per far funzionare la censura. Mah. A me mi sa mi sa che sti cinesi saranno bravi a pezzottare ma poi sotto sotto non ci capiscono un cazzo di niente. Cari cinesi, volete fare una cosa bella? Pezzottatevi pure i nostri giornali e i nostri autorevoli bloggers. Ahò, sarà censura o no, ma dove vai vai trovi sempre, dappertutto, la stessa identica opinione. Per dire, provate a cercare una stroncatura di un libro di successo: col sasiccio che la trovate. Per cui, cinesi, sentite a zio Amlo. Sarete bravissimi a fare i gendarmi, ma se volete la censura che funzioni, provate la nostra. Voi la chiamereste autocensura: da noi si chiama leccare il culo, e in questo, credetemi, non siamo secondi a nessuno.

Piccolo dizionario.

autocrìtica   [auto’kritika], s.f., Feroce analisi di sé che culmina, generalmente, nello scoprire quanto sono stronzi gli altri.

Politìc estèrs.

Lo dico prima così poi non cacate il cazzo: questo blog appoggia endosiasticamente la campagna presidenziale del senatore John McCain.

Precarissimi stronzi.

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Proletari di tutto il mondo, mo’ vi sputo in faccia.

Prenderanno pure due lire per lavorare tutto il giorno e la notte incatenati e con la museruola, ma a me i precari dei call center mann rutt o cazz. Nessuno di loro sa fare un cazzo, fanno a vedere che stanno sempre incazzati, ma guai a trattarli male sennò sei un nemico del popolo oppresso. Da oggi me lo faccio passare per il cazzo, e mi impegno a trattare a pesci fetenti ogni stronzo di qualsiasi call center di merda che prova a fare il buffone per telefono.

Pure io ciò diritto.

Saviano, Capacchione, Lilin, Berlusconi, Fini, Zaia. Adesso minacciano perfino la Serracchiani.

Qualcuno mi spedisca una testa di capretto o rischio di sentirmi uno zero.

Qua sono più puliti i culi delle lingue che li leccano.

Qual è il segreto per farsi «notare» in rete?
«Innanzitutto bisogna assicurarsi che il blog sia ben indicizzato, in modo che il contenuto venga segnalato dai motori di ricerca. E poi usare con consapevolezza i tag, un altro strumento fondamentale per la ricerca dei contenuti. Quindi un po’ di sane pubbliche relazioni: stabilire relazioni con blogger che trattano lo stesso argomento è indispensabile per scambiarsi opinioni e link. Un altro strumento fondamentale sono i social network (Facebook e Twitter in testa). E poi magari conoscere qualche giornalista».

E’ solo l’ultima frase che fa capire esattamente come vanno le cose.  E ti fanno venire la voglia di chiudere per sempre il blog.

Qualche volta gli Elvis faticano all’Inps.

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Ma poi ci lasciano sempre troppo presto.

Quando è guerra è guerra.

Siccome che ieri sera Berlsuconi ha lanciato l’ennesimo attacco diretto a Repubblica, oggi l’autorevole quotidiano ribatte dedicando l’intera pagina 43 ad intervistare Abraham Yehoshua, notissimo narratore edito in Italia da Silvio Berlusconi tramite Einaudi (e qualcosina pure Mondadori). Un po’ come se allo sbarco in Normandia gli americani avessero mandato contro i nazisti tutte le troie di Las Vegas al grido di forza ragazze, ammazziamoli di pompini, questi bastardi nazisti!

Quando i bambini fanno: ‘a stronzoooooo.

Dalla ricchionaggine si può guarire. Dalla stronzaggine, evidentemente, no.

Ps: playlist di Natale.

Que viva el futebòl.

balotelli.jpgIn occasione dei mondiali, e in attesa che qualcuno mi spieghi come si fa un podcast, annunciamo ufficialmente che questo blog seguirà i mondiali di calcio. Anche se francamente non è che un mondiale vero si può giocare in Africa, che metti che incontri un negro e gli urli oi mozambo tornatene a casa tua e quello ti risponde ue’ strunz che ti pare Lambrate questa?, e insomma sono un po’ mondiali di serie C però vabbe’ fa lo stesso. Il titolo della trasmissione, tratto da una poesia dell’immortale bardo Michele Melenzio, sarà Undici azzurri scalpitanti sui terreni verdeggianti gridan forte tutti quanti: forza, Italia! Italia, avanti! Coconduttrice la maggica Anna Saporito, poi vabbe’ si vedrà. Italiani, a me!

Quel demonietto di Lello Biafra.

Non c’è un cazzo da fare. Per quanto mi sforzi di immaginare renne, angiolilli, babbi natassi, strenne e antenne, la canzone che mi viene sempre in mente quando penso a Natale è questa.

Quello, mai.

Attori, conduttori, giornalisti. Opinionisti, comici. Presidente e consiglieri della Rai in carica. Tutti fermamente contrari alla decisione di chiudere i talk show. Tutto concordi nel dire che si tratta di un attentato alla libertà di stampa e, più direttamente, alla libertà in genere. Tutti a manifestare, tutti a farsi intervistare e fotografare.

In tutto questo ambaradàn, manca (come al solito)  uno stronzo, uno soltanto che dica: vaffanculo, me ne vado, mi dimetto.

Quello, mai.

Question taim.

Qualcuno mi spieghi perché ieri, in due Feltrinelli basic, una Feltrinelli internescional e un Mel bookstore, mi è venuta voglia di sputare a tutti, clienti e commessi.

Question taims.

Ma perché se io mi accatto due dvd dal negro sotto casa sono complice della criminalità organizzata e a Garrone, che in Gomorra ha fatto recitare mezzo clan dei casalesi e li ha pure pagati, nessuno gli scassa il cazzo?

Rassegna stampa.

1. Il prestigioso quotidiano La Repubblica dice che il nuovo film di Zampaglione dei Tiromancino (un horror, ma anche il primo film faceva paura da morire)  è molto piaciuto, oltre che ai familiari dello stesso Zampaglione, anche a Lucio Fulci. Che, per fortuna del giornalista di Repubblica, non c’è più, sennò sai i calci in culo, altro che giornalista professionista, valà valà che capite solo le mazzate.

2. E’ morto Mike Bongiorno, e valà, ci può anche stare; preoccupano le seicentoduemila circa interviste che faranno a a Fiorello sulla morte di Maic.

3. Ci si chiede perché gli autori Mondadori ed Einaudi, invece di firmare appelli contro Berlusconi, non gli facciano direttamente un colpo di telefono, visto che è il loro editore.

4. Ignazio Marino, autorevolerrimo candidato alla guida del PD e decisamente antiberlusconiano, pubblica un bel libro nuovo per i tipi della Einaudi, di proprietà di Silvio Berlusconi.

5. Stando così le cose, non vedo perché andare a rompere il cazzo al povero Feltri, che almeno quando va in guerra si mette la sua bella divisa e va a combattere, invece di fingersi della Croce Rossa e sparare dove cazzo gli conviene a lui.

Repliche estive.

A grande richiesta, ripubblichiamo un classico di tutti i tempi: LE FEMMINE E I MONDIALI DI PALLONE: Continue reading ‘Repliche estive.’

Repliche semiestive.

A proposito dei zengari, per voi giovani che non lo leggeste allor, un capitolo di Tropico del capicollo buonanima. Continue reading ‘Repliche semiestive.’

Repubblica ne fa una GIUSTA!

Sapete che ormai stimo Repubblica quanto le gonne di Gabriella Carlucci, ma devo dire che ogni tanto una buona, chissà come, gli scappa pure a loro. QUI trovate una bellissima rubrica che parla delle piccole e medie aziende in crisi, degli uomini e delle donne e delle loro famiglie che stanno buttando il sangue per poche centinaia di euro: gente che ogni giorno si vede togliere un diritto e neanche sa più come protestare e se anche protesta nessuno se li incula più. Non so se al giornale si sono resi conto della potenza ri-vo-lu-zio-na-ria di questa rubrica. Speriamo di no. Non vorrei che il suo spazio venisse occupato dall’ennesima pubblicità della Mondadori.

Requisiti.

Dice che Grillo non ha i requisiti per iscriversi al PD. Non quelli che servono per diventare coordinatore di un circolo al Torrino, almeno.

Rolling Stone nomina la rockstar dell’anno.

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vigna amlo e marziano.

Roma violenta.

Ultimora. Svaligiata la casa del ministro Scajola. I malviventi hanno lasciato in regalo una tv led 50 pollici, due frigoriferi e un prosciutto di venti chili.

Rosicandum.

E’ un po’ di tempo che non puoi più criticare nessuno: perché se lo fai vuol dire che rosichi. Solo questa ci mancava. Non puoi dire, per esempio, che uno scrittore scopiazza, perché vende più di te, e allora rosichi. Che un cantante non sa cantare perché lui cià le fans e tu no, e allora rosichi. Che un televisoraro fa programmi di merda con battute di merda perché lui guadambia un pacco di soldi e tu no, e quindi tu rosichi. Se ne deduce che puoi dire le cose in faccia soltanto a chi ha meno successo di te; a parte che nel mio caso questo significherebbe andare a criticare i barboni alla stazione, è pure da cafoni pigliartela con chi sta peggio di te, e quindi. Quindi la soluzione c’è. Da oggi, non dirò più che uno non sa scrivere, l’altro è mariuolo, il talaltro è ciuccio: mica. Da oggi, insulti personali: uno feta con la tromba, l’altro non chiava, il talaltro sotto sotto è ricchione.

E poi vediamo se dicono che rosico solo perché scrivo che a uno gli puzzano i piedi di merda.

Saluto romano.

Ma vedi ‘mpo’ d’anattene a ‘ffanculo.

L’originale è in Anni ruggenti, di Zampa, in cui Manfredi, scambiato per un gerarca fascista, dice: Vi saluto romanamente: se vedemo.

Sandokaaaàn.

In questo bellissimo libro, Vaime racconta che Mastronardi non sopportava i suoi colleghi insegnanti, e ogni tanto sbroccava e si metteva a urlare: Perché? Perché? Perché devo incontrare tutti i giorni questa gente qua? E il Preside, cercando di calmarlo: Ma Mastronardi, chi mai vorrebbe incontrare invece dei suoi colleghi? E lui, pronto: Sandokan! Ora, fatte le debite proporzioni, e stabilito che non solo non mi potrò mai paragonare a Mastronardi, e neanche ai suoi odiati colleghi, e figuriamoci se mi sogno di chiedere di incontrare Sandokan, penso. Che una volta non mi dispiacerebbe un bel kriss malese infilato tra le scapole, invece del solito, scontato, cazzo in culo.

Scansamose.

Schadenfreude.

Peppèpeppepeeeeè Peppèpeppepeeeeè Peppèpeppepeeeeè pe pèèèèèèèèèèèèèèèèè.

Scusate il ritardo.

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Se la storia del rock’n'roll fosse stata scritta da cialtroni vestiti da babbei con la spina dorsale di pongo rosa.

Heroin. Dopo il cazziatone di Giovanardi, Lou Reed dichiara di averla composta in onore di Anita Garibaldi.

Mr. Tambourine man . Dopo che la Meloni si è presa collera e si è fatta brutta, Dylan si caca sotto e dice che a lui ci piace assai giocare a tamburello al Lido Feroce a Varcaturo.

Brown Sugar. In una puntata di Porta a Porta, Mick Jagger ammette che sì, lui lo preferisce alle zollette perché così il tè delle cinque è più buono.

Now i wanna sniff some glue. I Ramones ammettono che la droga fa male, e di fronte a Gesù, giurano che con la colla ci azzeccano le figurine Panini, pure se sono autoadesive.

Cocaine. Eric Clapton dichiara che a) non l’ha scritta lui, e b) che se l’avesse scritta lui si sarebbe chiamata Coccoine, e che comunque, in forza del fatto che è stato con Lory Del Santo, chiede la parziale infermità mentale, essendo la totale riservata a quelli che sposano Asia Argento.

Se la storia dell’umanità fosse stata scritta da cialtroni vestiti da babbei con la spina dorsale di pongo rosa.

Gaetano Bresci. L’anarchico regicida, ospite di Annozero, dichiara di essere stato frainteso: gli era apparsa in sogno la Madonna delle Salette e gli aveva detto di uccidere un Savoia, però a Sanremo nel 2010. E che, mò è colpa mia se siamo nel 1900? dichiara l’anarchico, che poi chiede le attenuanti: almeno non mi sono messo un fiocco a mo’ di cravatta: quella è roba da imbecilloni!

Josef Mengele. L’illustre clinico, ospite di Annozero, urla la sua estraneità alle atrocità naziste. Cazzo, parlate proprio voi? Cosa sono i miei esperimenti in confronto agli zigomi di Ornella Muti? Adriano Celentano, nelle sette ore del suo intervento telefonico, dichiara: Almeno i nazisti non hanno mai portato quel fiocchetto da babbalei!

Dracula il vampiro. Ospite di Annozero, l’altolocato extracomunitario viene accusato dalla Santanché di essere musulmano, rugbysta, mangiatore di caciocavalli e ricchione. Travaglio le risponde per le rime in un intervento di trentacinque minuti in cui parla di Berlusconi. Schifato, Dracula abbandona lo studio urlando: berrò anche il sangue, porterò la mantella nera, ma almeno il fiocco da anarchico lo lascio a voi esseri inferiori!

Se se.

La televisione è più importante della mamma. E pure la droga. Adesso noi guadagniamo quello che vogliamo noi. Mi alzo a mezzogiorno e faccio tutto quello che voglio io. E meno male che ci sta la droga, o si no ievem’ a ffa’ i bucchini.

Soluzione: Vito e gli altri, di Antonio Capuano.

Se una coppia di nerd

si trovasse per caso nei pressi di Galassia Gutenberg e si sentisse tentata di pagare un biglietto d’ingresso esagerato, potrebbe anche imbattersi in un concerto gratuito di Gianfranco Marziano. Questo è quello che raccontano i boatos.

Ps: se vi trovate a passare per lo stand della Einaudi, editore di riferimento degli intellettuali di sinistra, per amore di Dio fate finta che siete berlusconiani sennò sono capaci che vi mordono.

Segnalami ’sta capucchiona ‘e cazz.

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Senza scuorno.

21:02. A me sta cosa del Gf stasera mi terrorizza. Sarà un rigurgito di buongusto, che vi devo dire. Continue reading ‘Senza scuorno.’

Settimo: ruba un po’ meno.

State attenti a rubare le battute a Luttazzi. Chris Rock potrebbe querelarvi.

Siamo in buone mani*.

E’ morto il ragazzo aggredito dai nazisti veronesi. Per fortuna, a contrastare la montante marea nera, c’è il partito di Renzo Lusetti, Paolo Gentiloni e Paola Binetti.

*Giuro che chi azzecca la citazione si becca un regalone.

Signore pietà.

Il Vaticano tuona contro la pillola abortiva e glissa sui pluridivorziati puttanieri. I soliti due pesi e due figure di merda.

Slitta Ballarò.

Vorrà dire che ci annoieremo a morte con una settimana di ritardo.

So don’t call me a faggot not unless you are a friend.*

Quando vuoi essere rispettato per quello che ti entra nel culo e te ne fotti delle stronzate che ti escono dalla bocca.

* è una citazione, ma schiatterete prima che vi dica di che si tratta.

So’ cose ‘e ‘nnammurati.

Mi pare di ricordare un’incitazione del presidente del consiglio Berlusconi, rivolta agli inserzionisti pubblicitari, affinché smettessero di acquistare spazi sui media a lui contrari: in particolare l’autorevole Repubblica. Che oggi, però, gli risponde per le rime. Hahaha. Per esempio, l’intera pagina 49 è dedicata  a un’ imperdibile recensione del terzo volume delle Metamorfosi di Ovidio. Edita, indovinate un po’, dalla fondazione Lorenzo Valla e da Mondadori. Non contenti di questa infernale mazzata sferrata al colosso arcoriano, gli impavidi Repubblichini replicano, tra le pagine 50 e 51, con un’intervista a sette colonne a Sam Savage, autore di punta della scuderia Einaudi (di proprietà, giova ricordarlo, del Berlusconi stesso), che lancia il suo nuovo, imperdibilerrimo bestseller.

Teneva raggione quella signora che una volta, mentre guardavamo un ragazzo che prendeva a schiaffoni una ragazza, mi trattenne dall’intervenire (e dal prendermi un paliatone pure io), dicendomi ma no, quelli fanno accussì ma se vonno bbene: lassa sta’, che so’ cose ‘e nnammurati.

Soccer girl.

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Son cose, ma anche no.

Sono ammirato dai giornali italiani che parlano del brutto anatroccolo inglese: tale Susan Boyle, che in un reality dove si canta ha dimostrato di saper cantare. Ora, è chiaro che i giornalisti abbiano pensato siccome è un cesso scommettiamo che non sa neanche fare un cazzo. Sono requisiti con i quali in Italia puoi diventare qualcuno, eh.

Sostiene Amlo.

Da sempre, e poi ci litiga pure, che il Grande Fratello sia specchio fedele degli italiani: anzi, che i partecipanti al reality siano generalmente molto meglio di quello che si vede in giro. Ragion per cui, dalla settimana prossima questo blog inaugura la diretta dal GF, dal titolo A Certain Regard.

E’ che ieri, dopo aver visto la Marcuzzi che ride senza sapere perché, una nana, vecchie di trent’anni che urlano, un babbeo che dice pota, alcuni ricchioni maschi e femmine, mi è venuta voglia. Poi magari, come nella più sympa delle tradizioni, mi caco il cazzo.

Sostiene Bersani.

craxi.jpg“Venendo all’oggi, come negare ai socialisti il primato del buon umore? Chi, se non il Psi, ha scoperto che ci si diverte molto di più con Marta Marzotto, Marina Lante Della Rovere, Krizia, Caterina Caselli, Sandra Milo e Lucio Dalla piuttosto che con dei vecchi rompiballe che magari fanno il tornitore? (…) E infine (haaar haar) chi, se non il Psi, ha mandato a moralizzare gli enti locali uno che si chiama Giusy La Ganga, e soprattutto (haaaaaaaar! Har har! soffoco!) uno che è Giusy La Ganga?”*

Ma che, a niente a niente fosse lo stesso Giusy La Ganga che adesso sostiene Bersani? Naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

*Michele Serra, Visti da lontano, Mondadori 1987.

Spiagge libbere.

Da una conversazione in spiaggia, raccontata da Marziano:

E che ci volete fare giuvino’, non ci stanno più i valori di una volta. Oggi, pure se fate un’estorsione, quelli a niente a niente pigliano e vi vanno a denunciare: mica è più come una volta che ci stava ‘o rispetto, eh?

Spigolature.

1) Nasce il p2p dei libri. Scurati dichiara: non sono preoccupato che piratino i miei libri. Non più di quanto io sia impensierito dalle avances di Kate Moss.

2) Emanuele Filiberto dichiara: ho preso la ddroga. Secondo me era già così prima.

3) Applausometro al Pd. Come alla Corrida, solo che lì qualcuno sapeva fare qualcosa.

4) A Milano nessuno prende le copie omaggio di Repubblica. Ci provassero a Salierne, dove se lasci un cazzo ci si siedono sopra, e se metti un cartello con la scritta vi mischiamo l’AIDS aggratis sono cazzi che si pigliano a paccari per chi se lo deve prendere prima.

 Continua.

Sputantoniosputantò.

lapr_11927184_26380.jpgA chi dice ma se non vai a votare favorisci Berlusconi, rispondo apposta non ci vado. E non vado a votare Berlusconi perché non ne sono capace, ma se potessi lo farei pure. Ve lo ripeto da una vita, qua se i fascisti non prendono l’85 per cento non ci salviamo. Finché la cosiddetta sinistra avrà poltrone in Rai, raccomandazioni nei giornali, nelle università, negli enti locali, siamo tutti fottuti; quindi l’unica è che questi del Pdl stravincano e occupino fino all’ultima poltrona disponibile. L’unico modo per salvare la sinistra italiana e ripartire è rendere l’essere di sinistra economicamente inutile. Se essere compagno vorrà dire, come era una volta, non guadagnarci un cazzo, l’esercito di sorci migrerà in massa. E magari uno potrà anche tornare a votare a sinistra con la meravigliosa certezza che non stai regalando soldi a gente che sputeresti in faccia.

Squillìno le trompe.

L’ottimo Perrotto ha messo onlain un’altra tavola di Battmann’2, di Marziano e dello stesso fumettista giovane e gaio. Ora, Perrotto bravo è bravo, ma voi non sapete che inimmaginabile stretta al cuore vedere Squillino in fumetto. Me la ricordo come se fosse adesso, mentre io e Gianfranco ci rotolavamo per terra dalle risate, e non sapevamo di avere di fronte l’archetipo perfetto. L’unica è sottopormi a reiterati ascolti di Squillinology, oppure la morte.

Squillino uicchenz.

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Sta arrivando.

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Tanto per chiarire.

Non è che la legalità non è né di destra né di sinistra. Il problema è che la sinistra non è di sinistra.

Tema di indialetto.

Tradurre e mettere in pratica la seguente frase:

Va a ffa’ ‘nda’ fessa sguarrata ‘e chellla grandissima zoccola puttana bucchinara ‘e mammeta, e po’ chiavancello ndo’ buco fetillo d”o mazz scassat’ ca tene.

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The electric can opener fluctuation.

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Sheldon: L’evoluzione non è un’opinione, è un fatto.

Mamma di Sheldon: Beh, questa è la tua opinione.

The end.

Fino a ieri non riuscivo a capire perché tanti cazzoni andassero a votare Veltroni e Rutelli; poi ieri ho visto il Divo. E ora so.

*che dirti, Emanue’. Il film è affascinante come Lusetti  e ben scritto come i discorsi di Rutelli.

The future.

Ottobre 2009. La proposta di scudo fiscale passa alla Camera per l’assenza di decine di deputati del Pd. I deputati dell’IDV sventolano in aula il libretto rosso di Borsellino. La Littizzetto iscrive il figlio dai Salesiani.

Ottobre 2010. La proposta di ius primae noctis passa alla Camera per l’assenza di decine di deputati del Pd. I deputati dell”IDV sventolano in aula due prosciutti. La Littizzetto fa fare la prima comunione al figlio.

Ottobre 2011. La proposta di stupro libero il primo giovedì di ogni mese passa alla Camera per l’assenza di decine di deputati del Pd. I deputati dell”IDV sventolano in aula il verbale dell’assemblea condominiale del civio12, via Pescasseroli, Montenero di Bisaccia. La Littizzetto fa fare la cresima al figlio.

Ottobre 2012. La proposta di dichiarare guerra a tutti i paesi che iniziano con la V, la T e la G passa alla Camera per l’assenza di decine di deputati del Pd. I deputati dell”IDV sventolano in aula bandiere con l’effige di Ned Flanders. Il figlio della Littizzetto prende i voti e diventa monaca di clausura col none di suor Fabiafazio.

Ottobre 2013. Gli elettori del Pd cominciano a rendersi conto di aver votato una manica di fancazzisti e cercano di prenderli finalmente a randellate ma in aula non trovano nessuno del PD: sono tutti in incognito a ballare a casa di Briatore. I deputati dell’IDV, per protesta, gettano Di Pietro giù dagli scranni gridandogli e che cazzo, pure Dan Peterson si è imparato a parlare italiano! All’ennesimo sfottò della Littizzetto su Eminence, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana la manda sonoramente affanculo, tra gli applausi degli astanti e dei passanti.

The millennium puttanat, part 1.

Avrei pure lasciato perdere la querelle Saviano-Berlusconi. Per me si è esaurita appena ho visto la pubblicità di Gomorra su Repubblica, guarda caso partita giusto il giorno dopo le polemiche dell’editore. Calcolando che uno spazio in prima pagina su Repubblica non lo compri in mezz’ora, evidentemente quello spazio era -ma guarda tu i casi della vita- già stato acquistato. Si dirà, l’avevamo già comprato per metterci altro, poi ci abbiamo schiaffato Gomorra per sfruttare la querelle.

Appunto.

La pietra tombale poi, sono state le parole di Marina Berlusconi (non avrei mai e poi mai pensato di citarla in vita mia), che, in risposta a Saviano, parla di collaborazione reciprocamente proficua.

Appunto.

L’avrei chiusa qui, poi ho scoperto la puttanata dell’anno, anzi, del secolo, ma no ma no, del millennio, e l’ha scritta quello che D’Orrico ha definito il più grande scrittore italiano: Faletti, quello del ti regalo un bel giumbotto. Parlando del dilemma pubblicare con Berlusconi sì, pubblicare con Berlusconi no, il genio scrive: «i nemici si combattono da dentro: non credo che gli operai della Fiat fossero troppo d’accordo con gli Agnelli, però in fabbrica ci andavano, per organizzarsi contro i padroni». Appunto. Solo a un genio poteva venire in mente il paragone operaio della pressa=intellettuale miliardario, ma poi scopriamo pure che gli operai, in fabbrica ci andavano per fare gli agit-prop. Mica per dar da mangiare alla famiglia: tzk, che volgarità. Faletti non è minimamente sfiorato dal pensiero che uno combattesse i padroni per difendere il diritto a un lavoro umano, a un salario decente, a un orario dignitoso. No. Secondo lui, l’operaio si alzava alle cinque  e diceva: stamattina partita a scopone e aperitivuccio oppure fabbrica? E la moglie: ma vai ben a combattere l’avido capitalista dal di dentro, fannullone! E lui via, armato di randello e bandiera rossa, a combattere il nemico from the inside.

E io ho pensato, che culo che cià il più grande scrittore italiano: pensate se gli operai non li avesserò già licenziati tutti, quanti calci nel culo che gli davano.

The millennium puttanat, part 2.

Ma torniamo alle reazioni dell’intellettuale alla carbonara alla querelle Saviano vs editore di Saviano. Scrive, per esempio Starnone (ah Starnon, quanto t’amai!): Sarebbe il caso che tutti noi scrittori gli rispondessimo insieme. Ecco bravo, fate così: un bel giro di telefonate tra voi scrittori e poi ci fate sapere. Noi, qui, s’aspetta fiduciosi. Il top però è la mitica Valeria Parrella da Torre del Greco, autrice Einaudi: La parola di Saviano va oltre il mondo editoriale. La classe non è acqua. Mi ricorda un dialogo memorabile con uno che strepita: l’intellettuale è più avanti, è più su, è più giù, egli è irraggiungibile, egli è più oltre! E l’altro: Oooh, a più oltree! Che, sei venuto a Roma pe’ llitiga’?

(ricchi premi e cottillons  per chi riconosce la citazione).

 

The New Saga.

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The present.

Grande manifestazione a piazza del Popolo a Roma. Decine migliaia di persone protestano contro Berlusconi. Quando sarà finita, quelli con un reddito sopra i 300.000 euro se ne torneranno nei loro uffici a lavorare per Berlusconi.

The shit must go on.

Avevo pensato di non fare la diretta del GF; sapete, il cordoglio, le lacrime e tutto. Quella roba da perdenti che piace tanto a noi communisti. Poi ho visto come i tg stanno trattando la vicenda, e ho deciso. Se voi fate il GF, io vi faccio la diretta: se vuoi suonerete le vostre trombe, io ci sputerò dentro. A sessuà.

ULTIMORA. Pare che stasera, diretta di Matrix. Non so se è meglio o peggio.

To be or not to be.

Oh dunque. Capo di stato. Basso, tracagnotto, con ambizioni smisurate; circondato da ragazze seminude che ballano e cantano musica fuori moda. E’ lui.

Toppabbella.

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Torna a Salierno, fatte schifaaaaaaaa’.

pert2.jpgOgni tanto Repubblica giustifica la sua esistenza. Gianni Mura:

Indifendibili, fra pochi anni, saranno i valori della Resistenza: molti di quelli che l’hanno fatta sono morti, i più giovani che l’hanno vista da vicino hanno passato gli 80. E così è tutta una celebrazione a rovescio: chi non ci va, chi nega le piazze, chi impone la colonna sonora, chi va di qui ma anche di là perché i morti sono tutti uguali (ma le idee e le azioni no), chi irride, chi sminuisce, chi scolora, chi fa manifesti. Mi ha colpito quello di Edmondo Cirielli, presidente della provincia di Salerno, che Repubblica definisce “ex carabiniere”. Complimenti per la rapidità della carriera, avrà doti che mi sfuggono. La sostanza del manifesto è che siamo liberi solo grazie agli Usa, che hanno salvato l’Italia dalla dittatura comunista. Non è una novità, di nuovo c’è la giustificazione del Cirielli: «Ho voluto dare un’interpretazione dinamica del 25 aprile, dinamica e futurista». Due aggettivi da meditare col dovuto (cioè nullo) rispetto. Poi, all’ex carabiniere, dico di mio padre: era carabiniere, ha fatto la Resistenza,non era comunista, pensava a liberare l’Italia e non alla faccia di Stalin, e come lui ce n’erano tanti. Al dinamico e futurista ex carabiniere nessun voto, solo i sensi della mia più profonda e totale disistima. Stamattina mi alzo e canto da solo “Pietà l’è morta”: per ricordare mio padre e sforzarmi di dimenticare che esistono quelli come Edmondo Cirielli.

Tra quelli che.

Tra quelli che qualche anno fa cazzo sto Minzolini lo chiamano lo squalo è forte eh che grande giornalista; tra quelli che mamma mia che risate con Capezzone da Chiambretti quant’è sympa; tra quelli che finalmente Marchionne un vero manager alla Fiat, uno che fa il suo mestiere pensa che in America quando parla lo stanno a sentire eh.

No dico, tra questi, uno che è uno che si fosse alzato a dire scusate ho capito mazzi per cazzi perché sono una merdina. No eh?

Traduzione in italiano corrente delle frasi in uso comune da parte della gente di merda #2

Quello/a un po’ se l’è andata a cercare, la censura.

Traduzione: Magari, se li cacciano tutti, quelli bravi, una merdina come me trova un po’ più di spazio e magari tira su anche altre due lirette e addirittura nessuno si accorge che non so fare un cazzo di buono.

Tre chili de trippa e due de budello.

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E’ che stasera, al JAZZ MAGAZINE di via Tolemaide 19, a Roma, potrebbe capitarvi di beccare tale Armandino detto Er Pomata. Ma solo se vi dicono qualcosa il dottor Magalini, il conte De Simone, Manzotin, il Mandrake, Mon amour, King, Soldatino, D’Artagnan, Ciccolini, er Ventresca ecc. ecc. E’ che i soldi ce so’: il tempo de farli.

Trendsetters.

bertrand-clochard.jpgDa sempre fashion blog, amlo.it vi propone le nuove tendenze per la primavera-estate 2009. Chisenestrafotting: direttamente dai quartieri più chic di Londra, il chisenestrafotting viene praticato in genere dai giovani, e consiste sostanzialmente nell’ignorare barboni che vanno a fuoco, soprattutto dopo averlo appiccato. Scrocching: esilarante e stilosissimo, praticato per lo più dagli intellettuali di sinistra, consiste nell’inghiottire qualsiasi cosa capiti a portata di mano, comprese sei o sette copie di un qualsiasi free press, e poi massaggiarsi la panza facendo ahhhhh come quello del digestivo antonetto. Ma gli intellettuali di sinistra si distinguono anche per il divertentissimo Senzascuorning, che consiste nello scopiazzare a stracazzo la qualunque e poi pubblicarla a nome proprio su giornali riviste e siti web facendosi pure pagare.

1- continua.

Trucchi per videogames.

Oggi recensione del  nuovissimo Fight to lose, il gioco nel quale il Partito Democratico tenta la scalata alla conquista del potere. Si tratta di un mix tra sparatutto e sparacazzate che piacerà tanto ai giovani del popolo viola. Per espresso volere dell’assemblea dei giovani del Pd, il gioco gira solo sulle piattaforme a loro note: il calcio balilla e il Sinclair zx spectrum.

1. TRA LA GENTE.  Schivate gli sputi e cercate di confondervi nella fila alle Poste centrali: per mimetizzarvi potete solidarizzare con le vecchie pronunciando i famosi slogans del Pd, tipo la legalità non è nè di destra nè di sinistra, poverini i ragazzi di Salò e signora mia, io non sono razzista ma sti negri hanno bello e che rotto er cazzo. Saltata così la coda, entrate alle Poste. Sulla sinistra noterete una porticina: entrateci, colpite la guardia giurata che dorme e appropriatevi della sua sedia. Non serve a un cazzo, ma ricordatevi che siete del Pd, e che tutte le cose che fate non servono mai a un cazzo.

2. IN SEZIONE. Con la sedia rubata entrate in sezione, mettetela nell’angolo destro della stanza (dove c’è la lampadina da 20 watt) e poggiateci sopra tutte le copie di Chi che riuscite a raccogliere. Arrivati a tre quintali, il peso della sedia farà scattare un interruttore e la tv si accenderà su un qualsiasi programma di satira di Rai tre: mettevi subito le mani sulle orecchie o vi addormenterete di botto e i rutelliani della sezione vi piomberanno addosso e ve lo metteranno in culo senza sputazza recitando il mea culpa. Prendete la cassetta del discorso di Bersani e infilatela nel cesso. Tirate lo sciacquone, guardate in alto e vi accorgere che dal controsoffitto pende adesso un pacco. Prendetelo e apritelo. Dentro troverete le tessere pezzotte. Con le tessere pezzotte tornate in sezione, annunciate di avere la maggioranza e proclamatevi segretario della locale sezione. Tutti sapranno che le che tessere sono false, voi però mostratele premendo il tasto F3 e tutti vi leccheranno il culo.

Continua.

Tutta colpa di Massimo Troisi.

E così il CdA non rimette in onda i talk show in Rai. E così Berlusconi aveva paura della Dandini che intervistava Ezio Mauro che Berlusconi abboffava di soldi inondando di pubblicità Mondadori ed Einaudi il gruppo L’Espresso mentre nel frattempo faceva finta di invitare gli industriali a non dare soldi al gruppo L’Espresso. Forse perché ci teneva a darglieli solo lui, che vi devo dire. Dice ma, aho’, sono soldi eh, sui soldi non si scherza. E io lo so che questa cosa è tutta colpa di Massimo Troisi quando, a proposito del tradimento di Giuda disse vabbè, ha tradito per soldi ma scusa i soldi non sono un motivo? E si scordò di dire che no, i soldi non sono un motivo; o almeno non sono mai un motivo valido per comportarsi da merde. Fatto sta che da allora chi si vendeva il culo, o ti faceva una merdata per soldi, invece di camminare sotto muro come alle zoccole, cominciò ad andare a testa alta, perché, ahò, i soldi sono un motivo.

E mentre son contento che abbiano levato i talk show e in giro vedo meno Belpietri, Politi, Ghedini e Polverini, il cervello si libera, prende ossigeno e mi ripete che sì, sarò anche uno stronzo, quello che volete voi, ma ho ragione io: i soldi non sono un motivo.

Ue’ share ‘e mmerda.

Ci aveva visto lungo Scerbanenco quando chiamò Paany, da Paganica, due personaggi di un suo libro; due persone oneste, e quindi due vittime. Questo pensavo ieri mentre decidevo di non fare la diretta del GF. Non per il cordoglio peloso, quello che poi fa vantare il TG1 dello share, ma per semplice voglia di prendere a randellate tutta la televisione italiana. Ma non perché non creda a una seria empatia, che so, della Marcuzzi o di Signorini con le vittime del tramoto. Ci credo eccome: è alla logica dello show che must go on che non credo, e farebbero meglio a non crederci pure loro. Se fossero stati furbi, gli acquirenti degli spazi pubblicitari avrebbero chiesto la non messa in onda della trasmissione, e avrebbero destinato l’equivalente della loro spesa pubblicitaria di ieri sera ai terremotati. Il ritorno in termini di pubblicità positiva sarebbe stato incalcolabile. Ma si sa, la gente, oltre che stronza, è pure fessa.

PS. Non mi risulta ancora che qualche intellettuale di Napule abbia detto adda passa’ ‘a nuttata. E’ ufficialmente aperto il servizio segnalazioni: ricchissimi premi messi in palio da me sedesimo.

Un attimino, simpaticamente, iatevenne affammocca.

Per quanto mi riguarda, dello sciopero dei giornali mi passa ampiamente per la capocchia del cazzo. Anzi, sarò io a scioperare contro di loro finché non la smetterano di scrivere, invece di  andiamo a farci una pizza, andiamo a farci una pizzata.

Un due tre, Maria Stella.

Siccome che i studenti son facinorosi e facinoroseggiano, noi non potevamo che appoggiarli. Qui trovate delle vigne tanto carucce da ritagliare.

Un fatto di solidarietà.

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Un sereno esame di coscienza.

Prima di far morire di fame i bambini che non pagano la retta della mensa, passatevi una mano sulla coscienza e chiedetevi: ma così sciupati, piaceranno ai preti?

Vai così che sei forte.

Dopo il pasticcio della mancata presentazione delle liste, il comitato della Polverini annuncia che si rivolgerà alle piazze. Così, mentre gli elettori della destra aspettano in piazza del Popolo, la Polverini arringa i passanti e le auto in sosta a piazza Venezia.

Ve ne approfittate che non c’è più un Robert Mitchum.

unrobertmitchum.jpgSono cresciuto nel mito di un Humprey Bogart e in quello di un Robert Mitchum, passando per i Martini infiniti di William Powell. Mi piacevano quei gialli dove il detective risolveva le cose a cazzotti, i maschi bevevano e fumavano e sparavano; in genere, i gialli allora erano mischiati, ci trovavi di tutto, da Nero Wolfe a Marlowe, da miss Marple a Maigret, da Poirot a Philo Vance. Poi gli autori italiani hanno scoperto il nuàar, ed è stato l’inizio della fine: al grido di nel nuàar non è importante la trama ma l’atmosfera, gli scrittori italiani (incapaci a scrivere una trama anche per le Winx) si sono messi tutti a scrivere nuàar. Per fortuna l’autorevole quotidiano La Repubblica, nella persona de Il Venerdì, ci pensa lui e mette le cose a posto, con un bel servizio con dei bei boxini neri, per aiutarci a capire meglio: IL LEGAL THRILLER, IL POLICE PROCEDURAL, IL GIALLO\NOIR\THRILLER e soprattutto, l’HARD BOYLED. Aspetto con ansia le recensioni sul Futurysmo, l’Ympressyonysmo, l’Alpynysmo.

Davvero, sto aspettando con ansya.

Vedi alla voce: marchetta.

nobel.jpgStavolta la pagina culturale di Repubblica ce l’ha fatta. Dedica l’intera pagina 43 ad un’intervista a Jonathan Safran Foer che, sorprendentemente, non è un autore né Mondadori né Einaudi. E uno dice cazzo che palle che hanno questi di Repubblica, finalmente hanno smesso di pubblicizzare il gruppo editoriale di Berlusconi, loro sì che sono forti, ahò. Titolone a seimila colonne dell’intervista: Date il Nobel a Grossman. Lo stesso Grossman che in Italia pubblica con Berlusconi, passa in banca e poi, visto che è di strada, va a firmare l’appello contro Berlusconi.

Cazzo, dateglielo ’sto sfaccimma ‘e Nobèl a Grossman, così potrà sputare sull’assegno del premio quando lo ritira, salvo poi pulirlo addosso a un cameriere e infilarselo in tasca.

Vediamo se funonzia.

popoDopo che finalmente ci siamo tolti dalle palle Luttazzi, ecco le novità televisive dell’anno nuovo. RAIUNO: sette nuove fiction, tutte intitolate Sentimento d’amore, che trattano però di argomenti molto diversi tra loro, come l’amore, l’amicizia, l’innamoramento, il disamoramento (che però non finisce mai in divorzio), e di un baby killer della camorra di Napule. RAIDUE: duecento puntate di Voyager, con Giacobbo che parla sempre della stessa cosa, però ne parla ogni volta con un diverso baby killer della camorra di Napule.RAITRE: grande attesa per le nuove puntate di Un posto al sole, con l’entusiasmante partecipazione di Dario Vergassola che fa un angelo di nome Angelo, di un parlamentare dell’Udc che fa di cognome Deputato e di un ricchione che si chiama Marco ma per strada i baby killer della camorra di Napule lo chiamano ue’ ricchione ‘e mmerda! (continua)

Vi ci sapete mettere, eh?

Sarà perché sono uno stronzo, ma sono convinto che se il padre di Eluana Englaro, invece del gentiluomo garbato che si ritrova ad essere, fosse stato un tipo manesco e propenso ad andare in giro armato di bastone, i parlamentari farebbero molto, ma molto meno i buffoni sulle questioni morali di questa capocchia del cazzo.

Vidiotocracy

Vighne!

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Vignacolada.

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Vile ma non coyote.

Inqualificabile. Esecrabile. Assurdo. Assolutamente da condannare.

Ma definire vile uno che con una statuetta cerca di menare a un altro con una scorta di settantamila persone mi pare na strunzata.

Vinca il migliore.

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Volevo essere un Bobby Solo.

gilbert_fighter-cover-big.jpgLa notizia è che l’ipernerd si è rimesso a scrivere, e ha scritto il solito capolavoro; magari un giorno ci rimette in rete il suo capovaloro giovinile, Salverò il mondo. Nel frattanto, facciamo che ci accontentiamo; la subnotizia è che ho provato a usare muxtape, perché veder cacare venir la voglia, ma mi fa i problemi a uso femmina e quindi vi mecco un po’ di linc a iutiubs. Questo, questo, questo, questo, questo, questo, questo, e questo. Dite grazie.

Vottiamo ad accomminciare.

21:14. Su Skyshow Cristina mangia a uso scrofa e si gratta il mazzo. Siamo in buone mani.

21:16. Prima o poi doveva succedere: la Marcuzzi è venuta con l’asciugamano da doccia.

21:17. Mentre la Marcuzzi annuncia l’entrata di tre concorrenti molto belli (molto, eh), parte la mia pard. Continue reading ‘Vottiamo ad accomminciare.’

We are young but getting old before our time.

Ormai la sapete qual’è la mia politica: non parlo più di libri né di dischi. Preferisco lasciare che vi croglioliate nel vostro Paolocoeglio e nei gruppetti di frociazzi che girano ricchionissimi fra i blog. Con quest’uomo qui, però, ho un debito di riconoscenza fin da quando mio cugino (che di musica era quello che ci capiva), benevolo verso noi masse ciucciabbestie, mi passò una tdk c60 con su registrato I’m the man. E porca puttana, sarà anche vero che Joe Jackson è da un po’ che si è rincoglionito, però è anche vero che chiedere a uno che ha sfornato sei o sette capolavori di seguito di essere sempre allo stesso livello è non solo esagerato, ma anche un po’ (molto) da stronzi. Questo disco qui raccoglie roba dal vivo da coricare intere generazioni di musicisti. Tanto per capirci, parliamo di un doppio cd con registraz che vanno dal ‘79 all’83, e scusate se è poco, eh. Quando qualcuno mi dice cazzo ma tu tieni quasi cinquantanni, la cosa che generalmente rispondo è, sì, sono stato fortunato, io. Sono uscito dal negozio di dischi con in mano una copia calda calda di Look sharp. Tu, per avere qualcosa di caldo come si deve in mano, devi aspettare che qualcuno ci cachi sopra.

What if.

Magari non è la gente, che rosica; magari vi rode il culo perché in fondo lo sapete bene, di essere delle merdine.

Ze pipols.

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Zitto a chi sa il gioco.

978880619812gra.jpgContinua la guerra senza quartiere di Repubblica a Silvio Berlusconi. Oggi gli ammolla tre sganassoni tre, olè. In prima pagina, articolone di Roberto Saviano, autore di punta di Mondadori. Sempre in prima pagina, pubblicità dell’ultimo libro di Ignazio Marino: medico, parlamentare del PD, candidato alla segreteria del PD, il grande partito della sinistra, fiero antiberlusconiano e autore Einaudi, di proprietà di Silvio Berlusconi. Poi, il nnoccàut finale: la solita paginata intera, la 45, dedicata ai Meridiani, la prestigiosa collana editoriale, indovinate un po’? Esatto, di Mondadori, vale a dire di Silvio Berlusconi. Ora, siccome non è possibile che Repubblica sia tanto balorda da continuare a far pubblicità gratuita ai prodotti di Silvio Berlusconi, né che il prefessor Marino sia così incoerente da pubblicare il suo libro proprio con una delle case editrici del suo principale avversario politico, dobbiamo dedurne che: c’è un piano segreto, dietro tutto questo. Ma così segreto, ma così segreto che manco loro sanno qual’è. Nel frattanto, e nel dubbio, meglio continuare a far vendere i prodotti di Silvio Berlusconi. Hai visto mai che quello, con tutti i soldi che gli fanno guadambiare a gratis, prima o poi ci si strozza?